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Rivoluzione in Vaticano, una laica alla guida della comunicazione

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Maria “Montse” Alvarado sinora era presidente del network cattolico statunitense conservatore Ewtn. Succederà a Paolo Ruffini che va in pensione a ottobre. È poliglotta e cantante di jazz. Per il Wall Street Journal è “in prima linea nelle guerre culturali americane"
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Con una sola nomina Leone XIV ha impresso una triplice torsione alla Curia romana. Il Papa ha scelto Maria Montserrat Alvarado, 47 anni, alla guida della comunicazione vaticana: entrerà in funzione il primo novembre e succederà a Paolo Ruffini, ex direttore di Radio Uno, La7 e Tv2000 che, chiamato in questo ruolo da Francesco nel 2018, a fine ottobre compirà 70 anni e andrà in pensione. Bergoglio aveva già nominato suor Simona Brambilla a capo dei religiosi e suor Raffaella Petrini alla guida dell’amministrazione dello Stato pontificio, suscitando critiche che si sono trascinate sin dentro il Conclave, ma ora Leone chiama una laica tra i suoi più stretti collaboratori. È la prima volta nella storia del Vaticano.

Bambina migrante a Miami

Nata a Città del Messico, naturalizzata statunitense, la nomina di “Montse” Alvarado accelera poi l’internazionalizzazione della Curia romana. La nuova prefetta conosce l’esperienza della migrazione: arrivò negli Usa bambina, il padre era console del M…

Con una sola nomina Leone XIV ha impresso una triplice torsione alla Curia romana. Il Papa ha scelto Maria Montserrat Alvarado, 47 anni, alla guida della comunicazione vaticana: entrerà in funzione il primo novembre e succederà a Paolo Ruffini, ex direttore di Radio Uno, La7 e Tv2000 che, chiamato in questo ruolo da Francesco nel 2018, a fine ottobre compirà 70 anni e andrà in pensione. Bergoglio aveva già nominato suor Simona Brambilla a capo dei religiosi e suor Raffaella Petrini alla guida dell’amministrazione dello Stato pontificio, suscitando critiche che si sono trascinate sin dentro il Conclave, ma ora Leone chiama una laica tra i suoi più stretti collaboratori. È la prima volta nella storia del Vaticano.

Bambina migrante a Miami

Nata a Città del Messico, naturalizzata statunitense, la nomina di “Montse” Alvarado accelera poi l’internazionalizzazione della Curia romana. La nuova prefetta conosce l’esperienza della migrazione: arrivò negli Usa bambina, il padre era console del Messico a Miami, inserirsi nella nuova società non fu scontato: «Ho sperimentato che non ero abbastanza brava per essere americana», ha raccontato. Ha vissuto anche quattro anni a Montreal, e si diletta di canto jazz e classico.

Contro Bergoglio e Prevost

Ma c’è un terzo motivo per il quale questa nomina non era scontata. La nuova prefetta del sistema comunicativo del Vaticano — Osservatore Romano, Radio Vaticana, Vatican News, oltre che sala stampa, tipografia, centro televisivo e Libreria editrice vaticana — proviene da Ewtn (Eternal Word Television Network), televisione statunitense cattolica conservatrice. Una realtà con simpatie nel mondo trumpiano e un passato polemico con papa Francesco e lo stesso Prevost. Prima che arrivasse Alvarado, l’emittente criticò duramente Bergoglio sui migranti o sulle coppie gay, e il Papa argentino reagì: «Una grande televisione cattolica», disse, «non esita a parlare continuamente male del Papa. Personalmente merito attacchi e insulti perché sono un peccatore, ma la Chiesa non li merita. Sono opera del diavolo». Quanto a Leone, il giornalista di una delle testate legate a Ewtn, il peruviano Alejandro Bermudez, ancora a ridosso del Conclave diffuse calunnie nei confronti di Prevost su un caso di abusi sessuali in Perù.

Guerre culturali

Prima di arrivare ai media Alvarado ha lavorato come attivista per la libertà religiosa, difendendo davanti alla Corte suprema Usa i diritti di congregazioni di suore cattoliche, condannati a morte musulmani, scuole ebraiche. Ha combattuto il diritto all’aborto di Obamacare, il Wall street Journal ha scritto che è stata «in prima linea nelle guerre culturali americane».

Il rapporto con Trump

Dal 2023 è presidente e chief operating officer di Ewtn. Il Vaticano sottolinea la sua esperienza poliglotta e multimediale. La sua nomina è un messaggio di appeasement verso Trump? «Non credo», risponde Massimo Faggioli, storico del cristianesimo trapiantato negli Usa, «è certamente una mossa per migliorare i rapporti con il cattolicesimo anglo-americano che ha sensibilità più conservatrici, ma se Ewtn ha alcune voci che spiccano per la loro ideologia di destra, molte altre voci sono mainstrem e si rivolgono a un pubblico non ideologizzato». Lei durante il Conclave diceva a Reuters che Ewtn è progressista per quanto riguarda immigrati e poveri, conservatrice su vita e famiglia. E assicurava lealtà a chiunque sarebbe stato eletto Papa.

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