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Hantavirus, 11 contagi sulla Hondius, resta grave la turista francese. Oms: ora tocca ai singoli Paesi

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L’appello del direttore Adhanom e del premier spagnolo Sanchez: “La nostra immunità deriva dalla solidarietà tra nazioni”
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TENERIFE – Al suo primo giorno di navigazione con a bordo solo l’equipaggio e quel che resta del focolaio di Hantavirus che ha ucciso tre passeggeri, la Hondius passa al largo delle coste del Marocco. Per il comandante, i 23 marittimi filippini e i due medici a bordo, la quarantena comincerà solo domenica sera quando la nave è attesa a Rotterdam. A Tenerife, conclusa «senza incidenti» come sottolinea il premier spagnolo Sanchez, la complessa operazione di evacuazione di 125 persone, torna il sereno. Solo il governatore Fernardo Clavijo insiste nell’accusare Madrid di aver acconsentito allo sbarco dei passeggeri pur sapendo che c’erano positivi a bordo. Insinuazione rispedita subito al mittente dalla ministra della Salute Monica Garcia che ieri a Madrid, insieme a Sanchez e al direttore dell’Oms Tedros Adhanom ha tirato le somme: al momento, comprese le tre vittime, i contagi tra le persone che erano sulla Hondius sono nove, più due casi sospetti. Grave, ricoverata in rianimazione e at…

TENERIFE – Al suo primo giorno di navigazione con a bordo solo l’equipaggio e quel che resta del focolaio di Hantavirus che ha ucciso tre passeggeri, la Hondius passa al largo delle coste del Marocco. Per il comandante, i 23 marittimi filippini e i due medici a bordo, la quarantena comincerà solo domenica sera quando la nave è attesa a Rotterdam. A Tenerife, conclusa «senza incidenti» come sottolinea il premier spagnolo Sanchez, la complessa operazione di evacuazione di 125 persone, torna il sereno. Solo il governatore Fernardo Clavijo insiste nell’accusare Madrid di aver acconsentito allo sbarco dei passeggeri pur sapendo che c’erano positivi a bordo. Insinuazione rispedita subito al mittente dalla ministra della Salute Monica Garcia che ieri a Madrid, insieme a Sanchez e al direttore dell’Oms Tedros Adhanom ha tirato le somme: al momento, comprese le tre vittime, i contagi tra le persone che erano sulla Hondius sono nove, più due casi sospetti. Grave, ricoverata in rianimazione e attaccata a un supporto vitale, c’è solo la donna francese che ha accusato i primi sintomi domenica proprio sul volo di evacuazione da Tenerife a Parigi.

Un bilancio contenuto per un virus che non deve spaventare anche se fondamentali saranno adesso le misure di sorveglianza adottate in tutti i Paesi, ha detto ieri il direttore generale dell’Oms Adhanom che ha sottolineato come tutti i passeggeri della Hondius, anche quelli che erano scesi dalla nave in altre tappe nelle scorse settimane prima dell’individuazione del virus, sono state raggiunte e poste in isolamento. Quello che non è ancora invece chiaro è se siano state individuate tutte le altre decine di persone che, come avvenuto per i quattro posti in isolamento in Italia (tutti senza sintomi), hanno volato sullo stesso aereo dove è salita anche se per pochi minuti prima di sentirsi male la donna olandese, moglie del paziente zero, poi morta in ospedale a Johannesburg due settimane dopo il marito. Il caso del turista inglese scovato in Italia sembrerebbe dimostrarlo.

«La valutazione dell’Organizzazione mondiale della Salute è che il rischio per la salute globale è basso» ha ribadito Adhanom — che ha fissato al 21 giugno la data di fine quarantena per tutte le persone scese dalla Hondius a Tenerife. Perché, Oms ed Ecdc, visti i tempi lunghi di incubazione del virus, si attendono nuovi contagi nelle prossime settimane e mettono in conto che i test che saranno ripetuti alle persone già in isolamento possano positivizzarsi. Come accaduto al turista spagnolo, al momento unico dei 13 ricoverati all’ospedale militare di Madrid, che ieri ha accusato i primi sintomi respiratori dopo essere risultato positivo al test.

«In questo momento non c’è nulla che faccia pensare che ci sarà un focolaio maggiore — l’analisi del direttore generale dell’Oms — i Paesi dove sono stati trasferiti i viaggiatori sono ora responsabili. Noi diamo linee guida da seguire per i passeggeri trasferiti, tuttavia i Paesi possono apportare aggiustamenti, non possiamo costringerli ad accettare i nostri protocolli. Il virus non conosce frontiere — ha comunque avvertito Adhanom — e la nostra maggiore immunità deriva dalla solidarietà che è quella che ha mostrato la Spagna».

Una solidarietà di cui Sanchez — respingendo con durezza le critiche arrivategli dalle Canarie — va fiero. «Il mondo non ha bisogno di più egoismo e paura, ma di Paesi solidali che vogliano fare un passo avanti». Con un grazie proprio al popolo delle Canarie «per la sua solidarietà e il suo civismo che sono stati riconosciuti dal Papa e dall’Onu». Tenerife intanto respira, gira pagina e apre la stagione del turismo: «Venite tranquilli, non si rischia nulla», l’appello di albergatori e operatori turistici mentre dall’altra parte del mondo, in Brasile, arriva notizia di un altro morto per hantavirus e di una persona ammalata. Nulla, però, che abbia a che vedere con il focolaio della Hondius. In Sudamerica, fuori dai riflettori dei media di questi giorni, l’hantavirus è endemico e, senza cure né vaccino, capita che faccia delle vittime.

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