È ancora mattina presto quando Nathan Trevallion sceglie il pranzo della giornata, sarà a base di funghi. Ha lasciato i bambini e Cate, dopo i riti dell’alba consumati tutti insieme, l’abbraccio degli alberi, e si è diretto verso il bosco. È terreno di sua proprietà quello in cui si muove. Ha sempre raccontato che conosce i funghi, gli ha dato insegnamenti un amico boscaiolo francese nel periodo del soggiorno transalpino. Nathan, il padre, è un inglese dei dintorni di Bristol. Ha 52 anni e in Inghilterra è stato uno chef, un operaio in Olanda, un tagliatore di legna in Francia, un esportatore di mobili in Spagna. In quella zona di Palmoli, il bosco basso, tra il fiume Trigno e il torrente Mondola, li ha già raccolti in passato e ora prende solo quelli di cui ha certezza.
È ancora mattina presto quando Nathan Trevallion sceglie il pranzo della giornata, sarà a base di funghi. Ha lasciato i bambini e Cate, dopo i riti dell’alba consumati tutti insieme, l’abbraccio degli alberi, e si è diretto verso il bosco. È terreno di sua proprietà quello in cui si muove. Ha sempre raccontato che conosce i funghi, gli ha dato insegnamenti un amico boscaiolo francese nel periodo del soggiorno transalpino. Nathan, il padre, è un inglese dei dintorni di Bristol. Ha 52 anni e in Inghilterra è stato uno chef, un operaio in Olanda, un tagliatore di legna in Francia, un esportatore di mobili in Spagna. In quella zona di Palmoli, il bosco basso, tra il fiume Trigno e il torrente Mondola, li ha già raccolti in passato e ora prende solo quelli di cui ha certezza.
È un’area con vegetazione di pregio: cerri, pioppi bianchi, frassini, salici. Nathan trova pochi funghi quella mattina. Sono sufficienti, tuttavia, per il pranzo. Sono scuri, non ne conosce il nome, ma è certo siano commestibili. Li raccoglie e rientra al casaletto, dove lascia il cesto, funghi misti alla terra, in cucina. Torna alle sue attività all’esterno. In quei minuti la moglie Catherine è impegnata a dare da mangiare agli animali e a sistemare la stalla, vicina alla strada.
Ospita il cavallo bianco Lee, 28 anni, vecchio e ossuto, e il mulo Gallipoli, che aiuta Nathan a portare la legna. In giro ci sono i due cani marroni di piccola taglia sempre abbaianti, Spirit e Mister Fluffy, le galline che spesso si spostano in strada, le papere. Il gatto Pasquale. Cate è di nuovo in cucina che sono le 11. Vede la cesta e decide di preparare una zuppa di funghi per il pranzo.
Ci si siede a tavola alle 11, in casa Trevallion-Birmingham. Nessuno dei genitori sa che in quel lasso di tempo la piccola Bluebell ha completato la cesta e complicato la giornata. La gemellina ha voluto aiutare la raccolta del papà ed è andata a prendere, da sola, altri funghi, diversi da quelli presi dal genitore. Sono di colore bianco, alcuni con il gambo viola, altri con la testa marrone. Sono, purtroppo, boleti e russole sardonie. Velenosi. E ora la mamma li sta cucinando insieme ai commestibili.
Un gesto d’amore infantile si tramuterà in un pericolo dalle potenzialità mortali. Due ore dopo il pasto, i sintomi si manifestano, per tutti. Catherine è in auto, sta tornando da San Salvo con le bambine quando si presentano i primi dolori addominali. Crescono in pochi secondi, si fanno acuti. La donna riesce a rientrare a casa, a fatica. Nathan vede lei e poi le piccole, stava tagliando la legna raccolta a terra ed è, anche lui, nelle stesse condizioni. Si accascia. Galorian è sul ciglio della strada, sonnolento. Nathan cerca aiuto, telefona a un vicino, Antonio, ma lui non è in casa. Il papà riesce a raggiungere altri residenti della zona, tra loro Daniele: chiamano il sindaco. Vengono allertati i soccorsi. Alle 15.35 di lunedì 23 settembre 2024, la centrale operativa invia la pattuglia della stazione dei carabinieri di Fresagrandinaria alla casa nel bosco. Anche due ambulanze arrivano sul posto. Catherine e il figlio maschio, Galorian appunto, sembrano i più gravi. Decolla l’elicottero per il soccorso immediato: atterra poco dopo sullo spiazzo a fianco della residenza in pietra e preleva la madre e il gemello. Volano all’ospedale di Chieti, il piccolo viene risvegliato a urla.
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Nathan e le due femmine sono trasferiti in ambulanza a Vasto, al Pio XI. Si contatta il centro antiveleni di Pavia. Per Galorian il ricovero è complesso: si strappa il sondino naso-gastrico. È una cannula di plastica, non deve stare a contatto con il corpo, tanto meno entrare all’interno. L’hanno insegnato i genitori. Infatti, la madre si oppone ai medici che provano a riposizionarlo. Viste le difficoltà, scelgono di somministrare il carbone vegetale per via orale. I funghi hanno provocato nei piccoli «disidratazione e alterazione della coagulazione». I certificati confermano la diagnosi: «Sindrome gastroenterica secondaria a verosimile tossinfezione alimentare da ingestione di miceti».
I bambini, di costituzione forte, in due giorni sono di nuovo in piedi, per Galorian serve qualche ora in più. I sanitari hanno notato la trascuratezza dei piccoli. Il ricovero della famiglia viene segnalato ai carabinieri, che chiedono ai colleghi della stazione di Palmoli di fare una verifica sulle condizioni di vita dei cinque membri. Iniziano, così, per i Trevallion-Birmingham i venti mesi più scuri della loro vita.
Il testo è estratto del libro “La famiglia nel bosco” di Corrado Zunino in questi giorni in libreria.