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A Padova il ‘tribunale islamico’: “Giudicheremo con la Sharia”. Insorgono Lega e Fn

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La camera arbitraria islamica è nata il 3 marzo e serve a “risolvere controversie civili e commerciali in conformità con i principi della Sharia”
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È stata costituita a Padova il 3 marzo scorso, come “istituzione indipendente dedicata all'amministrazione dell'arbitrato”, quindi per risolvere controversie civili e commerciali, come si legge sul suo sito, “in conformità con i principi della Sharia, ossia la legge Islamica”. La camera arbitrale islamica, un’associazione non riconosciuta, è finita al centro di almeno due esposti. Il primo lo avrebbe presentato l'avvocato Francesco Minutillo, membro dell'assemblea nazionale di Futuro Nazionale, che ha parlato dell’associazione mercoledì su una tv locale. E ieri si è recata nella procura della città veneta anche l'europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint. Tante le reazioni politiche, tra le quali quella del vicepremier Matteo Salvini.

Come funziona la camera arbitrale

Sempre sul sito della camera arbitrale, si legge: “I nostri arbitri sono esperti qualificati sia nel diritto secolare che nelle dottrine sciaraitiche, garantendo un processo di risoluzione equo, informato e cultura…

È stata costituita a Padova il 3 marzo scorso, come “istituzione indipendente dedicata all'amministrazione dell'arbitrato”, quindi per risolvere controversie civili e commerciali, come si legge sul suo sito, “in conformità con i principi della Sharia, ossia la legge Islamica”. La camera arbitrale islamica, un’associazione non riconosciuta, è finita al centro di almeno due esposti. Il primo lo avrebbe presentato l'avvocato Francesco Minutillo, membro dell'assemblea nazionale di Futuro Nazionale, che ha parlato dell’associazione mercoledì su una tv locale. E ieri si è recata nella procura della città veneta anche l'europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint. Tante le reazioni politiche, tra le quali quella del vicepremier Matteo Salvini.

Come funziona la camera arbitrale

Sempre sul sito della camera arbitrale, si legge: “I nostri arbitri sono esperti qualificati sia nel diritto secolare che nelle dottrine sciaraitiche, garantendo un processo di risoluzione equo, informato e culturalmente sensibile. La sentenza arbitrale resa dagli arbitri della Camera avrà poi lo stesso effetto di una sentenza resa dall’Autorità giudiziaria italiana”. Inoltre si parla di tempi più brevi, arbitri specializzati, decisioni definitive. “Per le persone di fede musulmana, scegliere l'arbitrato secondo Shari'a offre benefici netti che allineano la risoluzione dei conflitti con gli imperativi religiosi e della comunità”.

“No a tribunali paralleli”

Minutillo dice che "nella formulazione che essi stessi hanno scelto, la Sharia viene collocata come fonte primaria della decisione e il diritto italiano viene espressamente chiamato a intervenire in via residuale. È precisamente questa costruzione che ho chiesto alla procura di verificare nella sua concreta applicazione”. Cisint aggiunge che “è gravissimo, il burrone è già davanti ai nostri piedi”. Matteo Salvini chiama in causa il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: "La Sharia anche in Italia? Assolutamente No. In Italia non possono esistere ‘tribunali islamici’ né leggi parallele: esistono, e tutti devono rispettare, solo le leggi italiane. Ho già segnalato al ministro della Giustizia e al ministro degli Interni quanto denunciato dai cittadini di Padova”.

Le ricerche del Comune

L’assessore alla Sicurezza del Comune di Padova, Diego Bonavina, annuncia di aver chiesto al comandante della polizia municipale “di accertare chi ci sia dietro a questa camera arbitrale islamica italiana che vedo essere dotata di codice fiscale, quindi mi pare che si possa ipotizzare di essere davanti a una realtà che ha una sua regolarità istituzionale”.

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