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Il medico d’urgenza: “Fakir aveva una forma di delirio, sbagliato tenerlo fermo a lungo”

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Fabio De Iaco, primario di pronto soccorso a Torino, spiega come intervenire in casi come quello dell’uomo morto a Bologna dopo l’intervento della polizia: “Fondamentale usare i farmaci. Forze dell’ordine e soccorritori devono collaborare”
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Fabio De Iaco è un medico dell’emergenza, primario del pronto soccorso del Maria Vittoria di Torino, già presidente di Simeu, la società scientifica dei dottori dell’urgenza.

Dal video cosa pensa che abbia avuto Fakir?

“Si vede che è in stato di grave agitazione. Fa sicuramente pensare a una forma di delirio iperattivo, un problema che è stato ampiamente studiato in letteratura scientifica”.

Come si sviluppano questi problemi?

“Di solito partendo dall’assunzione di sostanze o alcol. Possono virare verso una forma di agitazione incontrollabile e possono avere caratteristiche fisiologiche particolari. Le persone sviluppano forza superiore al normale, ipertermia, aumento della pressione, attività cardiaca particolarmente eccitata. Sono mutazioni fisiologiche, che mettono a rischio la vita di questa persona”.

Fabio De Iaco è un medico dell’emergenza, primario del pronto soccorso del Maria Vittoria di Torino, già presidente di Simeu, la società scientifica dei dottori dell’urgenza.

Dal video cosa pensa che abbia avuto Fakir?

“Si vede che è in stato di grave agitazione. Fa sicuramente pensare a una forma di delirio iperattivo, un problema che è stato ampiamente studiato in letteratura scientifica”.

Come si sviluppano questi problemi?

“Di solito partendo dall’assunzione di sostanze o alcol. Possono virare verso una forma di agitazione incontrollabile e possono avere caratteristiche fisiologiche particolari. Le persone sviluppano forza superiore al normale, ipertermia, aumento della pressione, attività cardiaca particolarmente eccitata. Sono mutazioni fisiologiche, che mettono a rischio la vita di questa persona”.

Come si interviene?

“La prima cosa da fare è tentare la de escalation, anche cercando di parlare per calmarli. Molto spesso però non basta, bisogna sedarli farmacologicamente. Fare una contenzione”.

E la contenzione fisica?

“Quella si usa per tenere ferma la persona e rendere così possibile un trattamento farmacologico. Si tratta di una manovra che può durare poco”.

Come fate nei pronto soccorso?

“Blocchiamo il paziente anche per soli 15 secondi, facciamo l’intramuscolo e lo lasciamo libero in ambiente circoscritto con noi, sorvegliamo e aspettiamo farmaco faccia effetto. Si usano ansiolitici, neurolettici, ma soprattutto ketamina. In quattro minuti rilassa il paziente, assicurando che abbia attività respiratoria e cardiaca regolari”.

E tenere la persona a terra è pericoloso?

“La contenzione è pericolosa già di per sé e ancora di più se viene protratta. Se poi la persona viene tenuta con il torace schiacciato al suolo, per lunghi minuti, il rischio per la sua salute aumenta. Quella posizione andrebbe sempre evitata, se c’è un numero sufficiente di persone per controllare un paziente. Stiamo parlando di pazienti per i quali possono essere necessarie anche più di 4 o 5 persone”.

Come ci si rende conto che la persona sta male?

“Il momento di rischio massimo è quando si arrende, quando smette di urlare e cede. Significa che è successo qualcosa. In quel momento ci vuole un medico o un infermiere ben addestrato, perché c’è il rischio di un arresto cardiaco o respiratorio. Se la persona è in quelle condizioni al pronto soccorso lo attacchiamo subito alle macchine”.

Come andrebbe tenuta una persona ferma?

“Le indicazioni dicono che la cosa migliore è girarla a pancia in su, con il tronco sollevato di trenta gradi rispetto al corpo, per essere sicuri che le vie aeree funzionino”.

Gli operatori sanitari cosa devono fare durante l’intervento con le forze dell’ordine?

“Non c’è una regola, per questo proponiamo un tavolo tecnico con i ministeri della Salute e dell’Interno così da prevenire morti evitabili. E bisogna trattare il delirio iperattivo come un codice rosso, bisogna che la centrale del 118 mandi un medico o un infermiere esperto, non solo dei soccorritori”.

Cosa pensa, vedendo il video, del comportamento dei soccorritori?

“Se la polizia chiede il supporto del personale di soccorso, comunque, si devono parlare, devono collaborare. Nel video ho visto soccorritori “congelati”, anche quando quell’uomo ha smesso di muoversi. Forse potevano essere più presenti, ma non voglio gettare la croce addosso a nessuno. Il caso va gestito insieme, di concerto. La prima regola è che le forze dell’ordine diano sicurezza all’ambiente, per far lavorare gli operatori sanitari in tranquillità”.

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