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Famiglia nel bosco, Catherine alla Camera: “Non ho mai visto una crudeltà così in tutta la vita”

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Dopo l’incontro con La Russa anche la conferenza con Brambilla. Il professor Ammaniti: “Vicenda nata male e finita peggio, i bambini devono tornare ai genitori”. Nel fine settimana sarà depositata la perizia psichiatrica
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ROMA – Dopo l’incontro con il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il 25 marzo scorso, dopo l’annuncio del libro scritto da Catherine Birmingham con l’aiuto di una ghost writer e destinato a diventare un film, nel tardo pomeriggio di oggi la coppia più raccontata degli ultimi cinque mesi – Nathan e Cate – è entrata, le 17,44, alla Camera dei deputati, in sala stampa. E’ stato l’epilogo di un’amplificazione istituzionale, gestita dal centrodestra prima e dopo il referendum sui magistrati, del dramma della separazione dei genitori dai tre figli.

Catherine era agitata, all’ingresso, sempre al limite delle lacrime. Nathan bacia sulle gote il professor Tonino Cantelmi, che ha richiamato i colleghi a spiegare pubblicamente “i traumi definitivi” inflitti ai t…

ROMA – Dopo l’incontro con il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il 25 marzo scorso, dopo l’annuncio del libro scritto da Catherine Birmingham con l’aiuto di una ghost writer e destinato a diventare un film, nel tardo pomeriggio di oggi la coppia più raccontata degli ultimi cinque mesi – Nathan e Cate – è entrata, le 17,44, alla Camera dei deputati, in sala stampa. E’ stato l’epilogo di un’amplificazione istituzionale, gestita dal centrodestra prima e dopo il referendum sui magistrati, del dramma della separazione dei genitori dai tre figli.

Catherine era agitata, all’ingresso, sempre al limite delle lacrime. Nathan bacia sulle gote il professor Tonino Cantelmi, che ha richiamato i colleghi a spiegare pubblicamente “i traumi definitivi” inflitti ai tre piccoli (di cui non si può fare il nome, come insegna la presente Garante dell’infanzia, ma di cui Maria Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, mostra, in favore di telecamere, le foto).

Nessuna domanda per Nathan e Cate, al solito. Si raccontano leggendo dichiarazioni in inglese, mostrando i disegni dei piccoli – ci sono cinque figure, sedute, dalla più piccola al papà, dentro una caverna, “per fuggire da chi li tiene prigionieri”, dirà Brambilla –, spiegando le loro letterine per il compleanno di mamma. “Io tengo duro”, ha scritto la più grande.

Nathan Trevallion, in giacca grigia, legge e poi traduce: “Non avrei mai immaginato il dolore, la sofferenza, degli ultimi cinque mesi, specialmente quello dei bambini. Prima separati dalla casa, dagli animali, dal loro padre, poi dalla loro mamma. La paura, l’ansia, lo stress e il trauma sono stati orribili mentalmente ed emozionalmente, la loro gioia e felicità è stata distrutta. Io e mia moglie siamo più uniti di prima, la speranza è quella di essere riuniti come una famiglia che si ama”.

"Ho aiutato gli altri, non so aiutare i miei figli”

Catherine dice di non avere la forza per parlare in italiano, e legge, a sua volta, in inglese: “In casa nostra i bambini erano in sicurezza, erano accuditi e amati. Ora vorrei risvegliarmi dal peggiore degli incubi, che mi sembra senza fine. Siamo affranti. Ho visto la sofferenza dei miei bambini quando vivevano nella facility”, sarebbe la casa protetta di Vasto. “Sento Nathan che piange nel sonno e penso che ho speso la mia intera vita ad aiutare le persone sole e oggi non sono capace di aiutare i miei bambini, sono impotente”. Chiude: “Non ho mai visto né sentito una forma di crudeltà così estrema come quella che stanno subendo i miei figli. Io e Nathan non abbiamo fatto niente di male ai nostri bambini”.

La presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, Michela Vittoria Brambilla, organizzatrice dell’incontro, dirà: “E’ stato un vero e proprio calvario, non avrò pace fino a quando questa famiglia non sarà riunita. Separare i bambini da padre e madre è stato un errore, non continuiamo a farlo. Restituiamo i tre figli all’amore dei loro genitori”.

Il legale: “Le anomalie di questa vicenda”

L’avvocato Marco Femminella ha esordito dicendo che non avrebbe parlato del procedimento in corso, “la giurisdizione si esercita nelle sue sedi”. Poi si è profuso nel racconto della casa nel bosco, “nessuno ha spiegato a Nathan che non aveva l’agibilità”, delle vaccinazioni, “mancavano solo i richiami, che ancora non sono stati conclusi”, sull’homeschoolinge il presunto isolamento dei tre minori, esattamente il cuore del procedimento stesso.

Il legale ha detto, quindi: “C’è qualcosa che stride con i sentimenti, quando l’esercizio della giurisdizione allarga la forbice tra diritto naturale e diritto positivo, quando questo accade in maniera prepotente e un cittadino non comprende quello che sta succedendo. Una volta il processo minorile era marginale, e riguardava pochi sfigati, ora è il front office della società rispetto alle esigenze di legalità, ma ha gli stessi strumenti di 30-40 anni fa”.

Ancora Femminella: “C’è una distanza siderale tra le parti e gli altri protagonisti. Il processo italiano è fatto di carte su carte, i veri protagonisti della vicenda restano estranei. Nathan e Catherine non hanno mai visto il volto dei giudici”. In verità, quando era ancora affidata all’avvocato Giuseppe Angelucci, la coppia anglo-australiana si è presentata nell’aula dell’Aquila, anche con i bambini, di fronte a un giudice del procedimento. ”Questa vicenda ha una grande anomalia, siamo in presenza di una genitorialità fortemente attenta al bene dei minori, forse in modo eccessivo e sovraesposto, in una scelta, comunque, di ritorno alle radici”.

Il professor Tonino Cantelmi, riprendendo sia Catherine che la Brambilla, esordisce: “E’ risuonata la parola crudeltà, quale è stato, per esempio, screditare il racconto di una madre o agitare lo spettro che lei stessa danneggi i figli. Non c’è alcuna evidenza, in questo procedimento siamo pieni di giudizi clinici rilasciati da persone che non hanno competenze per dare giudizi clinici”.

Il professor Massimo Ammaniti, neuropsichiatra infantile, ha letto le carte offerte dal collega Cantelmi e alla Camera dice: “Mi sembra incredibile che nel 2026 succedano cose così. Nel 1950 un grande studioso di infanzia preparò una monografia per l’Oms sulle carenze nella prassi e mise in luce che nel nostro patrimonio genetico e nel cervello i bambini hanno capacità di costruire legami di attaccamento ai genitori. Quando i figli si distaccano da madre e padre, vivono ansie di separazione profonde. Se oggi i tre figli di Nathan e Catherine sembrano tranquilli, è perché sono caduti in uno stato di depressione. I bambini devono tornare al padre e alla madre”.

Le urla della bambina da Napoli

La professoressa Daniela Chieffo, direttrice della Psicologia clinica dell’ospedale Gemelli di Roma, procede con l’ultimo intervento tecnico: “Vorrei concentrarmi sulla mente dei tre bambini e dire che alcuni traumi diventano indelebili e possono diventare tragedie. I figli di Nathan e Catherine hanno perduto il loro ecosistema, è volato via. Questi traumi sono destinati a sviluppare una psicopatologia. Mi chiedo se la socialità imposta, infine, deve avere il prezzo della ferocia”. Ci si riferisce, sempre, alla sistemazione nella casa struttura di Vasto.

Ferocia, crudeltà. La Garante nazionale per l’infanzia, Marina Terragni, chiude la serata senza contraddittorio con il suo pezzo di teatro: fa sentire al microfono le urla di una bambina in una struttura di Napoli, in preda a una crisi convulsiva. “Ne ricevo tutti i giorni”. Non si sa cosa c’entri, riesce, però, a far piangere definitivamente Catherine.

La controparte, nel silenzio, ha chiuso la stesura della perizia psichiatrica. Nel weekend, al massimo all’inizio della prossima settimana, sarà depositata al Tribunale per i minorenni dell’Aquila.

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