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Arriva la sesta ondata di calore sull’Italia: “Estate infinita, la più calda da 3 secoli”

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Fino al 9 settembre temperature in ascesa, picchi di 39 gradi. In sofferenza Roma e la Pianura. Poi calo delle temperature “anche di 10 gradi”. L’Anticiclone delle Azzorre sempre più a ovest. Allerta gialla per rischi idraulici in Basilicata, Calabria, Puglia e Molise
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Non è finita. L’estate del caldo senza tregua prosegue anche a settembre con la sesta ondata di calore in arrivo: da venerdì 4 settembre con una coda che si estenderà sino al 10 a seconda delle regioni, le temperature torneranno a sfiorare i 40 gradi anche al nord (Pianura Padana) e al centro sud Italia, con il caldo che si farà sentire anche sulle Alpi.

Per gli Appennini e il Tirreno già da oggi, secondo la Protezione civile, è allerta gialla per rischi idraulici , con possibili forti temporali - dopo quelli che nelle scorse ore hanno interessato la Romagna - in Basilicata e Calabria, sul versante tirrenico e ionico, così come in Puglia e Molise. L’Emilia Romagna, soprattutto nelle zone collinari dell’Emilia, spiegano gli esperti meteo, potrebbe sperimentare nuovi rovesci imp…

Non è finita. L’estate del caldo senza tregua prosegue anche a settembre con la sesta ondata di calore in arrivo: da venerdì 4 settembre con una coda che si estenderà sino al 10 a seconda delle regioni, le temperature torneranno a sfiorare i 40 gradi anche al nord (Pianura Padana) e al centro sud Italia, con il caldo che si farà sentire anche sulle Alpi.

Per gli Appennini e il Tirreno già da oggi, secondo la Protezione civile, è allerta gialla per rischi idraulici , con possibili forti temporali - dopo quelli che nelle scorse ore hanno interessato la Romagna - in Basilicata e Calabria, sul versante tirrenico e ionico, così come in Puglia e Molise. L’Emilia Romagna, soprattutto nelle zone collinari dell’Emilia, spiegano gli esperti meteo, potrebbe sperimentare nuovi rovesci importanti.

Ancora temperature sopra norma

“Il caldo si farà sentire su tutta l’Italia” spiega a Repubblica Pierluigi Randi, meteorologo e presidente Ampro (Associazione Meteo Professionisti.

“A risentirne saranno soprattutto le zone interne come la Pianura e il centro-sud almeno fino al 9 settembre. Già ora le temperature sono sopra norma, cresceranno fino al 9 settembre e poi dopo il 12, secondo gli attuali modelli, potrebbero scendere anche di 8-10 gradi”.

Oggi che l’estate meteorologica è finita, gli esperti meteo stanno iniziando a tirare le somme: “Su tre quarti d’Italia l’estate del 2026 ha superato quella del 2003. Dunque questa probabilmente sarà l’estate più calda da quasi tre secoli. Solo che mentre quella del 2003 era anomala e fuori scala, questa invece segue già diversi anni bollenti, come 2019, 2022, 2024. Preoccupa davvero questo trend: nel 2040 l’estate attuale - se continueremo così - sarà ricordata dunque come una “normale” estate”.

L’Europa meridionale

In generale le temperature tra il 5 e l’8 settembre saliranno in tutta l’Europa meridionale. La Francia, devastata dagli incendi, toccherà nuovi picchi nel sud del Paese. In Spagna - dove è già stata dichiarata l’estate più bollente della storia e si contano almeno 5.000 decessi legati al grande caldo - si arriverà nelle aree centrali a 40 gradi.

Temperature estremamente elevate, per settembre, con anomalie anche di +8 gradi, sono attese poi anche in Grecia, nei Balcani e in parte della Turchia.

Da noi, anche le grandi città pronte alla ripresa dopo-ferie, saranno interessate dagli effetti del grande caldo: nella Capitale la colonnina di mercurio dovrebbe arrivare intorno ai 35 gradi, a Milano verso i 36.

Il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, anche per settembre indica inoltre giornate da bollino rosso a Bari (oggi e domani), Campobasso (oggi), Roma e Palermo (il 3 settembre).

L’autunno astronomico inizia il 23 settembre ma, alle attuali tendenze, i segnali di un ritorno alla “norma” appaiono ancora lontani.

Il problema della siccità

Uno dei principali problemi resta la siccità: se piove, come accaduto di recente in Pianura Padana e o sulle Alpi, l’acqua cade in maniera estremamente intensa con pochi benefici per colmare le carenze di risorse idriche. La pioggia “utile”, quella duratura in grado di dare sollievo alla siccità, è attesa nelle prossime ore nell’Europa settentrionale, dalla Scandinavia alle isole britanniche. Da noi invece c’è ancora molta incertezza: gli esperti prevedono che, dopo il 12 settembre, la distribuzione delle precipitazioni potrebbe cambiare, si spera in meglio.

Dietro l’angolo però restano anche i rischi per nubifragi e grandinate, come quella terribile che ha interessato la provincia di Cremona, molto più probabile sempre per via della tanta energia accumulata dai mari caldissimi. Oltre al Mediterraneo bollente, preoccupa poi lo zero termico che, anche questa settimana, continuerà ad essere tra i 4.500 e i 5.000 metri nel Mediterraneo.

L’Anticiclone delle Azzorre

Infine, ricorda Randi, c’è da fare una precisazione sul famoso Anticiclone delle Azzore, spesso citato in queste ore come “arma” per il ritorno del fresco.

“L’anticiclone delle Azzorre c’è ancora - precisa l’esperto - ma meno rispetto al passato e ha una posizione diversa. Quello delle Azzorre fa sempre parte della fascia di anticicloni subtropicali che si stanno spingendo più a nord: solitamente, essendo oceanico, l’anticiclone delle Azzorre trasporta aria più fresca da noi ma negli ultimi anni questo effetto lo si sente meno perché a prevalere è la componente degli anticicloni nordafricani che trasportano aria calda da continente e sono più invasivi. Insomma, è come se quello delle Azzorre si facesse un po’ da parte”.

In futuro poi, potrebbe perfino cambiare nome. “Si è spostato più a ovest rispetto al passato - chiosa Randi - infatti in Usa lo chiamano anticiclone delle Bermuda. In effetti, ormai il suo centro è sempre più vicino all’ovest”.

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