RIMINI – È cambiato il mondo, è cambiata Comunione e liberazione. Contrappunto al sollazzo dell’estate in riviera, anni fa il Meeting marcava l’avvio della stagione politica, l’applausometro segnava il gradimento di un pezzo di mondo cattolico per questo o quel presidente del consiglio (Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi i più amati di sempre), i ciellini contavano eccome. Poi sono venuti gli anni difficili, i guai giudiziari di Roberto Formigoni, e, non da ultimo, le strigliate di papa Francesco. «Una certa perdita di influenza», dice ora soave papa Leone, «doveva rivelarci che possiamo stimare di più la potenza del Vangelo».
Il secondo Papa
Robert Francis Prevost è solo il secondo Papa a visitare il “Meeting per l’amicizia tra i popoli” e la sua visita, ieri pomeriggio, viene vissuta dai ciellini con sollievo. «La gratitudine del nostro popolo per il dono ricevuto in questa giornata straordinaria è incalcolabile», commenta a fine giornata il presidente di Cl Davide Prosperi: «Un a…
RIMINI – È cambiato il mondo, è cambiata Comunione e liberazione. Contrappunto al sollazzo dell’estate in riviera, anni fa il Meeting marcava l’avvio della stagione politica, l’applausometro segnava il gradimento di un pezzo di mondo cattolico per questo o quel presidente del consiglio (Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi i più amati di sempre), i ciellini contavano eccome. Poi sono venuti gli anni difficili, i guai giudiziari di Roberto Formigoni, e, non da ultimo, le strigliate di papa Francesco. «Una certa perdita di influenza», dice ora soave papa Leone, «doveva rivelarci che possiamo stimare di più la potenza del Vangelo».
Il secondo Papa
Robert Francis Prevost è solo il secondo Papa a visitare il “Meeting per l’amicizia tra i popoli” e la sua visita, ieri pomeriggio, viene vissuta dai ciellini con sollievo. «La gratitudine del nostro popolo per il dono ricevuto in questa giornata straordinaria è incalcolabile», commenta a fine giornata il presidente di Cl Davide Prosperi: «Un abbraccio vigoroso e paterno». Giovanni Paolo II venne a Rimini nel 1982, quando, in piena guerra fredda, il Meeting faceva i suoi primi passi.
Quando Cl era una potenza
Il luogo era più piccolo, c’erano molte meno persone, l’atmosfera era quella dell’effervescenza iniziale, e il Papa di Cracovia, che aveva appena dovuto rinunciare a un viaggio nella Polonia di Jaruzelski, benedì il movimento fondato da don Luigi Giussani. Complice anche una certa sintonia sull’anti-comunismo, rappresentava ai suoi occhi una pietra d’angolo della strategia di protagonismo cattolico nella società e nella politica italiana. Sul finire della Dc, e poi al suo tramonto, quando l’episcopato italiano era guidato con fermezza dal cardinale Camillo Ruini, Comunione e liberazione era una potenza. Poi sono iniziati i problemi, la crisi del berlusconismo è coincisa con quella di Cl, a partire dalla caduta di Formigoni in Lombardia. E anche Benedetto XVI, che pure stimava molto il movimento di don Giussani, si è sempre tenuto lontano dal Meeting. Poi è arrivato Francesco.
Sferzare e rivitalizzare
Il Papa argentino ha scosso Comunione e liberazione. Ha chiesto ai ciellini di non usare l’appartenenza al movimento come una «etichetta», di evitare l’autoreferenzialità e di non sedersi sugli allori di un passato mitico come fosse un «museo». Di prendere le distanze da un coinvolgimento ambiguo con la politica e gli affari. Bergoglio ha commissariato i Memores Domini, branca laicale di Cl, ha imposto al movimento – così come a tutte le associazioni cattoliche, dai Neocatecumenali ai Focolarini – una riforma interna: elezioni più democratiche dei vertici, tetto al numero di mandati, trasparenza su finanze e abusi. Dentro Cl ci sono stati malumori, polemiche, fratture.
La vera storia di Bergoglio e Cl
Nonostante – c’è chi lo ha riconosciuto – il Papa argentino non avesse alcuna intenzione di punire i ciellini, semmai voleva rivitalizzare il loro movimento. E nonostante in realtà già ai tempi di Buenos Aires non nascondesse una notevole sintonia con don Giussani, e ancor di più con la branca romana di Cl guidata da don Giacomo Tantardini.
Voglia di voltare pagina
A Rimini, ieri, c’era soprattutto voglia di voltare pagina. Un desidero che Leone ha interpretato alla perfezione. Il Papa nato a Chicago ha confermato, in realtà, le riforme del predecessore. «Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta», ha raccomandato ai ciellini. Nell’amore, ha ricordato, «non c’è mai costrizione, indottrinamento, mai seduzione, inganno, arruolamento». A Cl, come a ogni movimento ecclesiale, serve «un cammino che richiede anche il rinnovamento», ha ricordato. Concetti acuminati, tono tipico di Prevost, soft e conciliante. E più delle parole, il popolo ciellino, 60mila persone che hanno popolato la fiera di Rimini per tutto il pomeriggio, ha registrato la presenza del Papa con cori, applausi e la sensazione di aver lasciato alle spalle il peggio.