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Avvelenate di Pietracatella, indagata per favoreggiamento un’amica di famiglia dei Di Vita

Antonella Di Ielsi (2-D) e Sara Di Vita (D), con il marito Gianni Di Vita e la figlia Alice

 (ansa)

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La donna, sentita più volte dagli inquirenti, avrebbe negato tensioni e litigi all’interno del nucleo delle due donne avvelenate di cui sarebbe stata invece a conoscenza. Smentita dalle chat estratte dai telefoni
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Che il paese non fosse incline alla collaborazione, gli inquirenti della squadra mobile di Campobasso che indagano sul giallo di Pietracatella lo dicono ormai da mesi. Ma questa volta, il silenzio o addirittura le bugie raccontate da un’amica della famiglia Di Vita sarebbero state smentite da altri testimoni e dalle chat rinvenute nei telefoni all’esame degli inquirenti. Da qui la decisione di denunciare la donna per favoreggiamento personale, per avere nella sostanza intralciato le indagini.

Quelle tensioni di cui sapeva

La donna, una stretta amica del nucleo familiare dell’ex sindaco Di Vita colpito nelle feste di Natale dalla morte per avvelenamento della madre Antonella Di Ielsi e della figlia sedicenne Sara, è stata già interrogata tre volt…

Che il paese non fosse incline alla collaborazione, gli inquirenti della squadra mobile di Campobasso che indagano sul giallo di Pietracatella lo dicono ormai da mesi. Ma questa volta, il silenzio o addirittura le bugie raccontate da un’amica della famiglia Di Vita sarebbero state smentite da altri testimoni e dalle chat rinvenute nei telefoni all’esame degli inquirenti. Da qui la decisione di denunciare la donna per favoreggiamento personale, per avere nella sostanza intralciato le indagini.

Quelle tensioni di cui sapeva

La donna, una stretta amica del nucleo familiare dell’ex sindaco Di Vita colpito nelle feste di Natale dalla morte per avvelenamento della madre Antonella Di Ielsi e della figlia sedicenne Sara, è stata già interrogata tre volte dagli investigatori come persona informata dei fatti e ha sempre negato tensioni e problemi nella famiglia Di Vita, salvo poi essere smentita da riscontri oggettivi fatti dagli investigatori. Lei stessa, infatti, sarebbe stata a conoscenza dei problemi in famiglia e avrebbe invece continuato a negare di fronte alle domande dei poliziotti tanto da far scattare la denuncia per aver ostacolato le indagini. Una situazione di fronte alla quale gli inquirenti si sarebbero trovati anche altre volte in questi mesi con alcuni dei testimoni convocati poco propensi a riferire nei dettagli episodi e circostanze.

Duecento audizioni

Sono già quasi duecento le audizioni effettuate in questi cinque mesi di indagini con persone chiamate e richiamate più volte proprio per il continuo emergere di contraddizioni e silenzi. Un clima che non aiuta l’indagine quello che si respira a Pietracatella dove i cittadini hanno sempre respinto l’idea di un assassino, facendo sempre quadrato attorno ai Di Vita, nonostante le risultanze tossicologiche abbiano portato la Procura di Larino a procedere per duplice omicidio premeditato, sostanzialmente escludendo l’ipotesi dell’ingestione accidentale di ricina.

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