Non i nodi interni alla vita della Chiesa, niente liturgia, niente omosessualità, niente ruolo delle donne o organigramma della Curia romana, questioni che possono indurre a una certa introversione, nonché suscitare polemiche e spaccature. Leone XIV ha voluto indirizzare il Concistoro straordinario che ha presieduto per due giorni in Vaticano con i cardinali di tutto il mondo sulle «sofferenze» del mondo che aveva già sviscerato nella sua prima enciclica.
Violenza o pace
«Dio desidera la pace per ogni nazione e per ogni popolo», ha detto il Papa chiudendo la riunione, prima di una cena con i cardinali: «Per questo non dobbiamo rassegnarci alla violenza. La violenza non avrà l’ultima parola».
Non questioni interne
Fin dal suo discorso di apertura, venerdì mattina, aveva avvertito che non aveva convocato un Concistoro «per riflettere sulla vita interna della Chiesa»: tutti i temi affrontati «convergono in un’unica domanda: come possiamo aiutare oggi le nostre Chiese ad annunciare il Van…
Non i nodi interni alla vita della Chiesa, niente liturgia, niente omosessualità, niente ruolo delle donne o organigramma della Curia romana, questioni che possono indurre a una certa introversione, nonché suscitare polemiche e spaccature. Leone XIV ha voluto indirizzare il Concistoro straordinario che ha presieduto per due giorni in Vaticano con i cardinali di tutto il mondo sulle «sofferenze» del mondo che aveva già sviscerato nella sua prima enciclica.
Violenza o pace
«Dio desidera la pace per ogni nazione e per ogni popolo», ha detto il Papa chiudendo la riunione, prima di una cena con i cardinali: «Per questo non dobbiamo rassegnarci alla violenza. La violenza non avrà l’ultima parola».
Non questioni interne
Fin dal suo discorso di apertura, venerdì mattina, aveva avvertito che non aveva convocato un Concistoro «per riflettere sulla vita interna della Chiesa»: tutti i temi affrontati «convergono in un’unica domanda: come possiamo aiutare oggi le nostre Chiese ad annunciare il Vangelo con maggiore fedeltà, libertà e credibilità?». Diverso dal predecessore sotto molti aspetti, Leone si è mosso da questo punto di vista in perfetta continuità con Francesco.
Dal Venezuela ai giovani
Rigorosamente a porte chiuse, nella riunione cardinalizia l’attualità ha fatto più volte incursione: Papa e cardinali hanno pregato per le vittime del terremoto in Venezuela, tra i temi emersi, come riepilogato dallo stesso Leone a fine Concistoro, «le sofferenze provocate dalle guerre, dalle violenze, dalle povertà e dalle tante ingiustizie che segnano la vita dei popoli», l’importanza del multilateralismo, il ruolo della famiglia, la disperazione dei giovani, «a volte fino alla disperazione estrema di togliersi la vita».
Fernandez su Gaza
Il cardinale argentino Victor Manuel Fernandez ha criticato apertamente i bombardamenti israeliani in Libano e a Gaza. Tra le questioni dibattute – che andrà approfondita, ha riassunto il Papa, «con il necessario rigore teologico e pastorale» - il superamento della categoria, a lungo sostenuta dalla Chiesa, di “guerra giusta”.
Culture diverse
Lo scisma tradizionalista dei lefebvriani, preannunciato per il primo luglio in Svizzera, non ha tenuto banco più di tanto: sarebbe stato evocato dal cardinale Gerhard Ludwig Müller, ma, riferisce un altro porporato, «non è stato al centro delle nostre preoccupazioni». Hanno partecipato 178 cardinali sui 242 porporati viventi. Prevost si è detto colpito dal «vedere cardinali provenienti da Chiese, culture e situazioni così diverse ascoltarsi reciprocamente e cercare insieme ciò che meglio serve il Vangelo», sottolineando come il punto non fossero tanto gli argomenti trattati – un Concistoro, del resto, non delibera nulla – quanto il metodo collegiale utilizzato.
Divisioni e unità
Dopo il pirotecnico pontificato di Bergoglio, che ha fatto emergere conflitti rimasti a lungo sottotraccia, Leone vuole promuovere “l’unità della Chiesa”. Convoca periodicamente i cardinali - il Concistoro, ha confermato ieri, sarà «annuale» - usa, tra le perplessità di una manciata di cardinali conservatori e curiali, il metodo che Francesco aveva adottato al Sinodo: discussioni “democratiche” a tavoli rotondi divisi per gruppi linguistici, tempi di intervento contingentati a tre minuti, spazio ai cardinali provenienti da fuori Roma. Per ottobre prossimo, intanto, il Papa ha già convocato i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo per un vertice dedicato al tema della famiglia.
Lunedì molti cardinali parteciperanno alla messa per la solennità dei santi Pietro e Paolo con gli arcivescovi metropoliti che Leone ha nominato nel corso dell’ultimo anno.