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Maldive, i sub individuano i corpi. Domani il recupero di due italiani, altri due dopodomani

Maldive, i sub individuano i corpi. Domani il recupero di due italiani, altri due dopodomani
I tre sub-speleologi sono scesi a 60 metri di profondità: “I quattro tutti insieme in fondo a un tunnel alla fine del secondo ambiente”
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I tre sub finlandesi sono scesi questa mattina per una missione esplorativa nella grotta di Alimathà: hanno individuato i corpi tutti insieme in fondo a un tunnel nel secondo ambiente. Ma per le operazioni di recupero dei quattro sub italiani, morti durate un'immersione, bisognerà aspettare domani quando saranno recuperati i primi due, altri due dopodomani.

Alle Maldive la squadra di tre sub-speleologi finlandesi è arrivata per recuperare i cadaveri che si trovano a 60 metri di profondità in un cunicolo della caverna sottomarina distante dall'entrata.

Il corpo di un quinto sommozzatore è già stato recuperato. Le operazioni erano state sospese in seguito alla morte di un sub tra i più esperti delle forze maldiviane. Intanto sono rientrati a Malpensa gli altri 20 italiani che con le vittime erano a bordo del Duke of York.

A Omegna lutto cittadino per il funerale di Federico Gualtieri

A Omegna (Verbano-Cusio-Ossola) sarà proclamato il lutto cittadino per la morte di Federico Gualtieri, morto durante un'immersione alle Maldive. Lo rende noto il sindaco Daniele Berio. "Ieri ho avuto un lungo e intenso colloquio con la mamma di Federico - scrive in una nota -. Mi ha ringraziato per aver trattato con attenzione e scrupolo l'attesa di questi giorni interminabili e abbiamo concordato che la Città di Omegna dichiarerà il lutto cittadino a seguito del ritrovamento di Federico e in coincidenza con i giorni del funerale".

UniGe ribadisce: quella attività subacquea non rientrava in missione di ricerca

"La professoressa Monica Montefalcone, associata di Ecologia presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita - DISTAV, e la dottoressa Muriel Oddenino, assegnista di ricerca presso lo stesso Dipartimento, si trovavano alle Maldive nell'ambito di una missione di ricerca scientifica, finalizzata ad attività di monitoraggio dell'ambiente marino, con particolare riferimento agli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità tropicale. Non facevano parte della missione scientifica Giorgia Sommacal, studentessa dell'Università di Genova, e Federico Gualtieri, neolaureato magistrale UniGe in Biologia ed Ecologia marina.
L'attività di immersione subacquea, nel corso della quale si è verificato l'incidente, non rientrava nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale". Così in una nota l'Università di Genova torna a ribadire che la spedizione subacquea durante la quale ha perso la vita la docente UniGe, sua figlia, l'assegnista di UniGe Oddenino e il neolaureato non era prevista nell'ambito della missione di ricerca universitaria.
"Per quanto riguarda le autorizzazioni alle immersioni, espressamente vietate dall'Ateneo - conclude la nota -, si precisa che le richieste presentate alle autorità maldiviane sono state evidentemente formulate al di fuori del perimetro della missione autorizzata dall'Ateneo". Per l'Università di Genova, conclude la nota "questo è un momento di immenso cordoglio che l'Ateneo vive con profondo rispetto per le persone scomparse e le loro famiglie".

La salma del primo sub recuperato sarà rimpatriata oggi

La salma del subacqueo italiano Gianluca Benedetti, uno dei cinque turisti deceduti il 14 maggio durante un'immersione alle Maldive, sarà rimpatriata in Italia stasera, mentre le autorità continuano le operazioni di recupero degli altri corpi. Un funzionario della Turkish Airlines, parlando in condizione di anonimato, ha dichiarato all'agenzia EFE che la salma di Benedetti sarà trasportata a Milano via Istanbul, con partenza dalle Maldive alle 22:20 ora locale (19:20 italiane).
L'incidente è avvenuto il 14 maggio, quando un gruppo di cinque turisti italiani non è riuscito a risalire in superficie dopo essere entrato in una grotta vicino all'isola di Alimathà, una popolare meta per le immersioni. La salma di Benedetti è stata recuperata venerdì all'ingresso della grotta conosciuta come Dhevana Kandu, situata a circa 60 metri di profondità.
I quattro corpi rimanenti dei subacquei - tre donne e un uomo - sono stati ritrovati lunedì durante una missione di recupero condotta con esperti finlandesi giunti nell'arcipelago domenica.
Il bilancio delle vittime di questo incidente è salito a sei dopo la morte di un ufficiale militare maldiviano durante un'immersione per la ricerca dei corpi.

Marito Montefalcone: “Non credo mia figlia non fosse autorizzata”

"Non credo assolutamente" che non ci fossero le autorizzazioni anche "per mia figlia. Non credo a tutto questo", tanto "poi domani diranno c'erano le autorizzazioni per due e non per tre". Così Carlo Sommacal, marito della docente Monica Montefalcone morta alle Maldive insieme alla figlia Giorgia e ad altre tre persone durante una immersione. Nel frattempo sono stati avvistati i corpi. "Me lo hanno comunicato dall'ambasciata. Devo capire se andare lì"

Due corpi saranno recuperati domani, due dopodomani

Tutti e quattro i corpi dei connazionali sono stati individuati nello stesso punto. Si trovano in fondo a un tunnel, sul fondo del secondo ambiente. I sommozzatori riferiscono di essere capaci di recuperarne due alla volta per immersione, quindi due domani e due dopodomani. I familiari sono già stati informati in via preliminare.

La guida sub: “In moltissimi cancellano immersioni”

Ci sono aspetti della tragedia delle Maldive che vanno oltre a quello più importante e cioè la morte dei cinque sub. Parliamo dei suoi effetti sul turismo e sul business delle immersioni subacquee, principale fonte di reddito dei famosi atolli naturali dell'Oceano Indiano. "Stiamo avendo tantissime cancellazioni e non solo dall'Italia ma anche dalla Spagna e da altri Paesi. La gente ora ha paura, e io posso capire perchè ma per noi è una batosta incredibile". Così un giovane maldiviano che da anni fa il dive master e che abita in un'altra piccola isola, famosa tra le altre per il passaggio degli squali balena e che attira appassionati di tutto il mondo.

Ikram-Iku, 25 anni, accompagna i turisti nelle cristalline acque di Dhigurah da cinque anni. Dhigurah non si trova lontano dall'atollo di Vaanu, dove i cinque italiani si sono immersi. "Nella grotta di Alimathà - racconta - una volta sono sceso ma non mi sono addentrato. Non sono uno scienziato, ma ricordo che c'era solo sabbia. Se non si è studiosi ed esperti biologi, non c'è motivo per andare fino a lì giù". Dei cinque italiani morti, "so che due di loro - continua Ikram - erano già stati nella grotta cinque anni fa e sappiamo che volevano esplorarla ancora. Ci chiediamo se avessero l'equipaggiamento necessario e le autorizzazioni necessarie. Sapremo qualcosa dalle indagini".

Il legale del tour operator Albatros: “A Benedetti e alle altre guide non serviva permesso”

"Sulla Duke of York c'erano venti persone e tre dive master, più Benedetti, che era istruttore, il più alto in grado sullo yacht. I ricercatori, sotto il coordinamento della professoressa Monica Montefalcone, si immergevano a gruppi di quattro o cinque, ciascun gruppo con una guida. Il permesso di cui si parla in questi giorni non è per le immersioni, ma per l'attività scientifica: viene da sé dunque che ad averlo dovessero essere i ricercatori e non le guide. Così come è scontato che i ricercatori non si immergessero senza guide". A spiegarlo è Orietta Stella, la legale del tour operator verbanese Albatros Top Boat, che ha venduto il pacchetto per la crociera scientifica subacquea nella quale hanno perso la vita cinque italiani.

"Il permesso per le varie attività sui fondali - aggiunge Stella - era stato rilasciato dal governo maldiviano al gruppo scientifico. È un'autorizzazione amministrativa e resta il problema che questo documento non fa riferimento alla profondità e non è esplicitato se potessero fare o meno missioni esplorative. Mi sembra che il governo maldiviano l'abbia interpretato in maniera ampia: dove non si richiama un divieto, c'è la deroga".

Il Dan: “Il recupero dei corpi rimane complesso”

L'operazione recupero dei corpi dei 4 italiani nella grotta a circa 50 metri di profondità nelle acque di Alimathà, alle Maldive, "rimane tecnicamente impegnativa, emotivamente intensa e operativamente complessa", fa sapere il Dan Europe dopo che il suo team finlandese di search & recovery

Dan Europe: “Durata 3 ore immersione per individuazione corpi”

È durata circa 3 ore l'immersione dei sub esperti nella quale oggi alle Maldive sono stati individuati i corpi di tutti e 4 gli italiani ancora dispersi. Lo riferisce Dan Europe, organizzazione che sta supportando le operazioni di ricerca e recupero, che ieri aveva fatto sapere di avere "lavorato intensamente per identificare, coinvolgere e dispiegare un team altamente specializzato composto dai soccorritori finlandesi Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist". Quella di oggi è stata una "prima immersione tecnica in grotta" effettuata nel sito di Dhekunu Kandu nell'atollo di Vaavu, spiega Dan, riferendo che l'immersione è iniziata alle 8.30 ora italiana ed è appunto durata circa 3 ore.

"Durante questo primo intervento operativo, la squadra di specialisti ha esplorato con successo il sistema di grotte sottomarine, valutato le condizioni ambientali e operative, localizzato tutte le quattro vittime ancora disperse e raccolto le informazioni fondamentali necessarie per pianificare le fasi successive dell'operazione di recupero", comunica Dan Europe, sottolineando che "le operazioni di recupero proseguiranno nei prossimi giorni" e "ulteriori informazioni relative alla pianificazione operativa e alle tempistiche del recupero saranno comunicate nelle prossime ore, mentre prosegue il coordinamento con la Forza di Difesa Nazionale delle Maldive e le autorità italiane competenti a Malé".

La Farnesina conferma: “Individuati i corpi dei quattro italiani”

Sono stati individuati nel sito Cave Dive dell'Atollo Vaavu i corpi dei quattro sub italiani morti giovedì scorso durante un'immersione in una grotta alle Maldive. Lo riferiscono fonti locali e lo conferma la Farnesina. Stamattina erano riprese le ricerche, alle quali partecipa anche un team di tre sommozzatori finlandesi. I quattro sono stati ritrovati nel terzo ambiente.

Governo Maldive: “Sub oggi non si immergeranno a grandi profondità ma si orienteranno”

I tre subspeleologi finlandesi "non si immergeranno oggi a grandi profondità per cercare i turisti italiani dispersi" ma "si eserciteranno invece con immersioni di orientamento": lo ha dichiarato il portavoce del governo Mohammed Hussain Sharif, come riporta il portale maldiviano Sun.

La ceo di Dan: “La sicurezza viene prima di tutto, se la situazione è troppo rischiosa si ferma la missione”

Mentre il team di subacquei finlandesi si è immerso in profondità verso la grotta, la ceo di Dan Europe Laura Marroni, che coordina il tentativo di recupero dall'Italia, ha raccontato alla CNN alcuni dettagli della missione, ricordando che la sicurezza dei tre sub finlandesi viene prima di tutto. Per questo, in caso di inconvenienti o difficoltà, la missione potrebbe essere “fermata in qualunque momento”.

Marroni ha spiegato che “il team sta usando rebreather e scooter. Arriveranno a 55 metri e poi anche più in profondità. Parliamo di un team molto esperto ma, contemporaneamente, anche di una grotta marina dove potrebbe esserci molta poca luce e visibilità, il che rende tutto molto complesso. Grazie al sistema rebreather, che permette tramite filtro di rimettere in circolo l’aria o la miscela da respirare, possono stare là sotto molto di più rispetto a bombole con circuito aperto. Dipende però da cosa incontreranno”.

“Noi siamo una organizzazione che si occupa di sicurezza: la sicurezza viene prima di tutto e il nostro team sa che i membri non devono correre rischi. Per ogni condizione che può diventare troppo pericolosa - spiega Marroni - fermeranno l’immersione, risaliranno in superficie e poi riprogrammeranno un altro tuffo il prima possibile. Fra le condizioni che potrebbero far interrompere la missione ci sono per esempio le forti correnti oppure il fatto che i sub non conoscono la grotta: devono capire se, per la morfologia della grotta e la situazione, c’è abbastanza sicurezza per operare o se devono appunto riprogrammare”. (Giacomo Talignani)

Sub in missione esplorativa, non recupereranno oggi i corpi

Effettuerà oggi una prima missione esplorativa la squadra di tre sub-speleologi finlandesi di Dan Europe giunti alle Maldive per cercare i quattro subacquei italiani dispersi in una grotta sottomarina nell'atollo di Vaavu. A quanto si apprende, non è previsto quindi oggi l'inizio delle operazioni di recupero dei corpi.

Meteo ottimale per recupero

Questa mattina il team ha effettuato un briefing operativo alle 9 ora locale, alle 11 è partito in barca per raggiungere il sito d'immersione, le operazioni diving inizieranno nei prossimi minuti. Il meteo sembra ottimale, ma si dovranno verificare le condizioni in acqua. Gli speleosub si immergeranno con rebreather (un sistema di respirazione subacquea a circuito chiuso), miscela Trimix (azoto, elio, ossigeno) adatta alla profondità e scooter subacquei.

Iniziata l’immersione del team finlandese

Il team di subacquei di Dan Europe tra pochi minuti si immergerà nelle acque di Alimathà, nell'atollo di Vaavu, alle Maldive, per tentare il recupero dei corpi dei 4 italiani mai più risaliti in superficie dopo l'escursione di giovedì scorso in una grotta a 50 metri di profondità. Il team è composto da tre esperti subspeleologi finlandesi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. Nella grotta ci sono i corpi di Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri. Quello della quinta vittima, Gianluca Benedetti, è stato già recuperato venerdì.

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