In quarantena per Hantavirus: “Sto bene, ma l’isolamento è giusto. Mi salva il tapis roulant”
di Alessia Candito“Io sto bene, più che altro mi annoio. Ma che devo dire? Sono stato solo sfortunato”. Venticinque anni, Federico Amaretti da ormai tre giorni è in isolamento precauzionale in casa a Villa San Giovanni, dopo l’ordinanza di quarantena obbligatoria firmata sabato scorso dalla sindaca della città, Giusy Caminiti. Il 25 aprile era sullo stesso volo di Mirjam Schilperoord, 69 anni, la moglie del paziente zero sulla nave crociera MV Hondius, l'ornitologo Leo Schilperoord, che è stato anche il primo morto a bordo per hantavirus. La donna ha tentato di prendere un volo per l’Olanda da Johannesburg, ma le sue condizioni di salute erano troppo precarie ed è stata subito fatta sbarcare e accompagnata in ospedale, dove si è spenta nel giro di pochi giorni.
Quando la signora è stata portata giù, si è reso conto di qualcosa?
“In realtà no. Ho provato a fare mente locale, ma non ricordo una signora anziana che stesse male né durante la coda per il check-in o per l’imbarco, né sull’aereo. Quando mi ha…
“Io sto bene, più che altro mi annoio. Ma che devo dire? Sono stato solo sfortunato”. Venticinque anni, Federico Amaretti da ormai tre giorni è in isolamento precauzionale in casa a Villa San Giovanni, dopo l’ordinanza di quarantena obbligatoria firmata sabato scorso dalla sindaca della città, Giusy Caminiti. Il 25 aprile era sullo stesso volo di Mirjam Schilperoord, 69 anni, la moglie del paziente zero sulla nave crociera MV Hondius, l'ornitologo Leo Schilperoord, che è stato anche il primo morto a bordo per hantavirus. La donna ha tentato di prendere un volo per l’Olanda da Johannesburg, ma le sue condizioni di salute erano troppo precarie ed è stata subito fatta sbarcare e accompagnata in ospedale, dove si è spenta nel giro di pochi giorni.
Quando la signora è stata portata giù, si è reso conto di qualcosa?
“In realtà no. Ho provato a fare mente locale, ma non ricordo una signora anziana che stesse male né durante la coda per il check-in o per l’imbarco, né sull’aereo. Quando mi hanno chiamato per comunicarmi che avrei dovuto mettermi in quarantena, sono rimasto sorpreso”.
Cosa le hanno detto?
“Ero in vacanza da poco più di una settimana quando mi hanno contattato e mi hanno spiegato la situazione. Sono tranquillo perché non ho avuto alcun contatto con la signora e non ho sintomi. Devo misurare la febbre due volte al giorno, mattina e sera, e contattare l’Asl in caso salisse. Ma sto bene”.
Le fa rabbia questa situazione?
“Ma no, sono stato sfortunato. Tutto qua. La quarantena è giusta, poi in un certo senso sono abituato. Per lavoro sto su una nave quattro mesi l’anno, anche quello è una sorta di isolamento”.
Come passa il tempo?
“Cerco di non stare troppo tempo seduto o sdraiato, qui fortunatamente ho un tapis roulant e posso correre o camminare un po’. La difficoltà è che non ho cucina, quindi i miei mi devono lasciare pranzo e cena fuori dalla porta. Per il resto, faccio passare il tempo: molte serie tv, molte videochiamate con gli amici”.
Sente anche il collega che era con lei sul volo?
“Sì certo, ci sentiamo sempre. Quando sei in nave, un rapporto a così stretto contatto diventa un’amicizia. Sta bene anche lui, nessun sintomo. Gli amici di qui invece passano speso sotto casa a salutarmi e parliamo dalla finestra”.
Un po’ come ai tempi del lockdown da Covid
“Non per me. In quel periodo ero imbarcato, quindi il lockdown in Italia non l’ho vissuto. Lo sto vivendo adesso. Mi consolo perché almeno un po’ di vacanza prima di chiudermi in casa l’ho fatta”.
Quando è arrivato l’allarme?
“Mi hanno chiamato il 9 maggio. Io ero già tornato da più di una settimana, quindi già ero uscito, avevo rivisto gli amici, ero andato a mangiare fuori. Ma comunque sono e sono sempre stato negativo. Non ho mai avuto sintomi”.
Sa già fino a quando dovrà stare in isolamento?
“Stando a quanto mi hanno detto, il virus ha un periodo di incubazione di 40-45 giorni quindi per il 9/10 giugno dovrei essere fuori. Inizialmente pensavo decorressero dall’inizio della quarantena, ma il calcolo va fatto dal momento del possibile contagio, quindi meglio. Sono quasi a metà, diciamo”.