È Caldo. Tanto caldo. Caldissimo. Anzi, a voler essere precisi, non ha mai fatto così caldo in giugno in Europa. E poi, non è caldo solo da noi. Qualche settimana fa in Antartide, il 6 giugno per la precisione, alla base argentina Esperanza è stata registrata la temperatura record di 15,4 °C. Il record precedente, del 1998, era 2 gradi più basso, mentre la media della temperatura di giugno in quella base antartica è di 6,2 °C. In Europa, in questi giorni, siamo 10 gradi sopra la media del periodo. Sono tutti dati inauditi: letteralmente.
Eppure non dovremmo esserne sorpresi. Non sappiamo, forse, che esiste una cosa chiamata riscaldamento globale? Non sappiamo, forse, al di là di ogni dubbio, che i gas emessi in atmosfera dalle a…
È Caldo. Tanto caldo. Caldissimo. Anzi, a voler essere precisi, non ha mai fatto così caldo in giugno in Europa. E poi, non è caldo solo da noi. Qualche settimana fa in Antartide, il 6 giugno per la precisione, alla base argentina Esperanza è stata registrata la temperatura record di 15,4 °C. Il record precedente, del 1998, era 2 gradi più basso, mentre la media della temperatura di giugno in quella base antartica è di 6,2 °C. In Europa, in questi giorni, siamo 10 gradi sopra la media del periodo. Sono tutti dati inauditi: letteralmente.
Eppure non dovremmo esserne sorpresi. Non sappiamo, forse, che esiste una cosa chiamata riscaldamento globale? Non sappiamo, forse, al di là di ogni dubbio, che i gas emessi in atmosfera dalle attività umane impediscono al nostro pianeta di raffreddarsi? Ma certo che lo sappiamo! O meglio, lo sanno gli scienziati. I quali non è che si siano tenuti stretto il segreto senza rivelarlo a nessuno. Macché! È un secolo e passa che vanno a dirlo in giro. Sono diventati addirittura stucchevoli. Accidenti, non parlano d’altro! Hanno scritto milioni di articoli scientifici, migliaia di libri, innumerevoli relazioni, report annuali, semestrali, mensili. Hanno descritto il riscaldamento globale come il più grave problema che l’umanità si sia mai trovato ad affrontare nel corso della sua storia. Ci hanno messo in guardia dalle conseguenze di ciò che stava accadendo. Ci hanno spaventato. Poi gli è stato detto che provocavano ansia ed allora hanno iniziato a parlarne ridendo e scherzando.
Nessun fenomeno è mai stato così descritto, studiato, divulgato dalla scienza. E poi arrivano le ondate di calore, sempre più lunghe e sempre più intense, e ci colgono di sorpresa. Quelli di destra, allora, si sentono in dovere di farci notare che ha sempre fatto caldo di estate e che il riscaldamento globale è la più grande truffa mai elaborata dagli scienziati per motivi loro reconditi. E quelli di sinistra, allora, a rispondere che certo che il riscaldamento globale esiste, eccome: lo fanno i ricchi, il capitalismo, i jet privati, gli yacht. E, senza davvero volerlo — che in realtà lo fanno solo per dar noia a quelli di destra — ci vanno anche vicini nella spiegazione delle cause. Ma poi non ci credono neanche loro che il mondo sia così inguaiato.
È un buon argomento per rompere le scatole a quelli che governano, ma quando li trovi, infine, ad amministrare qualcosa, ecco che il riscaldamento globale lo si risolve mettendo giù qualche albero stenterello e ci si mette l’anima in pace. Una situazione desolante che non interessa soltanto il nostro Paese, sia chiaro, ma che in maniera più o meno profonda accomuna l’intera Europa, e non solo. Da che dipende? Perché il riscaldamento globale, una verità scientifica, è diventato materia di convinzioni politiche? Fra i tanti motivi, credo sia da rilevare l’assoluta mancanza di cultura scientifica dei nostri governanti.
Nell’attuale governo italiano il solo ministro che abbia una laurea scientifica è Orazio Schillaci, ministro della salute. Gli altri sono laureati in giurisprudenza, economia o non lo sono affatto. Nell’ex governo Starmer, solo due membri su 26, avevano studiato materie scientifiche. Nel governo francese e tedesco, il numero di laureati in materie scientifiche è lo stesso: intorno al 5%. Come possano governare fenomeni scientificamente complessi quali riscaldamento globale, transizione energetica, intelligenza artificiale è difficile da immaginare. Non sono argomenti per i quali ci si può rivolgere a degli esperti, si tratta di scelte fondamentali che indirizzeranno irrevocabilmente la direzione del nostro futuro.
La carenza di competenze scientifiche nei governi europei rappresenta una debolezza strutturale senza precedenti nella capacità di affrontare le sfide del XXI secolo. Come può occuparsi di riscaldamento globale chi non sa cosa sia un gas, cosa sia il clima, come funzioni il pianeta? Non può e, infatti, non lo fa. Nessuno se ne occupa davvero, la buttano in caciara e finisce lì. Chissà che i francesi, magari, non si arrabbino per il caldo e richiedano un miglioramento della situazione. Ogni tanto lo fanno. A proposito, Xi Jinping ha una laurea in ingegneria chimica e un dottorato in legge e il 60-70% dei leader cinesi ha lauree in ingegneria, scienze o tecnologia.