“Social detox” per quattro italiani su dieci: ecco come prendere una pausa dal digitale
di Giulia Boero«Dormivo male, non guardare il telefono prima di coricarmi mi ha aiutata», racconta Agnese, avvocata. «Ora uso app che limitano l'utilizzo dei social: 20 minuti di Instagram al giorno, 30 nel weekend». Secondo l’ultimo Rapporto sulla comunicazione del Censis, quattro italiani su dieci avrebbero fatto social detox almeno una volta nella vita. Disattivare, eliminare, disinstallare le app. Combattere la tech fatigue, riscoprire il tempo lento delle relazioni offline. Come Martina, che dopo il trasferimento all’estero aveva trovato nei social un rifugio, finché il confronto costante con la vita degli amici ha iniziato a pesare più del conforto. «Alcuni software mi inviano frasi motivazionali: “Non cedere alla tentazione di aprire i social”, scrivono».
«Dormivo male, non guardare il telefono prima di coricarmi mi ha aiutata», racconta Agnese, avvocata. «Ora uso app che limitano l'utilizzo dei social: 20 minuti di Instagram al giorno, 30 nel weekend». Secondo l’ultimo Rapporto sulla comunicazione del Censis, quattro italiani su dieci avrebbero fatto social detox almeno una volta nella vita. Disattivare, eliminare, disinstallare le app. Combattere la tech fatigue, riscoprire il tempo lento delle relazioni offline. Come Martina, che dopo il trasferimento all’estero aveva trovato nei social un rifugio, finché il confronto costante con la vita degli amici ha iniziato a pesare più del conforto. «Alcuni software mi inviano frasi motivazionali: “Non cedere alla tentazione di aprire i social”, scrivono».
Tra coloro che hanno scelto di prendersi una pausa, oltre un quarto l’avrebbe fatto per l’eccessiva distrazione rispetto alle attività quotidiane. Il 20,6% per recuperare tempo per sé e per le attività offline. Il 17,8% perché riconosce di esserne dipendente, e quasi altrettanti per tutelare la propria privacy. Mentre molti lamentano il costante confronto con gli altri utenti e un’influenza negativa sull’umore. «Siamo bombardati da contenuti violenti senza filtri - continua Agnese - Ora leggo meno, sono meno informata, ma non ho più incubi la sera». Cristina, copywriter, conosce bene quella sensazione di sopraffazione: «Sento l’esigenza di toglierli, ma non posso per via del lavoro che faccio. Devi sempre sapere quali sono i trend e in alcuni momenti ti senti sopraffatta». Tanto che in passato ha anche disattivato il profilo, per sottrarsi alla propria «carta di identità digitale» visibile a tutti. «Ero arrivata al punto di non voler essere percepita in uno spazio digitale».
Instagram, TikTok, YouTube, ma anche WhatsApp e piattaforme multiuso come Amazon. «La tecnologia corre veloce, ma la nostra umanità e la nostra mente sono lente», spiega Alessio Carciofi, pioniere in Italia di programmi di digital detox. «Ci rifugiamo dietro alle ricompense dopaminergiche dei social perché siamo stanchi, ma il mondo digitale ci ha privato della parola fine. È l’economia dell’attenzione, dobbiamo allenarci a porre dei confini, azioni piccole ma concrete: togliere il cellulare quando si va a letto, rinunciarci a tavola».
E allora nascono summer camp in natura per ragazzi adolescenti (11-17 anni) e retreat in eremi e rifugi ad alta quota per adulti (35-50 anni). «Il consiglio è di alzare lo sguardo. Non togliamo il cellulare, aggiungiamo qualità e profondità alle esperienze che facciamo - precisa Carciofi - Sembra paradossale, ma per i ragazzi che durante l’anno passano il tempo ricurvi sugli schermi, isolati nelle loro stanze, anche togliersi le scarpe e rimanere a piedi nudi sull’erba può diventare una sfida».
Non solo. La difficoltà alla disconnessione non risparmia nemmeno chi sui social è obbligato a lavorarci ogni giorno, e forse li conosce troppo bene per smettere di temerli. «Chi lavora con i social non ha orari. Arrivi a un punto in cui entri in una piattaforma e non ricordi nemmeno perché», dice Silvia, che da anni lavora come communication officer. «Il cervello scrolla contenuti in automatico, scarica dopamina, crea dipendenza. Vai in bagno e apri l’app. Fai una pausa e apri l’app. Ho avuto problemi d’ansia, sono arrivata a sognare di scrollare. Ora uso due telefoni, quello con le app rimane a casa».