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Delmastro consegna le chat: “Non ho nulla da nascondere”. Ma alla Camera è bagarre

(ansa)

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Fontana le congela, Poi il presidente della giunta Dori conferma: “Da oggi a disposizione dei parlamentari”
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Dalle dieci di questa mattina i commissari della giunta per le autorizzazioni a procedere potranno visionare le chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro (FdI), e Mauro Caroccia. Il primo non indagato, il secondo sì nell’ambito dell’inchiesta Bisteccheria d’Italia, ristorante di cui erano soci in affari.

Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, aveva congelato tutto con l’idea di chiedere lunedì un parere alla giunta per il regolamento ma il presidente della giunta delle autorizzazioni, Devis Dori (Avs), ha forzato prendendosi la responsabilità della decisione: «Gli eventi che si sono susseguiti nel pomeriggio mi inducono a intervenire nuovamente». Quindi a confermare la possibilità di far vedere i documenti sulla base dei precedenti che provvederà a fornire a Fontana.

Dalle dieci di questa mattina i commissari della giunta per le autorizzazioni a procedere potranno visionare le chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro (FdI), e Mauro Caroccia. Il primo non indagato, il secondo sì nell’ambito dell’inchiesta Bisteccheria d’Italia, ristorante di cui erano soci in affari.

Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, aveva congelato tutto con l’idea di chiedere lunedì un parere alla giunta per il regolamento ma il presidente della giunta delle autorizzazioni, Devis Dori (Avs), ha forzato prendendosi la responsabilità della decisione: «Gli eventi che si sono susseguiti nel pomeriggio mi inducono a intervenire nuovamente». Quindi a confermare la possibilità di far vedere i documenti sulla base dei precedenti che provvederà a fornire a Fontana.

Per capire l’entità dello scontro che ha coinvolto tutti, maggioranza e opposizione, e perfino il presidente della Camera e quello della giunta, è necessario riavvolgere il nastro della giornata. Ieri mattina l’aula della Camera avrebbe dovuto votare e negare l’utilizzo delle chat tra Delmastro e Caroccia sulla base del parere della giunta. Poi il primo rinvio. La lettera mandata a Fontana due sere fa, e anticipata da Repubblica, dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, in cui è stata messa per iscritto la necessità di utilizzare le chat di Caroccia, ha avuto un effetto dirompente.

Così l’aula non esamina il parere ma la questione torna in giunta per le autorizzazioni a procedere di cui viene convocato l’ufficio di presidenza. Il capogruppo di Forza Italia, Enrico Costa, mette a verbale «l’anomalia» di fermare i lavori assembleari per un documento dei pm ricevuto quando la giunta si era già espressa. Si crea «un precedente», sbotta l’azzurro. Per il Pd la maggioranza «ha paura della verità».

Ma è sulla base dei precedenti che il presidente Dori dà il primo via libera alla consultabilità del materiale della procura da parte dei componenti della giunta, nonostante la contrarietà evidente anche di FdI. Il primo precedente riguarda il caso Ruby, nel 2011, in cui si afferma che anche il materiale pervenuto non in allegato alla domanda di autorizzazione è soggetto alla medesima disciplina, quindi piena accessibilità dei membri della giunta ma non ad altri. E poi anche per il caso Almasri, il 10 settembre 2025, sono state assunte le stesse decisioni.

Sembrava tutto risolto e quindi viene fissato perfino l’orario per iniziare a consultare i documenti: le dieci di questa mattina. Ma la maggioranza, a sua volta, si appella al presidente della Camera chiedendogli la convocazione della giunta per il regolamento di Montecitorio: una mossa che porta al congelamento della possibilità di accedere agli atti fino a lunedì, quando si riunirà l’organismo incaricato di dirimere le controversie interne a Montecitorio. Nel tardo pomeriggio il presidente della Camera scrive al presidente della giunta per le autorizzazioni per comunicargli la decisione. Inizia una fitta interlocuzione tra Fontana e Dori, che decide di andare allo strappo. Anche se questa mattina gli uffici della Camera potrebbero mettersi di traverso.

Nel frattempo però, alla storia, si aggiunge un nuovo particolare di peso. Delmastro, a sorpresa, decide di mettere a disposizione della procura i messaggi registrati sul suo cellulare. Ma anche in questo caso dovrà essere Montecitorio ad autorizzarne l’utilizzo. «Spero che ora cessino le inaccettabili strumentalizzazioni di una certa parte politica che ha provato a rimestare nel torbido e ha alzato solo fango, pur non essendo io neanche indagato». In mattinata Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di FdI, diceva: «So che Andrea non ha alcun problema su nulla». Ma voce che già circola con insistenza è chiara: Delmastro ha depositato le chat, la maggioranza negherà l’utilizzo. E si torna al punto di partenza.

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