Esteri

Flotilla, intercettata da Israele anche l’ultima nave: spari su cinque imbarcazioni, una è italiana

Flotilla, intercettata da Israele anche l’ultima nave: spari su cinque imbarcazioni, una è italiana
(ansa)

La Sirius era a meno di 70 miglia dalle coste di Gaza. La Farnesina: “Verifiche su uso della forza”. Prima dell’abbordaggio, Salvetti: “Terzo atto di pirateria in tre settimane”. Fermata anche la barca del deputato 5S Carotenuto. Usa sanziona quattro persone associate alla flotilla

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Si è concluso in meno di tre ore il terzo raid contro le ultime dieci barche della Flotilla rimaste in navigazione dopo l’attacco che ieri ha colpito le prime quaranta barche. E mentre i video mostrano abbordaggi anche più violenti di quelli avvenuti durante il raid di ieri, dagli Stati Uniti arriva la notizia di sanzioni per presunti legami con organizzazioni terroristiche contro alcuni membri del Pcpa, la Conferenza dei palestinesi all’estero, alcuni dei quali hanno un ruolo dentro la Flotilla.

L’ultimo raid

Una notizia che probabilmente non ha fatto in tempo ad arrivare a bordo. Mentre il Dipartimento di Stato diramava la nota, le intercettazioni erano già in corso. Una dopo l’altra, le ultime dieci sono state raggiunte da barche d’assalto, bloccate e abbordate. L’ultima a tentare di sfuggire agli israeliani è stata la Sirius, quando erano da poco passate le 17.30, la prima a cadere è stata invece la Andros. Le ultime immagini della telecamera di bordo, che hanno monitorato l’intera missione, mostrano uomini armati che si avvicinano alla nave mentre l’equipaggio li attende a mani alzate, a dimostrazione del carattere pacifico e non violento della missione. Poi il segnale si interrompe, lo schermo diventa nero, con solo una scritta: “La barca è stata intercettata”, quindi il segnale si perde.

Proiettili di gomma contro gli equipaggi

Gli attacchi avvenuti in rapida successione e con metodi sempre più violenti. Nei video registrati a bordo si sentono distintamente i rumori dei proiettili di gomma sparati dai soldati israeliani, prima di salire a bordo delle navi, puntando le armi contro l’equipaggio. "Perché state sparando? perché? siamo disarmati! non sparate" gridano ripetutamente i membri dell’equipaggio della Girolama, una delle barche con bandiera italiana.Ma non è l’unica vela ad essere stata colpita da proiettilli “di cui non conosciamo ancora la natura”, specificano dalla Flotilla. Almeno cinque barche oggi, più una ieri sono state raggiunte da raffiche.

"Il ministro degli Esteri Antonio Tajani – ha fatto sapere la Farnesina con una nota – ha chiesto di verificare urgentemente l'uso della forza da parte delle autorità israeliane”. Dura la reazione della Flotilla, che con la portavoce Maria Elena Delia dice: "Si tratta dell’uso diretto di armi da fuoco contro civili disarmati, non violenti e inermi, che tengono le mani alzate e indossano i giubbetti di salvataggio. Non è più soltanto abbordaggio, sequestro e sabotaggio: è fuoco aperto su una missione umanitaria e pacifica”.

Intercettata anche la barca del deputato Carotenuto

Fra gli scafi intercettati – confermano i parlamentari 5s – ci sono anche la Ksar Sadabad, su cui viaggiano il parlamentare 5S Dario Carotenuto e il giornalista Alessandro Mantovani, da cui da circa un’ora non arrivano immagini. "Le ultime – dicono dal M5s – mostravano l'equipaggio con indosso i giubbotti di salvataggio in preparazione dell'abbordaggio. A questo punto pare chiaro che anche la sua barca sia stata fermata dai militari israeliani e anche lui sia stato prelevato, come altri nove cittadini italiani presi poco fa da altre imbarcazioni abbordata”. In tutto, tra ieri e oggi, sono stati intercettati 29 italiani e tre stranieri residenti in Italia. Altri tre operatori sanitari italiani erano a bordo della Family che ieri è andata in avaria ed è stata rimorchiata dalla Guardia costiera turca ad Antalia.

“Atto di pirateria possibile grazie all’impunità di cui gode Israele”

"Questo è il terzo atto di pirateria in meno di tre settimane subito da barche a vela civili, con bandiere europee e italiane, da parte di un esercito straniero senza nessuna motivazione. Credo che fra poche ore sarò sequestrato, sarò a bordo forse di una nave prigione, non so qual è il trattamento che ci riserveranno, so soltanto che ritengo politicamente responsabili i nostri governi perché questa violenza si può estrinsecare soltanto nell’impunità. L’unica cosa che ci spaventa in questo momento non è quello che sta accadendo a noi, ma il mondo che si sta costruendo”, dice dal ponte della don Juan Dario Salvetti, dirigente sindacale del collettivo di fabbrica ex Gkn. Poco dopo anche la sua barca, su cui era imbarcata anche l’ex candidata governatrice in Toscana Antonella Bundu, è stata intercettata.

Gaza a meno di 70 miglia

Dopo l’inizio della nuova ondata di intercettazioni, le barche rimaste si sono sparpagliate a ventaglio nella speranza che almeno una riuscisse ad avvicinarsi alla costa di Gaza. Mancavano poco più di settanta miglia, una dozzina di ore di navigazione. Ieri quaranta vele, una dopo l’altra, sono state intercettate in un’operazione durata oltre dodici ore, più di trecento attivisti catturati e portati su quella che nella Flotilla chiamano ormai “nave prigione”.

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I primi 300 attivisti oggi pomeriggio ad Ashdod

È la stessa su cui la notte tra il 29 e il 30 aprile sono stati portati gli equipaggi fermati nel corso del primo raid, tutti rilasciati a Creta, fatta eccezione per Thiago Àvila e Said Abukeshek, trasferiti ad Ashdod e per oltre una settimana detenuti nel carcere di Ashkelon. Al momento non c’è ancora conferma ufficiale sulla sorte che attende chi è stato fermato ieri e chi è stato intercettato nelle ultime ore. Secondo fonti ben informate però i primi trecento dovrebbero arrivare ad Ashdod attorno alle 17 (ora italiana).

Procedura accelerata di espulsione

Di base, a tutti dovrebbe essere applicata la procedura accelerata di espulsione, approvata esclusivamente per gli attivisti delle flotille a fine marzo, che prevede siano espulsi nel giro di 24 ore, senza dover attendere i tre giorni di trattenimento previsti dal normale iter. Diversa però potrebbe essere la sorte di chi già ha avuto un divieto di ingresso – quasi tutti i partecipanti a altre missioni hanno ricevuto un “ban” di 99 anni – o di chi venga ritenuto “sospetto” da Israele, come Abukeshek o Àvila.

Presentata diffida alle autorità italiane

Il team legale della delegazione italiana si è già messo in moto. Con una formale diffida inviata al ministero degli Esteri, alle ambasciate e rappresentanze diplomatiche competenti ha chiesto a tutte le autorità di adottare “con urgenza tutte le iniziative diplomatiche, consolari e istituzionali necessarie a tutela dei cittadini italiani coinvolti nei recenti eventi verificatisi nel Mediterraneo orientale”. Alle autorità chiedono di attivarsi immediatamente per ottenere informazioni ufficiali sulle condizioni e sul luogo di trattenimento degli attivisti, di garantire pieno accesso all’assistenza consolare e legale, come di adottare ogni iniziativa diplomatica utile a ottenere la cessazione della detenzione e il rientro in sicurezza dei cittadini coinvolti e verificare la legittimità delle operazioni compiute nei confronti delle imbarcazioni battenti bandiera italiana o comunque riconducibili a cittadini italiani”.

Le sanzioni Usa

Intanto il dipartimento del Tesoro americano ha annunciato sanzioni contro quattro attivisti della Conferenza Popolare dei Palestinesi all'Estero (Pcpa): Saif Hashim Kamel Abukishek, Hisham Abdallah Sulayman Abu Mahfuz, Mohammed Khatib e Jaldia Abubakra Aueda. “La Flotilla filo-terroristica che tenta di raggiungere Gaza è un tentativo assurdo di minare i progressi compiuti dal Presidente Trump verso una pace duratura nella regione", ha dichiarato il segretario del Tesoro Scott Bessent. "Il Tesoro continuerà a stroncare le reti globali di sostegno finanziario di Hamas, ovunque si trovino nel mondo", ha aggiunto in una nota.

In Italia presentata denuncia per sequestro di persona

Il team legale della delegazione italiana della Flotilla nel frattempo ha presentato un esposto-denuncia per sequestro di persona aggravato dall’uso delle armi sia in relazione al raid del 29 aprile, sia a quelli degli ultimi due giorni. Al momento, 29 cittadini italiani e 3 residenti in Italia risultano sequestrati e trattenuti a bordo di una nave militare israeliana. Di loro non si hanno ancora notizie né comunicazioni ufficiali sulle condizioni di detenzione o sui tempi di rilascio. “Non possiamo accettare la privazione della libertà di cittadini italiani impegnati in una missione esclusivamente pacifica – fanno sapere le avvocate – Chiediamo alle istituzioni nazionali ed europee di attivarsi con urgenza per garantire l’incolumità dei nostri connazionali, la trasparenza sulle loro condizioni e il rispetto dello stato di diritto e l’immediato rilascio di tutti gli attivisti. ”

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