Social media, stop alle notifiche a scuola e di notte: le misure Ue per tutelare giovani e bambini
dalla nostra inviata Rosaria AmatoSTRASBURGO – Tutele su misura per i giovani e in particolare i bambini, nei confronti dei social media. Pronta la proposta del Parlamento europeo, che oggi è stata presentata alla stampa dal relatore Sandro Ruotolo (Pd-S&D), e che verrà votata giovedì mattina. Nella stessa giornata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen presenterà la proposta di regolamento, accogliendo dunque le istanze del Parlamento, e anche di diversi Paesi europei, a cominciare dalla Francia, che proprio ieri ha proposto una nuova versione della legge per vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni.
«Gli Stati stanno già intervenendo. – conferma infatti Ruotolo - Il rischio, adesso, è costruire un’Europa con ventisette risposte diverse a piattaforme che sono le…
STRASBURGO – Tutele su misura per i giovani e in particolare i bambini, nei confronti dei social media. Pronta la proposta del Parlamento europeo, che oggi è stata presentata alla stampa dal relatore Sandro Ruotolo (Pd-S&D), e che verrà votata giovedì mattina. Nella stessa giornata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen presenterà la proposta di regolamento, accogliendo dunque le istanze del Parlamento, e anche di diversi Paesi europei, a cominciare dalla Francia, che proprio ieri ha proposto una nuova versione della legge per vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni.
«Gli Stati stanno già intervenendo. – conferma infatti Ruotolo - Il rischio, adesso, è costruire un’Europa con ventisette risposte diverse a piattaforme che sono le stesse per tutti. Ed è per questo che il voto di giovedì è importante».
Fino a nove ore al giorno davanti allo schermo
Allarmanti i dati raccolti dal dossier del Parlamento: «Quello che sta accadendo ai nostri ragazzi deve preoccuparci. – spiega Ruotolo – Tra gli 11 e i 14 anni si può arrivare fino a nove ore al giorno davanti a uno schermo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, un adolescente su dieci mostra un uso problematico dei social media, con sintomi assimilabili alla dipendenza. E c’è un dato sull’intelligenza artificiale che da solo dà la misura della velocità del cambiamento: le segnalazioni di materiale di abuso sessuale su minori generato con l’intelligenza artificiale sono passate da circa 5 mila nel 2023 a 1,3 milioni nel 2025».
Rischi mentali e fisici
Oltre al rischio mentale, ci sono anche problemi fisici legati alla dipendenza da social media: la miopia è in fortissima crescita e potrebbe riguardare metà della popolazione mondiale entro il 2050; tra i giovani europei quella quota potrebbe essere raggiunta già nel 2035.
Una prima conferma della proposta della Commissione europea arriverà già domani mattina nel discorso sullo Stato dell’Unione tenuto dalla presidente von der Leyn. I dettagli invece verranno comunicati la mattina dopo, in una conferenza stampa fissata per le 10.
Il condizionamento
Sotto la lente la dipendenza di cui i minori possono diventare vittime: secondo il rapporto degli esperti della Commissione Ue il 97 per cento dei siti e delle applicazioni più popolari nell’Unione europea utilizza almeno un meccanismo di progettazione capace di condizionare le scelte dell’utente.
Le misure
Tra i meccanismi di tutela dei minori proposti dal Parlamento il divieto di notifiche dai parte dei social media negli orari scolastici, il divieto di accesso nelle ore notturne e l’obbligo di sottoporre l’accesso al controllo dei genitori per i più piccoli. «Proponiamo il modello australiano e cioè soglie di età minima per l'accesso ai social media e norme armonizzate a livello Ue – spiegano Carolina Morace e Mario Furore, europarlamentari del Movimento 5 Stelle – Alcune funzionalità dei social vanno limitate o addirittura vietate a seconda dell’età del minore. Non possono essere le Big Tech a decidere. Un nostro emendamento che va in questa direzione è stato inserito nel testo finale che voteremo giovedì».