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“Ranucci, un giornalista mai amato e ora la destra gli presenta il conto”

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Dolores Bevilacqua, senatrice del M5S, difende il conduttore di Report: “ Fango contro di lui”
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«Il fango che è stato gettato sulla vicenda di Sigfrido Ranucci mi pare sia evidente a tutti». La senatrice del M5S, Dolores Bevilacqua, già componente della commissione di vigilanza Rai, fa scudo attorno al giornalista di Reporte attacca il partito della premier: «Quel fango viene anche da parte di Fratelli d’Italia, l’unico partito nella storia ad avere querelato un giornalista».

Pensa che sia un fatto personale?

«Non hanno mai fatto mistero di non condividere la linea di Ranucci. Senza contare che su questa vicenda si confermano garantisti a targhe alterne. A me la vittima due volte sembra proprio il giornalista».

Due volte?

«Sì. Perché l’attentato c’è stato e adesso c’è anche il fango che viene gettato su questa vicenda. Su cui, invece, bisogna lasciare che gli inquirenti facciano il loro lavoro».

Si sta strumentalizzando?

«Sì. Di certo so che Ranucci ha tenuto alto il livello del servizio pubblico e che ha sempre fatto scudo sui suoi giornalisti, ricordando che mentre l…

«Il fango che è stato gettato sulla vicenda di Sigfrido Ranucci mi pare sia evidente a tutti». La senatrice del M5S, Dolores Bevilacqua, già componente della commissione di vigilanza Rai, fa scudo attorno al giornalista di Reporte attacca il partito della premier: «Quel fango viene anche da parte di Fratelli d’Italia, l’unico partito nella storia ad avere querelato un giornalista».

Pensa che sia un fatto personale?

«Non hanno mai fatto mistero di non condividere la linea di Ranucci. Senza contare che su questa vicenda si confermano garantisti a targhe alterne. A me la vittima due volte sembra proprio il giornalista».

Due volte?

«Sì. Perché l’attentato c’è stato e adesso c’è anche il fango che viene gettato su questa vicenda. Su cui, invece, bisogna lasciare che gli inquirenti facciano il loro lavoro».

Si sta strumentalizzando?

«Sì. Di certo so che Ranucci ha tenuto alto il livello del servizio pubblico e che ha sempre fatto scudo sui suoi giornalisti, ricordando che mentre lui è sotto scorta, chi lavora con lui per certi versi è più esposto e non ha protezione».

Dopo l’attentato, però, la solidarietà è stata trasversale.

«Mi chiedo a che serva la solidarietà pelosa se poi nessuna delle querele sia stata ritirata, nonostante l’appello di Storace in quei giorni. Hanno anche cercato di depotenziare la trasmissione, che quest’anno partirà in ritardo, non a ottobre, ma a novembre. E adesso questa campagna d’odio, che purtroppo non stupisce».

Servirebbe il lavoro della commissione di vigilanza Rai?

«Sì. È importante che torni in funzione: soprattutto a un anno dalle politiche è fondamentale che il servizio pubblico assolva la sua funzione».

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