ROMA – «We crashed him». Tutto è racchiuso in una frase. Pronunciata da uno degli uomini accusati di aver partecipato alla fine di Giulio Regeni: «Lo abbiamo spezzato». In quelle tre parole, secondo la procura di Roma, c’è il senso di ciò che accadde al ricercatore friulano rapito il 25 gennaio 2016 al Cairo, torturato per giorni e infine ucciso. Il suo corpo verrà ritrovato il 3 febbraio, lungo …