“Atto inammissibile”, “sequestro illegale”, “ennesimo attacco gravissimo”. Il raid finale contro le dieci barche della Global Sumud Flotilla riuscite a sfuggire all’attacco israeliano di ieri, fa infuriare le opposizioni che al governo chiedono sanzioni e “atti concreti” contro il governo Netanyahu. La goccia che fa traboccare il vaso sono i proiettili che le forze speciali israeliane hanno sparato su almeno cinque barche oggi e probabilmente una anche ieri. “Predoni” li chiama Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e deputato di Avs, che a Tajani dice: “convochi immediatamente l'ambasciatore israeliano alla Farnesina e sbatta i pugni sul tavolo perché Tel Aviv rispetti non solo i nostri concittadini ma anche tutti gli equipaggi sequestrati”.
È preoccupazione di molti dei parlamentari che al ministro degli Esteri e al governo Meloni in generale chiedono atti concreti – sanzioni, nello specifico – e non semplicemente appelli o interlocuzioni con il governo Netanyahu. “Che non è il padrone del Mediterraneo ma che agisce nell'impunità perché manca una vera reazione dell'Ue e della maggioranza degli Stati membri. Cos'altro deve accadere per sospendere l'Accordo di associazione Ue-Israele? Cos'altro l'Italia deve sopportare per assumere sanzioni contro il governo criminale di Netanyahu?", incalza Peppe Provenzano, responsabile Esteri del PD. “Basta ipocrisia”, sbotta il coportavoce dei Verdi e deputato di Avs, Angelo Bonelli. "Se Tajani e Meloni vogliono davvero difendere i cittadini italiani fermati e il diritto internazionale – sottolinea - interrompano ogni cooperazione militare con Israele, sospendano gli accordi e portino subito in Cdm un pacchetto di sanzioni. Tutto il resto sono parole vuote”. Anche perché - scrive sui social Anna Ascani, deputata Pd e vicepresidente della Camera – “L'impunità con cui agisce Netanyahu non può più essere tollerata". Mentre la dem Laura Boldrini punge: “dove sono i sovranisti?”.
Flotilla, militari israeliani intercettano barca italiana: gli spari contro gli attivisti
Per Marco Grimaldi di Avs “non basta chiedere 'per favore' il rilascio, bisogna rispondere con atti concreti dalle sanzioni alla sospensione del trattato di associazione Israele-Ue, ad altri provvedimenti economici e regolamentari per isolare il governo del criminale Netanyahu". Che per il dem Arturo Scotto, “sa che ogni sua decisione resterà impunita perché nessun paese farà un passo vero nei suoi confronti". A settembre, lui un’intercettazione delle forze speciali israeliane l’ha vissuta sulla propria pelle. Era a bordo di una delle barche che nel settembre scorso hanno tentato invano di raggiungere Gaza e sono state bloccate a poco più di cinquanta miglia dalla Striscia. Per questo chiede che “il governo italiano almeno esiga il rilascio immediato degli attivisti evitando che vengano sequestrati e portati nelle carceri israeliane dove potrebbero subire un trattamento simile a quello della Global Sumud Flotilla di sei mesi fa. Senza acqua, né cibo, né medicinali, malmenati dalla polizia di Ben Givr”. Politicamente, “uno scenario pericoloso e una vera e propria resa dell'Europa davanti a un atto di prepotenza fuori dal diritto internazionale". Lo stesso sostiene l’europarlamentare Pd Matteo Ricci, che bolla il raid come “atto illegittimo e inaccettabile, l'ennesima dimostrazione che Netanyahu continua a giocare alla guerra fregandosene di qualsiasi regola" e aggiunge: "gli attivisti vanno rilasciati subito e il Governo italiano è ora che faccia molto di più di qualche dichiarazione. Non bastano le parole di Tajani, servono i fatti".
Flotilla, Carotenuto (M5S): "La nostra una missione umanitaria"
Preoccupati per il loro deputato Dario Carotenuto, fra i catturati nel corso dell’ultimo raid, parlamentari e eurodeputati 5s chiedono a gran voce un intervento del governo. Per il leader 5S Giuseppe Conte, quanto successo è un “atto gravissimo, è un sequestro a mano armata, è illegale e intollerabile. Il governo deve reagire con fermezza, pretendendo l'immediata liberazione degli italiani".