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Incendi: “Con il caldo e la siccità i boschi sono in pericolo. Serve più prevenzione”

(afp)

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Intervista ad Adriano Alfonso Scica, capo del Servizio antincendio boschivo dei vigili del fuoco: “Con il vento diventa tutto più complicato”
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«Sapevamo che sarebbero stati giorni a rischio, perché le temperature sono molto elevate e perdura la mancanza di pioggia», ammette Adriano Alfonso Scica, dirigente del Servizio antincendio boschivo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. «Prima di quelli in Piemonte, c’erano già stati eventi in Puglia».

Adriano Alfonso Scica 

Cosa rende un territorio particolarmente vulnerabile agli incendi boschivi?

«Innanzitutto condizioni meteo come quelle a cui stiamo assistendo in questo periodo: lunghi periodi di temperature elevate con poca pioggia comportano che le la vegetazione perda umidità, diventando sempre più secca, con il terreno sempre più asciutto. A questo va aggiunta la variabile vento, che se è abbastanza forte può accelerare la perdita di umidità dei combustibili vegetali e spingere il propagarsi delle fiamme».

«Sapevamo che sarebbero stati giorni a rischio, perché le temperature sono molto elevate e perdura la mancanza di pioggia», ammette Adriano Alfonso Scica, dirigente del Servizio antincendio boschivo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. «Prima di quelli in Piemonte, c’erano già stati eventi in Puglia».

Adriano Alfonso Scica 

Cosa rende un territorio particolarmente vulnerabile agli incendi boschivi?

«Innanzitutto condizioni meteo come quelle a cui stiamo assistendo in questo periodo: lunghi periodi di temperature elevate con poca pioggia comportano che le la vegetazione perda umidità, diventando sempre più secca, con il terreno sempre più asciutto. A questo va aggiunta la variabile vento, che se è abbastanza forte può accelerare la perdita di umidità dei combustibili vegetali e spingere il propagarsi delle fiamme».

Avendo a disposizione le previsioni meteo si può quindi concepire un bollettino quotidiano del rischio incendi, come accade per altri eventi estremi?

«Certo. Ma per redigerlo non basta conoscere le condizioni atmosferiche. Conta anche l’orografia del terreno, che incide sulla propagazione delle fiamme. E il tipo di vegetazione, perché per esempio le latifoglie bruciano in modo diverso dalle conifere…».

Esistono mappe del rischio che tengono conto di questi fattori?

«Sì. E fanno parte dei Piani antincendio boschivo delle singole Regioni. Perché è loro la competenza sugli incendi».

Ma se un bosco va a fuoco, non interviene il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco?

«In prima battuta a farlo sono le Regioni, tramite la Protezione Civile regionale, i volontari, e, laddove ancora ci sono, gli operai forestali. Ma possono rivolgersi a noi in caso di necessità. Esistono accordi che regolano la nostra collaborazione con le Regioni».

E se serve un intervento dal cielo?

«Allora le Regioni chiedono l’intervento del Centro Operativo Aereo Unificato (COAU), che gestisce e coordina la flotta aerea di Stato per le emergenze».

Ci sono abbastanza velivoli antincendio in Italia?

«Sì, ma se ci sono più emergenze da affrontare simultaneamente occorre definire una scala di priorità, dando la precedenza alle vite umane, ai beni materiali, ad aree naturali di particolare pregio».

I roghi nei boschi si possono prevenire? Negli Usa si parla molto degli “incendi controllati”…

«Tecniche di questo tipo sono utilizzabili anche in Italia. Il decreto legge 120 del 2021 prevede l’uso del “fuoco prescritto” per bruciare ad esempio il sottobosco in periodi diversi da quelli più caldi dell’anno: questo impedisce agli incendi estivi di propagarsi. Ma è una tecnica che deve essere riportata nei Piani antincendio boschivo».

Le condizioni meteo-climatiche rischiano di trasformare quella del 2026 in una estate rovente. L’Italia è pronta ad affrontarla?

«Come Vigili del Fuoco abbiamo potenziato gli accordi quadro con le Regioni, rafforzando la presenza di personale nelle sale operative regionali e il supporto attraverso squadre dedicate allo spegnimento. In vista di ciò che potrebbe succedere, abbiamo anche ampliato la nostra flotta di elicotteri antincendio Erickson S-64».

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