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Addio ad Ada Yonath, la scienziata premio Nobel che svelò i segreti del ribosoma

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La chimica e biologa strutturale, premiata nel 2009 insieme a Thomas A. Steitz e Venkatraman Ramakrishnan, è scomparsa a 87 anni a Tel Aviv. Le sue ricerche hanno aperto la strada a una nuova generazione di antibiotici contro la resistenza batterica
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Ada Yonath è morta. La scienziata israeliana, premio Nobel per la Chimica, aveva 87 anni. Ad annunciare la sua morte, il Weizmann Institute of Science di Rehovot, l’istituto di ricerca dove Yonath aveva svolto gran parte della sua carriera e dove ha continuato a lavorare fino agli ultimi giorni di vita.

Yonath aveva ricevuto il Nobel per la Chimica nel 2009, condiviso con gli americani Thomas A. Steitz e Venkatraman Ramakrishnan, per gli studi sulla struttura e sulla funzione del ribosoma, la macchina molecolare che nelle cellule traduce l’informazione genetica in proteine. Una ricerca che l’Accademia reale svedese delle scienze premiò con 10 milioni di corone svedesi (circa un milione di euro). Nel motivare il premio, l’Accademia sottolineò come lo studio della struttura del ribosoma avesse aperto la strada a una nuova generazione di antibiotici, farmaci più mirati e selettivi capaci di contrastare la resistenza batterica intervenendo sulla “fabbrica delle proteine” della cellula: ri…

Ada Yonath è morta. La scienziata israeliana, premio Nobel per la Chimica, aveva 87 anni. Ad annunciare la sua morte, il Weizmann Institute of Science di Rehovot, l’istituto di ricerca dove Yonath aveva svolto gran parte della sua carriera e dove ha continuato a lavorare fino agli ultimi giorni di vita.

Yonath aveva ricevuto il Nobel per la Chimica nel 2009, condiviso con gli americani Thomas A. Steitz e Venkatraman Ramakrishnan, per gli studi sulla struttura e sulla funzione del ribosoma, la macchina molecolare che nelle cellule traduce l’informazione genetica in proteine. Una ricerca che l’Accademia reale svedese delle scienze premiò con 10 milioni di corone svedesi (circa un milione di euro). Nel motivare il premio, l’Accademia sottolineò come lo studio della struttura del ribosoma avesse aperto la strada a una nuova generazione di antibiotici, farmaci più mirati e selettivi capaci di contrastare la resistenza batterica intervenendo sulla “fabbrica delle proteine” della cellula: ricostruendo e adattando la struttura del ribosoma alle specifiche esigenze antibatteriche, i ricercatori possono infatti puntare a bloccare selettivamente le proteine tossiche, lasciando inalterate le altre.

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Nata a Gerusalemme il 22 giugno 1939, Yonath si era laureata in chimica all’Università Ebraica nel 1962 e aveva conseguito il dottorato al Weizmann Institute nel 1968, specializzandosi in cristallografia a raggi X. Dopo un periodo di ricerca negli Stati Uniti, al Mellon Institute di Pittsburgh e al MIT di Boston, era tornata al Weizmann nel 1970, dove aveva fondato il primo laboratorio israeliano dedicato alla cristallografia delle proteine.

Qui aveva affrontato un problema che gran parte della comunità scientifica riteneva impossibile: ottenere cristalli stabili di una struttura grande e complessa come il ribosoma. Dopo migliaia di tentativi, nel 1980 Yonath e il suo gruppo produssero i primi cristalli di ribosomi, aprendo la strada alla loro analisi tramite diffrazione dei raggi X. Sviluppò inoltre la criobiocristallografia, tecnica basata sul congelamento rapido dei campioni per limitare i danni provocati dai raggi X.

Il lavoro portò, tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila, alla determinazione delle strutture tridimensionali complete delle due subunità del ribosoma batterico (cioè alla mappatura, atomo per atomo, delle due componenti che insieme formano la “fabbrica delle proteine” della cellula), un risultato che ha aperto nuove strade nello sviluppo di antibiotici mirati contro la resistenza batterica.

Al cordoglio si è unito anche l’ESRF, la struttura europea per la luce di sincrotrone con sede in Francia, che per anni ha ospitato gli esperimenti di Yonath e del suo gruppo, ricordandola per “il suo entusiasmo, la sua generosità e la sua straordinaria passione per la scienza”.

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