Caldo, la strage degli over 85: i morti a luglio aumentano dell’8%, in Germania sono 14mila
di Michele BocciIl caldo colpisce duramente i grandi anziani. Sono stati loro a morire più di quanto atteso nel luglio scorso. A fronte di dati generali degli over 65 stabili, cioè con un numero di decessi sovrapponibile alla media dei cinque anni precedenti, se si osserva il sottogruppo di chi ha più di 85 anni si vede una crescita della mortalità dell’8%, frutto della media del 9% al Nord e del 7% al Sud. I dati sono quelli che il dipartimento di epidemiologia e prevenzione prepara periodicamente per il ministero alla Salute, osservando i numeri delle morti nelle 54 città italiane con più di 100 mila abitanti.
Poche le realtà dove ci sono stati problemi significativi (la mortalità ha sempre un certo livello di oscillazione). «I dati per le singole città – scrive il Dep - evidenziano a …
Il caldo colpisce duramente i grandi anziani. Sono stati loro a morire più di quanto atteso nel luglio scorso. A fronte di dati generali degli over 65 stabili, cioè con un numero di decessi sovrapponibile alla media dei cinque anni precedenti, se si osserva il sottogruppo di chi ha più di 85 anni si vede una crescita della mortalità dell’8%, frutto della media del 9% al Nord e del 7% al Sud. I dati sono quelli che il dipartimento di epidemiologia e prevenzione prepara periodicamente per il ministero alla Salute, osservando i numeri delle morti nelle 54 città italiane con più di 100 mila abitanti.
Poche le realtà dove ci sono stati problemi significativi (la mortalità ha sempre un certo livello di oscillazione). «I dati per le singole città – scrive il Dep - evidenziano a luglio un incremento statisticamente significativo solo in alcune città del sud, a Palermo e al limite della significatività statistica a Cagliari». I ricercatori studiano l’andamento dei decessi a seconda delle temperature e hanno fatto un approfondimento sulla terza ondata di calore, arrivata alla metà di luglio in date un po’ diverse a seconda delle città: «Si evidenzia un eccesso significativo della mortalità nella popolazione over 65 in alcune città del sud: Reggio Calabria, Messina, Palermo e Cagliari e al limite della significatività statistica a Campobasso, Pescara e Latina».
Secondo Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Università di Milano, i numeri danno un messaggio chiaro: «Ci dobbiamo evidentemente concentrare sui grandi anziani. Muoiono prevalentemente per problemi renali e cardiaci. Diminuisce lo stimolo della sete, non bevono e vanno incontro a un disequilibrio elettrolitico che crea problemi a cuori già compromessi». Però il dato degli over 65 non sembra quello di un’estate così calda. «Abbiamo imparato a prendere misure per evitare l’impatto delle ondate di calore – dice ancora – Un percorso iniziato dopo il 2003, l’anno in cui il caldo fece decine di migliaia di morti in Europa».
L’epidemiologo spiega anche perché a luglio, rispetto ad altri Paesi europei dove ci sono stati molti morti, l’Italia abbia dati migliori. «Al Sud, intanto, la vita è da sempre organizzata per vivere con il caldo. Al Nord è cresciuto dal 2003 l’uso dell’aria condizionata, evidentemente adottata di più rispetto al Nord Europa». In generale, riguardo alla mortalità degli anziani tra 65 e 84 anni, l’esperto fa notare come sia da noi che in altri Paesi «nel 2025 si è registrato un record di bassa mortalità su tutto l’anno. Il risultato è frutto di vari miglioramenti degli stili di vita, come diminuzione del fumo, cura dell’ipertensione e così via. Fattori che potrebbero aver inciso anche quest’anno».