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Chiara Petrolini, lo sconforto dei genitori: “Ci aspettavamo più clemenza ma le staremo vicini”

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Roberto e Elena hanno abbracciato la figlia dopo la lettura del dispositivo: “Siamo con te, non ti abbandoneremo”
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PARMA – Ad ogni udienza sono sempre stati uno accanto all’altra, in fondo all’aula cercando di ripararsi dagli sguardi indiscreti. Roberto Petrolini e Elena Bruschi ieri sono crollati davanti alla condanna per la figlia. «Ci aspettavamo una pena più lieve, più clemenza per Chiara», hanno confidato alle persone più vicine. Nella stanza riservata alla famiglia accanto all’aula di giustizia si sono stretti a Chiara dopo la lettura del dispositivo da parte della Corte, l’hanno abbracciata e baciata, hanno pianto insieme a lei. Le hanno ripetuto: «Siamo con te, non ti abbandoneremo».

E mentre Samuele Granelli confida di non riuscire «a mettere in fila un pensiero su tutto questo, sono solo devastato», i genitori di Chiara, la coppia di ferro, non fanno mistero del fatto che «andremo avanti per lei, ci batteremo fino alla fine». Coriacei anche se fragili. Roberto Petrolini non è riuscito a trattenere le lacrime in aula, mostrando tutto il suo dolore e coprendo per pudore il viso con le mani…

PARMA – Ad ogni udienza sono sempre stati uno accanto all’altra, in fondo all’aula cercando di ripararsi dagli sguardi indiscreti. Roberto Petrolini e Elena Bruschi ieri sono crollati davanti alla condanna per la figlia. «Ci aspettavamo una pena più lieve, più clemenza per Chiara», hanno confidato alle persone più vicine. Nella stanza riservata alla famiglia accanto all’aula di giustizia si sono stretti a Chiara dopo la lettura del dispositivo da parte della Corte, l’hanno abbracciata e baciata, hanno pianto insieme a lei. Le hanno ripetuto: «Siamo con te, non ti abbandoneremo».

E mentre Samuele Granelli confida di non riuscire «a mettere in fila un pensiero su tutto questo, sono solo devastato», i genitori di Chiara, la coppia di ferro, non fanno mistero del fatto che «andremo avanti per lei, ci batteremo fino alla fine». Coriacei anche se fragili. Roberto Petrolini non è riuscito a trattenere le lacrime in aula, mostrando tutto il suo dolore e coprendo per pudore il viso con le mani.

In quasi due anni marito e moglie hanno retto all’orrore piombato in casa loro in un’estate spensierata, hanno supportato la figlia anche quando le sue bugie erano imperdonabili. Come quando la mamma le ha chiesto, era il 19 agosto 2024, se oltre a quel bambino ne avesse partorito un altro. Chiara ha risposto: «No». E la madre si è fidata. Due settimane dopo il giardino ha restituito le ossa del bimbo nato nel 2023. Un colpo terribile. Al padre Chiara, invece, aveva spacciato per «ciclo abbondante» le macchie di sangue nel bagno dopo il secondo parto. Lui gli ha rinfacciato la menzogna ma poi le ha confidato: «Sarei stato contento di essere nonno». Non sono mancati i momenti di tensione. «Hai rovinato la tua vita e anche la nostra», le ha urlato la madre quando si è resa conto di quel «thriller». Un attimo di scoraggiamento comprensibile davanti a una verità sconvolgente. Ma sin da subito l’atteggiamento dei genitori è stato di protezione e rivolto a decifrare il mistero che alberga nella mente della figlia, vicini a lei in ogni giorno di carcere dentro la loro villa. Hanno installato sul cancello una rete oscurante per scoraggiare i curiosi, si sono chiusi insieme a Chiara in una clausura fatta di sostegno e attesa. Riservati per tutelare lei e anche se stessi. Tutto mentre crescono un altro figlio, minorenne, che qualcuno descrive «sereno nonostante tutto».

A incoraggiare questa coppia, che fino al 2024 aveva una vita tranquilla, ci sono gli amici e i parenti, anche loro in tribunale ad ogni udienza. E l’avvocato, Nicola Tria, che ha cercato di porre l’accento sul profondo malessere psichico di Chiara.

Il giorno prima della sentenza la famiglia si è riunita nella villa di Vignale con i pochi amici e parenti ammessi dal tribunale. In strada è arrivata l’eco delle risate tra alcune donne. Una era Elena Bruschi che, forse, voleva scacciare così i cattivi pensieri.

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