Senza un amministratore delegato dal 30 giugno, giorno delle dimissioni di Stefano Antonio Donnarumma; e con un Cda ridotto a soli 4 membri dei sette originari, le nostre Ferrovie conoscono sul campo un’altra giornata difficile e senza fortuna.
I senza tetto in galleria
Intorno alle 9 di ieri, un treno locale causa un problema alla linea elettrica che permette ai convogli di partire da Milano Centrale e di approdare in stazione. L’avaria — anche se limitata ad alcuni binari — impatta sui regionali e i veloci. Le Ferrovie parlano di ritardi fino a 40 minuti e anche di «variazioni e cancellazioni».
Poi alcuni macchinisti in arrivo a Milano Centrale vedono delle persone nella Galleria Mirabello. Da tempo, il tunnel — che i treni percorrono pe…
Senza un amministratore delegato dal 30 giugno, giorno delle dimissioni di Stefano Antonio Donnarumma; e con un Cda ridotto a soli 4 membri dei sette originari, le nostre Ferrovie conoscono sul campo un’altra giornata difficile e senza fortuna.
I senza tetto in galleria
Intorno alle 9 di ieri, un treno locale causa un problema alla linea elettrica che permette ai convogli di partire da Milano Centrale e di approdare in stazione. L’avaria — anche se limitata ad alcuni binari — impatta sui regionali e i veloci. Le Ferrovie parlano di ritardi fino a 40 minuti e anche di «variazioni e cancellazioni».
Poi alcuni macchinisti in arrivo a Milano Centrale vedono delle persone nella Galleria Mirabello. Da tempo, il tunnel — che i treni percorrono per raggiungere sia Milano Centrale sia la stazione Greco Pirelli — è rifugio di senzatetto. Partono le ispezioni della Polfer.
L’avaria alla linea elettrica e la presenza dei senzatetto arrivano nel giorno sbagliato. Dalle 23 di domenica e fino alle 4 di venerdì 10 luglio, Trenitalia e anche Italo devono ridurre drasticamente l’offerta di treni anche veloci.
A Firenze, in questa finestra, una gru alta 70 metri sta rimuovendo il cavalcaferrovia di Ponte al Pino, vecchio 140 anni. I guasti a Milano (inattesi) e i lavori di Firenze (programmati ma invasivi) regalano disagi a ripetizione ai viaggiatori.
Binari sotto pressione
Alle 10 e 30, le Ferrovie comunicano che l’avaria milanese è risolta; ma la circolazione dei convogli ritrova una sua normalità in qualche ora. Intanto, le Frecce e gli Italo corrono lungo la linea Tirrenica proprio a causa dei lavori a Firenze che impediscono di andare su quella veloce.
Sotto pressione, ecco la Tirrenica bloccarsi per un “guasto tecnico” all’altezza di Follonica, nel Grossetano. Sono le 8. Quando il problema è risolto e la circolazione si assesta (siamo alle 9 e 50), i treni veloci, gli Intercity e i regionali coinvolti accusano fino a 80 minuti di ritardo.
Alle 4 di notte, intoppo sulla Roma-Napoli (via Cassino): si procede adagio fino alle 7 tra Maddaloni e Caserta. Alle 7 e 15, altro intoppo sulla Roma-Napoli, stavolta a Torricola (vicino alla Capitale). I tecnici risolvono alle 8 e 30.
A mezzogiorno e mezza, terzo intoppo lungo la Roma-Civitavecchia (quasi a Santa Severa). Se ne esce alle 16 e 30. Alle 15 e 30, quarto intoppo stavolta per la Roma-Ancona, vittima di un guasto vicino a Jesi. La salvezza alle 20 e 40. Nel pomeriggio, infine, un passaggio a livello si guasta tra Milano e Sondrio rallentando i RegioExpress della compagnia Trenord.
La replica di Ferrovie
Il Gruppo Fs parla di «disagi limitati» a 50 minuti (nel caso di Milano) e a 60, per Follonica. Ma l’azienda non ha più un comandante in capo, dopo la defenestrazione dell’ad Donnarumma per mano del governo. Il Cda viaggia a 4 pistoni, dunque con soli quattro membri. E i partiti di maggioranza intanto litigano su come dividersi sia le poltrone vacanti nelle società controllate (come Trenitalia e Rfi) sia quelle nel futuro Cda.
Per questo, le opposizioni hanno facile gioco a chiedere perché i convogli anche veloci possano ridursi nelle frequenze e i tempi di viaggio allungarsi, mentre una sola cosa è immutata: i prezzi dei biglietti. Assoutenti aggiunge: se ritardi e cancellazioni diventano la regola, Trenitalia e Italo varino piani dettagliati di assistenza ai viaggiatori.
Nelle stazioni fiorentine investite dall’emergenza di Ponte al Pino, la Protezione civile ha distribuito acqua come meglio poteva.