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“Niente piazza”. “Ci saremo”. Dagli anarchici agli studenti l’incertezza nelle chat del 24 ottobre

IPA89867498 - Milano, 18/10/2026, Ancora Scontri e Saccheggi nel centro di Milano all'indomani della manifestazione assalto irruzione negozio di marca, casseur escono fuori con refurtiva e vestiti 

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In vista di domani il movimento 17 ottobre diffonde un manuale con “tattiche di piazza e abiti essenziali”. S’intitola: “Rivoluzione, istruzioni per l’uso”
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Ma quindi alla fine domani in piazza chi ci sarà? C’è un doppio fantasma che aleggia a Milano, su una città che già si annuncia calda e blindata, bollente e frammentata. Tra chi sui social fa capire che di certo ci sarà — ultras, attivisti di destra, follower di gruppi identitari dell’ultim’ora — e chi promette un passo indietro. Come gli anarchici: da mesi avevano convocato un corteo, ora annullato per «non frammentare le piazze» e lasciare spazio a chi lo scorso fine settimana si è preso la scena sotto il Duomo, aprendo, hanno fatto sapere nelle chat di area, «uno spazio di conflitto che a queste latitudini non si vedeva da anni. Riconoscere i punti di contatto tra chi si ribella a condizioni di vita insostenibili e chi viene colpito per le proprie pratiche di lotta è necessario», sostengono. Con un invito finale a non «ignorare le nuove possibilità d’incontro e conflitto».

Ma quindi alla fine domani in piazza chi ci sarà? C’è un doppio fantasma che aleggia a Milano, su una città che già si annuncia calda e blindata, bollente e frammentata. Tra chi sui social fa capire che di certo ci sarà — ultras, attivisti di destra, follower di gruppi identitari dell’ultim’ora — e chi promette un passo indietro. Come gli anarchici: da mesi avevano convocato un corteo, ora annullato per «non frammentare le piazze» e lasciare spazio a chi lo scorso fine settimana si è preso la scena sotto il Duomo, aprendo, hanno fatto sapere nelle chat di area, «uno spazio di conflitto che a queste latitudini non si vedeva da anni. Riconoscere i punti di contatto tra chi si ribella a condizioni di vita insostenibili e chi viene colpito per le proprie pratiche di lotta è necessario», sostengono. Con un invito finale a non «ignorare le nuove possibilità d’incontro e conflitto».

Non proprio una ritirata, dunque. Leggendo tra le righe potrebbe passare per pura pretattica la scelta di cancellare il corteo, così da essere pronti ad aggiungersi alla possibile nuova guerriglia in centro. La convocazione via social di domenica scorsa, poi trasformatasi nei saccheggi ai negozi, continua a preoccupare la Digos, che monitora costantemente chat e gruppi nella speranza di agire in tempo. E prima.

Per questo domani pomeriggio tutte le manifestazioni sull’asse San Babila-Cairoli-Duomo e nei punti potenzialmente caldi di Garibaldi e Porta Venezia saranno vietate, tanto che all’Usb e ai neofascisti di Blocco studentesco sono state concesse manifestazioni al mattino, ai proPal un presidio nel pomeriggio ma a distanza dal Duomo. Nella speranza che l’estrema destra, in caso di scontri, non decida di farsi giustizia da sé davanti alla cattedrale. Dove ci saranno avvocati, assistenti sociali e volontari dei City Angels.

Chi invece (quasi) certamente si terrà alla larga dalla manifestazione — non ancora preavvisata in Questura, come nel resto d’Italia, ma pubblicizzata sui social con ritrovo alle 15 — saranno i collettivi studenteschi. Se si vedranno vicino alla piazza, come i centri sociali, sarà «solo per capire che succede» perché «non ci sono margini», dice Giano del collettivo “Deriva”, portavoce della linea comune. Lo dicono pure i ragazzini delle scuole occupate di Firenze: «Non è quella la nostra piazza». «Vogliamo trasformare la rabbia in protagonismo politico», aggiungono da Nord a Sud e per questo idee e pensieri sono concentrati sullo sciopero generale dell’Usb del 30 ottobre. Una data che offre una cornice e una piattaforma e un’occasione per imprevedibili casseurs.

Intanto su Tiktok continuano a spuntare volantini costruiti con l’Ia, video che invocano bis del 17 ottobre, reali o ironici, con i prodotti ambiti — dagli iPhone alle playstation — e dove trovarli, mappe della rivolta ispirate ai gilet gialli francesi per fare rete. Il movimento 17 ottobre promette oggi «indicazioni tattiche sulle otto piazze» di tutta Italia. Diffonde manuali ispirati alle rivolte egiziane del 2011 con tattiche di piazza («marciare in file parallele», «gridare i nostri slogan e provare a sfondare gli sbarramenti») e abbigliamento essenziale («occhiali protettivi, kefiah o mascherina, guanti da cucina»). E al tempo stesso però annuncia che «la repressione del governo ci porta a prendere decisioni drastiche e tutelanti verso chi partecipa».

Nelle chat c’è confusione per non dire caos. Chi grida all’assalto del Parlamento e chi chiede pacifiche assemblee. A Firenze, comunque, spariranno molti tavoli all’aperto. A Bologna i movimenti ci saranno, il timore della questura è che si sparpaglino in più piazze. A Torino studenti, collettivi, centri sociali e realtà antagoniste manifesteranno da piazza Castello contro il riarmo. E l’attenzione è massima. Poi c’è Roma con gruppi antagonisti che insistono sul Circo Massimo, blindato per il Villaggio della Difesa, e la possibile convergenza in piazza della Repubblica nel corteo contro la guerra. Gli organizzatori chiedono «volti scoperti e mani libere». E sperano basti.

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