Molise, appello della figlia: “Ridatemi papà, è sotto le macerie del ponte crollato sul Trigno”
di Federica Angeli“Ridatemi mio padre”. È un grido che arriva dai social, carico di dolore e urgenza. A lanciarlo è Angelica Racanati, figlia di Domenico Racanati, l’uomo scomparso lo scorso 2 aprile dopo il crollo del ponte sul Trigno a causa dell’ondata di maltempo che ha travolto il Molise.
La scomparsa dopo il crollo
Domenico Racanati, 53 anni, originario di Bisceglie, risulta disperso da oltre due settimane. Secondo quanto emerso, l’uomo si trovava nella zona del ponte al momento del cedimento. Da allora, di lui non è stata trovata alcuna traccia. Le operazioni di ricerca sono andate avanti senza sosta. In campo diverse squadre dei vigili del fuoco, mezzi specializzati e unità della Capitaneria di porto di Termoli, con motovedette, battelli ed elicotteri. Nonostante l’imponente dispositivo messo in atto, finora non ci sono stati risultati.
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“Mio padre è sotto i detriti”
Nel suo lungo sfogo sul suo profilo Facebook dal titolo “Non è normale, non è accettabile”, Angelica racconta ciò che le è stato comunicato: con molta probabilità, l’auto del padre si troverebbe ancora sotto le macerie del ponte crollato. “Era lì. E da quel giorno è sparito nel nulla”, scrive. Parole che descrivono un’attesa sospesa, fatta di dolore e incertezza.
L’accusa: “Basta attese e silenzi”
Il cuore dell’appello è una richiesta precisa: rimuovere i detriti. “Sotto metri di macerie. Sotto il silenzio. Sotto l’attesa”, scrive la giovane, denunciando quella che percepisce come una lentezza inaccettabile. “Quanto tempo deve passare ancora? Quanto vale la vita di mio padre?”. Angelica si rivolge direttamente alle istituzioni, chiedendo un intervento deciso e immediato. “Senza rimuovere quei detriti, mio padre non verrà trovato. Basta attese, basta lentezze. Non sto chiedendo un favore: sto pretendendo rispetto”.
Un’attesa che continua
Intanto il tempo passa, e con esso cresce l’angoscia della famiglia. “Ogni giorno che passa è un giorno in più in cui mio padre resta lì sotto”, conclude la giovane. Il post termina con un appello alle persone: “A chi sta leggendo: non girarti dall’altra parte. Condividi questo post. Tagga chi può fare qualcosa. Facciamo rumore. Adesso”.