✕

Tutti i successi delle vaccinazioni. “Ma su morbillo e Hpv bisogna ancora lavorare”

Ascolta l'audio

I risultati europei e italiani delle campagne di copertura. Contro l’agente che provoca il cancro all’utero protette solo il 50% delle ragazze
2 minuti di lettura

Le vaccinazioni hanno ridotto la circolazione di alcune malattie nel mondo, in certi casi e in certe aree azzerandole, ma non sono ancora riuscite ad eliminare in Europa di patologie come morbillo e pertosse, che hanno provocato rispettivamente 298 mila e 127 mila casi l’anno scorso. A dirlo, in occasione della Settimana europea dell’immunizzazione che prosegue fino al 25 aprile, sono la Commissione europea, l'Ufficio regionale per l'Europa dell'Oms e l'Ufficio regionale per l'Europa e l'Asia dell'Unicef.

Le vite salvate

Su scala globale, in un cinquantennio le vaccinazioni hanno salvato 154 milioni di vite. In Europa i risultati non sono meno eclatanti. Grazie alle vaccinazioni, la Regione europea dell'Oms “è rimasta indenne dalla poliomielite endemica dal 2002”, dal “2000 al 2024, i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%”, ricordano le tre istituzioni europee.

Il morbillo in Italia

La situazione è simile in Italia. "A…

Le vaccinazioni hanno ridotto la circolazione di alcune malattie nel mondo, in certi casi e in certe aree azzerandole, ma non sono ancora riuscite ad eliminare in Europa di patologie come morbillo e pertosse, che hanno provocato rispettivamente 298 mila e 127 mila casi l’anno scorso. A dirlo, in occasione della Settimana europea dell’immunizzazione che prosegue fino al 25 aprile, sono la Commissione europea, l'Ufficio regionale per l'Europa dell'Oms e l'Ufficio regionale per l'Europa e l'Asia dell'Unicef.

Le vite salvate

Su scala globale, in un cinquantennio le vaccinazioni hanno salvato 154 milioni di vite. In Europa i risultati non sono meno eclatanti. Grazie alle vaccinazioni, la Regione europea dell'Oms “è rimasta indenne dalla poliomielite endemica dal 2002”, dal “2000 al 2024, i casi di rosolia sono diminuiti di oltre il 99%, quelli di difterite del 90% e quelli di parotite del 95%”, ricordano le tre istituzioni europee.

Il morbillo in Italia

La situazione è simile in Italia. "Anche da noi ci sono malattie infettive come la polio, la difterite o la stessa rosolia di cui oggi non si registrano casi grazie alla copertura vaccinale che, però, deve essere mantenuta per non perdere i risultati ottenuti”, dice Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità. “Per altre patologie, però, la situazione appare più complessa – spiega – Il morbillo, ad esempio, è ancora ben presente e circolante nel nostro paese, con 529 casi registrati nel 2025”. L’Istituto realizza un bollettino dedicato al morbillo. A gennaio di quest’anno i casi sono stati 84 in nove regioni e quindi la tendenza sarebbe in aumento, anche se ovviamente bisogna aspettare nuovi dati per capire meglio la situazione epidemiologica. “L’età mediana dei casi segnalati è pari a 28 anni, tuttavia l’incidenza più elevata si osserva nella fascia di età 0-4 anni e sono stati segnalati 2 casi in bambini sotto l’anno di età. Lo stato vaccinale è noto per il 91,7% dei casi, il 90,9% erano non vaccinati al momento del contagio”, scrivono dall’Istituto.

Da migliorare le coperture dell’anti Hpv

Palamara mette tra “gli esempi meno virtuosi”, l’Hpv, cioè il Papillomavirus umano, responsabile tra l’altro di diversi tumori come quello del collo dell'utero. Secondo Bruno Ciancio, responsabile dell’Unità malattie a trasmissione diretta e malattie prevenibili con il vaccino dell’Ecdc, l’European center for disease prevention, “l'eliminazione del cancro cervicale nell'Ue e nello Spazio economico europeo sta diventando un obiettivo raggiungibile, grazie ai programmi di vaccinazione contro l'Hpv». Bisogna però alzare le coperture. L'Italia ha tassi poco sopra il 50% per le ragazze e circa il 45% per i maschi. Alcuni Paesi, come Islanda, Portogallo, Norvegia, hanno superato la soglia del 90%, mentre altri, per esempio Bulgaria, Romania, Slovacchia, sono lontani dalla sufficienza.

Il lavoro sui nuovi vaccini

Attualmente nell'Unione Europea sono in fase di sviluppo 91 vaccini, il 41% dei quali è destinato a malattie per le quali oggi non esiste ancora una protezione. Sono i dati, prodotti da Vaccines Europe, diffusi da Farmindustria “I vaccini sono una delle innovazioni più efficaci e inclusive della medicina. Non solo salvano vite, ma generano valore per l'intera società. Investire in prevenzione significa costruire un futuro più sano, resiliente e sostenibile per tutte le generazioni”, afferma il presidente di Farmindustria Marcello Cattani.

Leggi i commenti