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Amatrice, Meloni incontra familiari vittime. L'omelia di Zuppi: “Apocalisse nel cuore”

Amatrice, Meloni incontra familiari vittime. L'omelia di Zuppi: “Apocalisse nel cuore”
(ansa)
In mattina la commemorazione di fronte al monumento ai Caduti. Monito di Mattarella: “Ricostruzione va ultimata”; e alle 16.30, allo stadio, la messa solenne dal cardinale Matteo Maria Zuppi, alla presenza della presidente del Consiglio e di tutte le autorità regionali e locali
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È iniziata con la fiaccolata silenziosa di questa notte, alle 3.36, la commemorazione del decimo anniversario del terremoto che, il 24 agosto del 2016, distrusse i borghi di Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, e tanti altri centri abitati dell'Appennino centrale, seppellendo sotto le macerie 299 corpi. Di questi, 239 sono stati estratti senza vita da sotto le macerie nella sola Amatrice. Oggi messa, commemorazione di fronte al monumento ai Caduti. Dalle 16 e 30, la celebrazione si è trasferita ad Amatrice dove la premier Giorgia Meloni è arrivata in elicottero e ha deposto una corona di alloro in ricordo delle vittime. Il cardinale Zuppi –che per la ricostruzione ha parlato di “ritardi insopportabili” – ha officiato una messa solenne nello stadio di Amatrice. "In questa Apocalisse che portiamo nel cuore, la Scrittura ci parla di una città che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Costruiamola", è stato uno dei passaggi dell'omelia.

Meloni: "Siamo con voi, con rispetto, gratitudine e impegno, oggi e ogni giorno"

"Grazie per l'accoglienza, per il calore e soprattutto per la straordinaria determinazione con cui state ricostruendo il vostro futuro. Siamo con voi. Con rispetto, gratitudine e impegno. Oggi e ogni giorno". Lo afferma sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo la sua visita ad Amatrice per le celebrazioni nel decimo anniversario del sisma che colpì il Centro Italia. Il post della premier è accompagnato da un video con delle immagini della sua visita, tra cui un commosso saluto con un anziano che le dice: "Ci hai aiutato, grazie stella". "Non mi far commuovere, ti voglio bene", la replica di Meloni, che prima della messa ha incontrato i familiari delle vittime, seduta con loro a cerchio in una palestra.

Rocca: “Ospedale di Amatrice? Manca poco ma dobbiamo accelerare”

"I lavori di costruzione dell'ospedale di Amatrice? Manca poco ma devono rimboccarsi le maniche e dobbiamo chiudere il cantiere in fretta. Bene che abbiano completato gli esterni ma sugli interni devono mettere una marcia in più. Abbiamo atteso troppo e ora abbiamo anche attivato tutte le procedure di garanzia perché sento un dovere morale di completare quest'opera" lo ha detto il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ad Amatrice a margine della cerimonia per il decennale dal sisma.

Zuppi: “Le vere autorità oggi sono i familiari delle vittime”

Al termine della funzione, il cardinale Zuppi ha voluto “ringraziare le autorità, a partire dal presidente del consiglio, ma senza nulla togliere, le vere autorità oggi sono i familiari delle vittime del sisma”. Parole salutate da un lungo applauso.
dalla nostra inviata Alessia Candito

Amatrice 10 anni dopo. Zuppi: "Le vere autorità oggi sono i familiari delle vittime"

Meloni depone una corona in memoria delle vittime a dieci anni dal sisma

Amatrice, Meloni depone una corona in memoria delle vittime a dieci anni dal sisma

Zuppi: “Guerre come sismi, non c'è umanità nel girarsi dall'altra parte”

"L'amore di Dio non è un palliativo, un narcotico per dimenticare e andare avanti, ma è sofferenza con chi soffre, sconfitta del male, ricostruzione di quello che è rovinato", "il ricordo ci rende attenti a coloro che oggi piangono, colpiti dai terremoti ma anche da quella distruzione causata dall'uomo che è la violenza e la guerra. Dio insegna a essere umani. Che umanità c'è nel girarsi dall'altra parte, nel ridurre la persona a numero e la morte a contabilità? Dio ha compassione per la sofferenza e vuole che le lacrime si trasformino in gioia". Lo ha detto ancora Matteo Zuppi celebrando la messa ad Amatrice.

Ex sindaco di Amatrice diserta la cerimonia, “Vivo il mio lutto in privato”

"Da quando non ho più un ruolo istituzionale preferisco vivere il mio lutto in maniera privata". Così l'ex sindaco di Amatrice (Rieti), Sergio Pirozzi, assente alla cerimonia in corso al campo sportivo Tilesi di Amatrice dove il cardin le Zuppi sta celebrando la messa in ricordo delle vittime del terremoto di dieci anni fa alla presenza della premier Giorgia Meloni. "Il futuro - aggiunge Pirozzi - appartiene solamente a noi, e lo dobbiamo scrivere insieme, solo così potremo onorare la memoria di chi non c'è più". Pirozzi, sindaco in carica la notte del sisma del 24 agosto 2026, ieri sera ha partecipato alla fiaccolata culminata con la lettura dei nomi delle vittime del terremoto di Amatrice e questa mattina a una messa, insieme a pochi cittadini e familiari delle vittime, nel container che ospita ancora oggi la parrocchia di Sant'Agostino.

Zuppi: “Ad Amatrice Apocalisse che portiamo nel cuore”

"In questa Apocalisse che portiamo nel cuore, la Scrittura ci parla di una città che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Costruiamola". E' uno dei passaggi dell'omelia del presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, nella messa celebrata ad Amatrice nel decennale del sisma. Il porporato ha passato in rassegna i momenti drammatici di dieci anni fa. Zuppi ha quindi invitato "a non arrenderci, a credere che anche la nostra città, oggi ancora provata da quella desolazione, può trovare nuova vita e speranza".

Il cardinale: “Amatrice sospesa tra macerie e futuro, peggio ormai alle spalle”

"Dieci anni fa dicevamo che la ricostruzione doveva partire da dentro le persone, non soltanto dai mattoni. Sono stati dieci anni duri. Il processo non è compiuto, consapevoli del molto che è stato fatto, siamo ancora sospesi: Amatrice non c'è più e non c'è ancora, ma pezzo per pezzo riappare, in uno sforzo che ha delle proporzioni gigantesche e in un'avventura che è fantastica. Quando si rimane distanti gli uni dagli altri o quando non c'è ancora la piazza del paese è difficile, ma siamo sicuri che tornerà a essere piena di persone, perché la comunità si rigenera. C'è molto da fare ma il peggio è alle spalle". Lo dice il cardinale Matteo Zuppi, in occasione del 10° anniversario del sisma.

Il tendone di Pescara del Tronto dove il cardinal Zuppi ha tenuto messa stamattina (foto di Alessia Candito)
Il tendone di Pescara del Tronto dove il cardinal Zuppi ha tenuto messa stamattina (foto di Alessia Candito) 

Il ricordo di Zuppi: “Inferno nella notte e fragilità uomo davanti a catastrofe”

"Ricordando i drammatici momenti vissuti dai soccorritori e dai sopravvissuti quella notte, si avverte tutta la crudeltà di quella tragedia: 'E’ crollato tutto! Vi prego, salvateci...” Era buio pesto. Ci avevano detto che c'erano dei crolli parziali ma abbiamo trovato l'inferno. C'era odore di gas e i sopravvissuti che chiedevano aiuto per tirare fuori le persone da sotto le macerie. Il frastuono del terremoto, le urla disperate, il buio, l'aria pesantissima, resa irrespirabile da una nube di polvere che entra fino alle ossa. Sono momenti che cambiano la vita, in cui ci si rende conto di quanto siamo piccoli e fragili di fronte a simili eventi potenti e catastrofici". Lo dice il cardinale Matteo Zuppi, Presidente della CEI, ad Amatrice durante l'omelia.

Zuppi: “10 anni duri, il processo non è compiuto”

"Sono stati dieci anni duri. Il processo non è compiuto, consapevoli del molto che è stato fatto, siamo ancora sospesi: 'Amatrice non c'è più e non c'è ancora’, ma pezzo per pezzo riappare, in uno sforzo che ha delle proporzioni gigantesche". "Quando si rimane distanti gli uni dagli altri o quando non c'è ancora la piazza del paese è difficile, ma siamo sicuri che tornerà a essere piena di persone". Lo dice il cardinale Matteo Zuppi celebrando la messa ad Amatrice. "Dipende anche da ognuno di noi - sottolinea -. Non interessano polemiche, ma l'impegno di tutti, a cominciare dallo Stato e dalle sue istituzioni, dalla Chiesa, dalla passione edalla creatività di ognuno. 'C'è molto da fare ma il peggio è alle spalle".

Al via messa per le vittime del sisma del 2016

Nello stadio di Amatrice ha preso il via la messa, celebrata dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, nell'ambito della commemorazione per il decimo anniversario del sisma. Sono presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri Abodi, Musumeci, Mazzi, il presidente della regione Rocca e le autorità locali.

Fontana, dopo 10 anni pensiero della Lombardia va alle vittime

“Ventiquattro agosto 2016. Una ferita profonda nella storia del nostro Paese. Il terremoto che colpì Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto portò via 299 vite e lasciò dietro di sé dolore, distruzione e comunità profondamente ferite. La Lombardia, fin dalle prime ore, fu al fianco delle popolazioni colpite, con uomini, mezzi e competenze messi a disposizione per portare soccorso e assistenza. A dieci anni di distanza, il ricordo di quella notte è ancora vivo". Così sui suoi profili social il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. "Il nostro pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutte le comunità che hanno avuto la forza di rialzarsi - aggiunge Fontana -. Ricordare significa non dimenticare. E non dimenticare significa continuare a essere presenti quando c'è bisogno".

Legambiente Marche, “ricostruzione sia affiancata da rigenerazione urbana”

"La rinascita delle aree interne avverrà al meglio se alla ricostruzione fisica dei territori verrà affiancata una rigenerazione urbana, capace di vedere nella transizione ecologica lo strumento più adatto per ripopolare e neopopolare i nostri territori colpiti dal sisma del 2016". Lo scrive Legambiente Marche a dieci anni dal terremoto del 24 agosto 2016, mentre la ricostruzione prosegue anche grazie al Piano Next Appennino del 2022. L'associazione ricorda i mesi successivi alle prime scosse, quando il Gruppo Protezione Civile Beni Culturali Legambiente Marche, insieme a funzionari del ministero, Vigili del fuoco e Carabinieri, operò per quasi due anni recuperando e mettendo in sicurezza oltre 3.700 beni culturali. "Impossibile non pensare a chi dieci anni fa ha perso tutto - afferma il presidente di Legambiente Marche, Marco Ciarulli -. La grande sfida sta nell'affiancare alla ricostruzione fisica una rigenerazione urbana attraverso lo sviluppo sostenibile, dalle aree protette alla filiera del legno certificato, fino alle rinnovabili: azioni che danno fiducia nel futuro del nostro Appennino".

La premier incontra le famiglie delle vittime

Dopo aver lasciato rapidamente il parchetto in cui è stata deposta una corona di alloro a memoria delle vittime, la premier Meloni si è diretta rapidamente all’interno del Palasport, dove è stato organizzato un incontro riservato con quattro familiari di vittime del sisma. Uno di loro ha perso i propri cari tra le macerie delle case ex Ater diventate tomba per 19 persone.

dalla nostra inviata Alessia Candito

Deposta dalla premier la corona di alloro per le vittime

Qualche applauso stentato e qualche “viva Giorgia” che arriva dall’aerea in cui si accalcano sindaci, consiglieri comunali, associazioni e volontari ha accolto la premier Meloni al suo arrivo ad Amatrice. La deposizione della corona accanto al monumento che commemora le vittime è rapida, la tromba ordina il silenzio che nessuno rompe. Poi, dopo aver stretto la mano alle famiglie delle vittime, la premier, scortata da un imponente dispositivo di sicurezza, sfila via.

dalla nostra inviata Alessia Candito

Il Cardinale Zuppi ad Amatrice per celebrare la messa

Pochi minuti dopo l'arrivo della premier Meloni anche il cardinale Zuppi è arrivato ad Amatrice per celebrare la messa di commemorazione delle vittime.

Giorgia Meloni è arrivata ad Amatrice

L'elicottero con a bordo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è atterrato da pochi minuti ad Amatrice (Rieti) dove la premier è attesa per le celebrazioni del decennale del terremoto del 24 agosto 2016. Meloni, come prima tappa, raggiungerà il memoriale che ricorda le vittime del sisma per deporre la corona d’alloro.

Rocca: “Bisogna accelerare la ricostruzione”

"Il tema è accelerare la ricostruzione. Questo provvedimento ultimo adottato dal Consiglio dei Ministri sicuramente ci dà ulteriori strumenti. Adesso la ferita più grande è la lentezza dell'ospedale". Lo ha detto Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, a margine delle celebrazioni del decimo anniversario del sisma. "Abbiamo già attivato il comitato dei garanti per accelerare. Mi rendo conto delle difficoltà, soprattutto sul reperimento della manodopera, ma dobbiamo accelerare - ribadisce - Rispetto alla progettazione originale abbiamo messo una risonanza magnetica nucleare, una dialisi, strumentazioni aggiuntive, ma ora la ditta che ha vinto l'appalto deve rimboccarsi le maniche e chiudere. Questo è l'ultimo miglio, il piu difficile, ma devono fare in fretta". Conclude il Presidente della Regione Lazio: "Ero qua quella notte, sono arrivato tra i primi, insieme ai volontari della Croce rossa. Conosco la forza e la resilienza di questa gente, ma dieci anni sono tanti, adesso bisogna fare in modo di voltare pagina pur nel dolore e nella memoria di coloro che non ci sono più".

Sisma 2016: geologi Lazio, cratere di 8mila kmq, 138 Comuni

La sequenza sismica che dall'agosto del 2016 ai primi mesi del 2017 provocò la devastazione dell'intera zona dell'Appennino centrale ha interessato un'area di quasi 8mila chilometri quadrati, 138 Comuni sparsi su 4 Regioni e decine di migliaia di persone. Ad aggiornare la fotografia dei tragici eventi sismici dei quali, oggi, ricorre il decimo anniversario, è stato l'Ordine dei geologi del Lazio, che per voce della presidente, Simonetta Ceraudo, ricorda come "quella del 24 agosto di 10 anni fa non fu una scossa isolata, ma l'inizio di una sequenza sismica che per mesi interessò l'intero settore dell'Appennino Centrale”.

Giuli: "Al centro della ricostruzione le persone"

"Il primo pensiero va alle vittime di quella tragica notte di dieci anni fa, alle loro famiglie e a quanti nel sisma persero affetti, case e certezze. La memoria, per essere autentica, deve tradursi in responsabilità e impegno. Ricordare Amatrice significa dunque riconoscere quanto è stato fatto e quanto resta ancora da fare, proseguendo con determinazione nel lavoro comune". Ad affermarlo è il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in occasione del decimo anniversario del terremoto del Centro Italia. "In questo percorso”, continua Giuli, “il patrimonio culturale è un fattore di coesione e un presidio dell'identità collettiva. Restituire monumenti, luoghi di culto, opere e segnacoli della memoria significa ricomporre legami, rinsaldare il senso di appartenenza e accompagnare la rinascita delle comunità colpite. Il ministero della Cultura continuerà a esercitare la responsabilità che gli compete, in raccordo con le altre istituzioni e con i territori, perché la cicatrice di quella ferita si traduca in impegno concreto".

Salvini: “I territori hanno saputo rialzarsi con coraggio”

"Dieci anni fa un terribile terremoto sconvolgeva Amatrice e il Centro Italia, portando via 299 vite, case, affetti e ferendo intere comunità”, scrive sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. Oggi il pensiero e una preghiera vanno alle vittime, alle loro famiglie e a tutti quei territori che con forza e coraggio hanno saputo rialzarsi. Un abbraccio alle popolazioni colpite e un grazie ai Vigili del Fuoco, ai soccorritori e ai volontari che in quelle ore drammatiche non si tirarono indietro. Non dimentichiamo".

Meloni attesa ad Amatrice, imponenti le misure di sicurezza

Sono imponenti, ad Amatrice (Rieti), le misure di sicurezza in vista dell'arrivo della premier Giorgia Meloni per le celebrazione del decennale del terremoto del 24 agosto 2016. L'arrivo della Meloni è previsto intorno alle 16.30, in elicottero. Da questa mattina decine di agenti presidiano il centro di Amatrice, le vie d'accesso al paese e la zona rossa, il campo sportivo 'Paride Telisi', dove si svolgerà nel pomeriggio la celebrazione e la messa del cardinale Zuppi. Sono presenti equipaggi del Reparto mobile della Polizia e dei carabinieri, squadre di cinofili e artificieri impegnati, da questa mattina, nelle operazioni di bonifica lungo il tragitto che dovrà percorrere la premier dall'eliporto al campo sportivo.

(lapresse)

Della Valle (Tod’s): “Ad Arquata realizzeremo altri due stabilimenti”

"Non bisogna abbassare la guardia. Questo è il momento di fare uno scatto di reni: poche chiacchiere e tanti fatti, qui almeno un altro stabilimento se non due". A dieci anni dal terremoto, Diego Della Valle torna a Pescara del Tronto, frazione di Arquata (Ascoli Piceno), e rilancia il suo impegno per il territorio annunciando la volontà di realizzare "almeno un altro stabilimento, se non due". L'imprenditore marchigiano, presidente del gruppo Tod's, fu tra i primi dopo il sisma del 24 agosto 2016 a puntare sul lavoro come strumento per contrastare lo spopolamento. Nel dicembre di quell'anno presentò il progetto della fabbrica di Arquata, inaugurata il 20 dicembre 2017 dopo meno di un anno di lavori: un investimento di circa 10 milioni di euro per uno stabilimento di duemila metri quadrati, partito con una cinquantina di addetti e progettato per arrivare a cento occupati.
"In 12 mesi abbiamo costruito uno stabilimento, ne vorremmo fare almeno un altro, se non due”, ha detto oggi Della Valle. “Adesso si tratta di coordinarsi per capire le maestranze, come prenderle e dove trovarle". Per l'imprenditore serve nuovamente una collaborazione stretta tra pubblico e privato: "La politica locale deve funzionare bene come ha funzionato quando abbiamo costruito l'azienda”, ha sottolineato. “La politica nazionale allora è stata attentissima, ha dato una mano e le imprese hanno fatto quello che volevano fare, e lo hanno fatto in fretta". Della Valle allarga quindi il ragionamento al ruolo sociale dell'impresa. "Oggi le imprese devono mettersi a disposizione anche del forte problema sociale che c'è”, ha detto. “Guadagniamo, pensiamo al profitto, ma pensiamo anche a come agevolare la vita delle persone. Dobbiamo metterci al centro della vita sociale italiana, insieme alla politica, per cercare di dare risposte sociali vere e farlo in fretta".

La Croce Rossa: “Resteremo qui al fianco della gente”

“Arrivammo nelle zone colpite dal terremoto per soccorrere, e siamo rimasti per ricostruire". Il presidente nazionale della Croce Rossa, Rosario Valastro, ricorda i tragici eventi che 10 anni fa hanno cambiato per sempre il volto dell'Appennino Centrale: "Fin dai primi drammatici momenti, la Croce Rossa Italiana si è mobilitata per garantire soccorso e protezione”, ha continuato Valastro. A dieci anni da quella tragedia, sappiamo di aver mantenuto la promessa che facemmo alla popolazione in quei momenti di dolore e smarrimento: 'Non vi lasceremo soli'. E siamo rimasti, anche dopo le prime fasi dell'emergenza, per aiutare a ricostruire le comunità attraverso un ascolto autentico e un dialogo costante con il territorio. Ogni anno, in questo giorno, il nostro pensiero commosso va alle vittime di quel terremoto, alle loro famiglie. Ma è anche un momento in cui onoriamo l'impegno e il cuore delle volontarie e dei volontari che non hanno mai fatto mancare la loro presenza. Oggi”, ha proseguito il numero uno della Croce Rossa Italiana, “vogliamo rinsaldare quell'abbraccio nato nel 2016 e rinnovare la promessa fatta allora alle comunità del centro Italia: siamo con voi e continueremo a camminare al vostro fianco".

Ad Amatrice la contro-messa di protesta: “No alle passerelle”

Sono pronti a disertare la messa ufficiale di questo pomeriggio alle 17, con il cardinale Zuppi e la premier Giorgia Meloni, gli amatriciani che in questi momenti stanno partecipando a una funzione liturgica nel prefabbricato che ospita la Chiesa di S. Agostino, interamente distrutta dal terremoto di dieci anni fa. "Lo storico orario della Santa Messa”, scrivono i cittadini in un messaggio fatto circolare sui loro canali social fin da ieri sera, “da sempre celebrata la mattina, è stato spostato per assecondare le agende e le esigenze della politica e delle autorità in arrivo, tra cui la Presidente del Consiglio e il Presidente della Regione Lazio. La commemorazione delle vittime”, aggiungono, “rischia di trasformarsi, quest'anno, nell'ennesima passerella istituzionale. Lo scorso anno il Comune di Amatrice non aveva invitato nessuno. Quest'anno, incoerentemente, organizza uno show con inviti, locandine e requiem che vanno contro la propria ordinanza. Amatrice e le famiglie delle vittime non hanno bisogno di passerelle né di orari modificati per comodità istituzionale. La memoria del sisma merita rispetto, dignità e continuità, non di essere piegata alle esigenze della politica e delle vicine elezioni" conclude il messaggio. "Amatrice ora ha bisogno di risposte, solo di risposte, non di promesse. Sono passati dieci anni, riflettano in silenzio su questo", afferma uno dei cittadini lasciando la chiesa dove ai primi banchi c'era seduto anche l'ex sindaco, Sergio Pirozzi, nella notte presente alla fiaccolata ma che nel pomeriggio, ha già fatto sapere, diserterà anche lui la cerimonia ufficiale.

I vigili del fuoco ricordano il sisma: “Al fianco della nostra gente”

“Dieci anni di vicinanza alle popolazioni duramente colpite dal terremoto. Sin dai primi momenti i vigili del fuoco sono stati al fianco della nostra gente conoscendone a fondo le debolezze, ma anche l'umanità, la dignità e la voglia di rialzarsi". Con queste parole i vigili del fuoco ricordano in una nota il decimo anniversario del sisma che colpì il Centro Italia nel 2016. "Dieci anni di ricordi, ricchi di emozione per ogni vita salvata e densi di rammarico per tutti coloro che non ce l'hanno fatta: è a tutti loro che oggi e per sempre va il nostro pensiero", concludono.

La messa nel pomeriggio ad Amatrice: “Solo un modo per assecondare gli impegni di Meloni”

In quella che oggi è Pescara del Tronto il tendone che ospita la messa di commemorazione delle vittime del sisma non basta a accogliere tutti quelli che hanno deciso comunque di partecipare. La funzione nell’area SAe - l’area in cui il vecchio paese, completamente azzerato dal terremoto, è stato rimesso insieme a forza di prefabbricati - non è mai stata fatta. Per nove anni è sempre stata celebrata la mattina ad Amatrice, dove invece sarà officiata nel pomeriggio e il cambio di programma qui è stato tutt’altro che gradito. “Un modo per assecondare gli impegni di Meloni”, dice un anziano che si appoggia alla cancellata messa su di fronte a quella che da anni è la sua casa. Chi una volta abitava a Pescara del Tronto ha fatto in tempo a far crescere roseti e giardini che danno un po’ di identità a prefabbricati tutti uguali, in un paese in cui case, negozi e un autoproclamato centro commerciale si differenziano solo per il colore delle finestre. Accanto al “paese” gli enormi tubi che promettono future strutture. “Sappiamo - ha detto durante l’omelia il cardinale Zuppi - che non sono senza conseguenze il tempo perduto e le risposte non date. Quanti anziani speravano di vedere di nuovo quello che il terremoto aveva distrutto e hanno sperimentato l'amarezza di chiudere gli occhi lontano dalle proprie case? Quanti non hanno la forza per aspettare e sono andati altrove?".

Schlein: “La memoria è anche impegno, restituire il futuro ai territori”

"Dieci anni fa, alle 3:36 del 24 agosto 2016, il terremoto colpiva Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e il centro Italia”, ricorda la segretaria del Pd Elly Schlein. “299 Persone persero la vita. La memoria delle vittime e la vicinanza ai loro cari e alle loro famiglie restano vive, così come la gratitudine verso tutti coloro che, fin dai primi momenti, prestarono soccorso. Ma la memoria è anche impegno: non lasciare indietro le comunità colpite, completare la ricostruzione e restituire un futuro a quei territori".

Abitare Amatrice. Vite e persone a 10 anni dal terremoto

La Russa: Istituzioni determinate e ferme nell'impegno per la ricostruzione

"In occasione del sisma che il 24 agosto 2016 sconvolse il Centro Italia, la Nazione si raccoglie nel ricordo solenne delle 299 vite spezzate e delle numerose comunità duramente colpite”, scrive su Facebook il Presidente del Senato Ignazio La Russa. “Il Senato della Repubblica rinnova il profondo cordoglio ai familiari delle vittime e la propria vicinanza a quanti, ancora oggi, portano i segni di quella dolorosa ferita. Rendere onore a chi non c'è più significa, per le Istituzioni, continuare con determinazione e immutata fermezza nell'impegno per la ricostruzione, sostenendo le comunità e salvaguardando il patrimonio umano, storico e culturale di quei territori".

Cardinal Zuppi: “La rinascita non passa solo dai cantieri ma anche dalle persone”

"La rinascita non nasce soltanto dai cantieri, ma soprattutto dalle persone, dalle relazioni e dalla speranza condivisa", ha detto il cardinal Matteo Zuppi, presidente della Cei, nella sua omelia in una messa ad Arquata del Tronto, in occasione del decimo anniversario del sisma. L'arcivescovo di Bologna ha sottolineato che "nel ricordo ci misuriamo con il mistero della terribile, inquietante forza distruttrice del terremoto, le cui conseguenze non finiscono con l'ultima scossa. Anche per questo sentiamo insopportabile la così diffusa cultura della potenza, che rovina la convivenza, le cose, e scatena violenza e guerra che tutto distrugge. Del terremoto conosciamo le conseguenze del male. Della guerra le responsabilità sono chiare, così come le complicità e tutto quello che favorisce quel vortice di violenza e di odio che poi nessuno. La domanda di rinascere la portiamo nel cuore per le conseguenze di quei minuti drammatici, che sono segnate da queste pietre e che avete ricordato questa notte".

Casellati: “Alle vittime dobbiamo risposte e il ritorno alla normalità”

"A dieci anni dal terremoto che devastò Amatrice e il Centro Italia, il mio pensiero va alle 299 vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che hanno vissuto quella tragedia”, dichiara la ministra per le Riforme Istituzionali e la Semplificazione normativa Elisabetta Casellati. “È giusto onorare anche il coraggio dei soccorritori che si mobilitarono per salvare vite. Ma la memoria non basta: deve tradursi in un impegno concreto verso i cittadini che ancora oggi convivono con le conseguenze di quella tragedia. A loro dobbiamo risposte, portando avanti la ricostruzione con determinazione e accelerando il ritorno alla normalità”.

Tajani: “No alla demagogia sulla pelle di chi ancora soffre”

“Il primo pensiero è per le 299 vittime: 237 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 51 ad Arquata del Tronto. È da loro che bisogna partire. Quel terremoto non ha soltanto distrutto case, strade e monumenti: ha sconvolto la vita di migliaia di persone e ferito l'identità di intere comunità. Sono scomparsi campanili, chiese, piazze, luoghi che custodivano la memoria collettiva". Lo afferma in un post su X il ministro degli Esteri e vice premier, Antonio Tajani, rilanciando un passaggio dell'intervista rilasciata all'Adnkronos e pubblicata sul suo blog nel decennale dal sisma che ha devastato Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. "Dieci anni dopo abbiamo il dovere di ricordare, ma anche di fare un bilancio serio di quello che è stato fatto e di quello che resta ancora da fare, senza cadere nella tentazione di fare propaganda o demagogia sulla pelle di chi ha sofferto, e ancora soffre, le conseguenze del sisma", ha scandito Tajani.

Amatrice
Amatrice (lapresse)

Fontana: “Vicino a chi ha subito ed ha affrontato la ripartenza”

"Dieci anni fa il terremoto sconvolgeva il Centro Italia, lasciando ferite profonde nelle comunità e nel Paese. Il mio pensiero va a chi ha perso i propri cari, a chi ha subito le conseguenze del sisma e a chi ha affrontato il percorso della ripartenza". Lo scrive su X il Presidente della Camera Lorenzo Fontana.

Notte del ricordo ad Arquata, 52 rintocchi per le vittime del sisma

Una fiaccola accesa nel cuore della notte, il silenzio lungo le strade di Pescara del Tronto e poi il suono della campana, 52 rintocchi per ricordare chi non c'è più. Così Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ha attraversato la notte del decennale del terremoto, tornando con la memoria alle 3,36 del 24 agosto 2016, una data che cambiò per sempre il volto del territorio. Alle 2, dal cimitero di Pescara del Tronto, è partita la partecipatissima fiaccolata guidata dall'arcivescovo Gianpiero Palmieri. Dopo la benedizione del fuoco, i partecipanti hanno camminato in silenzio fino al Memoriale, dove è stata celebrata la Santa Messa, presieduta dal vescovo delle Diocesi del Piceno e concelebrata da alcuni sacerdoti, tra cui don Marian Bojor e don Paolo Fontana. Accanto al sindaco Michele Franchi e alle autorità, numerosi fedeli hanno condiviso una notte che, a dieci anni di distanza, conserva intatta la sua forza emotiva. Nel luogo simbolo della tragedia, il ricordo delle vittime si è intrecciato con quello delle comunità distrutte e di una ricostruzione ancora in cammino.
dalla nostra inviata Alessia Candito

Il piccolo parco della memoria di Pescara del Tronto, la frazione di Arquata cancellata dal terremoto del 24 agosto 2016
Il piccolo parco della memoria di Pescara del Tronto, la frazione di Arquata cancellata dal terremoto del 24 agosto 2016 (ansa)

Ingv: “Oltre 150mila terremoti nell’area nell’ultimo decennio”

A dieci anni dal 24 agosto 2016, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ricorda una delle sequenze sismiche più complesse, estese e distruttive della storia recente dell'Appennino centrale, con oltre 150.000 terremoti localizzati nell'area in quest'ultimo decennio. Sin dalle prime ore dalla scossa di magnitudo 6.0 che colpì, nella notte del 24 agosto, i comuni di Accumoli (RI) e Arquata del Tronto (AP), "il personale dell'Ingv - si legge in una nota - si è adoperato incessantemente con tutte le sue articolazioni tecniche, scientifiche e operative per fornire il proprio contributo alle comunità colpite e al Paese tutto: dalla ricerca degli effetti geologici prodotti in superficie dal sisma al censimento dell'impatto sulle abitazione e sulle infrastrutture, passando per la densificazione delle reti di monitoraggio della sismicità, l'identificazione di eventuali effetti di amplificazione locale e il supporto concreto ai cittadini".

Terremoto Amatrice, il racconto dell'ex sindaco Pirozzi e quella telefonata: "Il paese non c'è più"

Mattarella: “Quello che è successo sia monito per la prevenzione”

"La notte del 24 agosto di dieci anni addietro, il violento terremoto che ebbe epicentro tra Accumoli e Arquata del Tronto, nel cuore dell'Appennino centrale, colpì numerosi comuni tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, a cui seguirono ulteriori sequenze sismiche fino agli inizi del 2017. Con il suo bilancio di 299 morti, 365 feriti e più di 40.000 sfollati, quel terremoto - delle cui devastazioni Amatrice è divenuta simbolo - costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro Territorio".

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Piantedosi: “Il Paese grato a vigili del fuoco e soccorritori”

“In questa giornata di memoria e rinnovato dolore”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, “voglio esprimere la più profonda gratitudine ai nostri vigili del Fuoco e a tutti coloro che fin dai primi istanti lavorarono senza sosta tra le macerie per salvare vite e prestare soccorso alla popolazione. Il Paese vi è immensamente grato”.

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Amatrice (lapresse)

Mattarella: “I volontari simbolo di speranza”

Amatrice è divenuta simbolo delle devastazione del terremoto, dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, “e costituisce una pagina drammatica della storia della Repubblica e funge da monito costante sulla necessità continua di potenziare i meccanismi di prevenzione e intervento da attuare al verificarsi dei fenomeni sismici a cui è soggetto il nostro territorio". Mattarella ricorda: "i volontari accorsi da tutta Italia, il loro prezioso e generoso operato, insieme alla prontezza degli interventi delle autorità di primo soccorso sono stati veicolo di aiuti e assistenza, portando anche un segnale di speranza e di ripartenza con cui si è dato inizio a un processo di ricostruzione. Così come in occasione delle altre catastrofi naturali che si sono registrate nel nostro territorio, lo spirito di solidarietà che unisce il popolo italiano si è rivelato un efficace strumento di resilienza e contenimento dinanzi a calamità di così ampia portata e violenza”.
dalla nostra inviata Alessia Candito

Il presidente Sergio Mattarella ad Amatrice nel 2017
Il presidente Sergio Mattarella ad Amatrice nel 2017 (ansa)

Meloni: “Molto è stato fatto per la ricostruzione e non vogliamo fermarci”

"In questi dieci anni sono state tante le difficoltà. Troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente”, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Il Governo ha raccolto questa responsabilità e ha lavorato, con costanza e determinazione, affinché potesse concretizzarsi un deciso cambio di passo. I dati”, aggiunge la premier, che nel pomeriggio sarà ad Amatrice, “testimoniano che la direzione è cambiata, sia per quanto riguarda i contributi concessi e già liquidati per la ricostruzione privata, sia per quello che concerne la ripresa degli investimenti per la ricostruzione pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata. “Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E, per questo, non abbiamo intenzione di fermarci”. “L'obiettivo rimane comune e condiviso: vincere la sfida della rinascita dell'Appennino centrale".

Mattarella: “La ricostruzione è un impegno complesso, serve ultimarla velocemente”

“Il risanamento è un percorso, non privo di complessità, che richiede l'impegno di essere ultimato nel più breve tempo possibile ed è un richiamo alla responsabilità collettiva di ripristinare quella normalità che è stata spezzata nei territori colpiti da questa tragedia". Lo sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione sul terremoto che nel 2016 colpì i territori di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

Meloni ricorda le vittime del sisma

"Non dimenticheremo mai la notte del 24 agosto 2016. Alle 3.36 la prima, terribile, scossa della drammatica sequenza sismica che per mesi ha sconvolto il Centro Italia, distruggendo interi borghi e colpendo un pezzo vastissimo del nostro territorio nazionale. Oggi rendiamo omaggio alla memoria delle 299 vittime del terremoto e torniamo a stringerci ai loro cari, in questa giornata di ricordo e commemorazione". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social.

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