Morti sul lavoro, voto bipartisan: “Lo Stato paghi le spese legali”
di Gabriella CeramiROMA – In tribuna ci sono i parenti di chi ha perso la vita sul posto di lavoro. Un lungo applauso e lacrime accompagnano il momento in cui l’aula di Montecitorio approva la proposta di legge per istituire il patrocinio gratuito a sostegno dei familiari delle vittime e a sostegno di coloro che, in seguito a un incidente sul lavoro, sono costrette alla totale inabilità. Ora il testo dovrà essere esaminato dal Senato ma intanto ha ottenuto 220 voti favore su 220 deputati presenti. Contemporaneamente, al primo piano nella sala della Regina, si concludono gli Stati generali della salute e sicurezza sul lavoro, condotti dalla giornalista del Tg2 Post Monica Giandotti e promossi dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro presieduta da Chiara Gribaudo, che ha lavorato al provvedimento.
ROMA – In tribuna ci sono i parenti di chi ha perso la vita sul posto di lavoro. Un lungo applauso e lacrime accompagnano il momento in cui l’aula di Montecitorio approva la proposta di legge per istituire il patrocinio gratuito a sostegno dei familiari delle vittime e a sostegno di coloro che, in seguito a un incidente sul lavoro, sono costrette alla totale inabilità. Ora il testo dovrà essere esaminato dal Senato ma intanto ha ottenuto 220 voti favore su 220 deputati presenti. Contemporaneamente, al primo piano nella sala della Regina, si concludono gli Stati generali della salute e sicurezza sul lavoro, condotti dalla giornalista del Tg2 Post Monica Giandotti e promossi dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro presieduta da Chiara Gribaudo, che ha lavorato al provvedimento.
«Questa legge è fondamentale. Viviamo in un Paese fondato sul lavoro e non possiamo accettare che si muoia di lavoro o di stage», commenta Elly Schlein. La deputata Pd Gribaudo, prima firmataria della proposta di legge, prende la parola in aula: «Approvare questa legge è un atto civiltà. Dice alle famiglie che lo Stato deve esserci anche dopo. E noi abbiamo scelto di esserci. Con la commissione abbiamo ascoltato le famiglie e abbiamo trasformato l’ascolto in un impegno concreto». E poi ancora: «Nessuna legge è perfetta, a noi spetta rimuovere gli ostacoli che rendono la giustizia più difficile da raggiungere. Ma non possiamo accettare che la possibilità di far valere i propri diritti dipenda dalla possibilità economica».
I parenti delle vittime hanno gli occhi lucidi mentre uno ad uno vengono letti i nomi dei loro cari. C’è la mamma di Luana D’Orazio, operaia di 22 anni rimasta uccisa il 3 maggio 2021 in una fabbrica tessile a Montemurlo: «Alla politica chiedo tre cose, l’istituzione di una Procura nazionale del lavoro, visto che la quasi totalità dei processi per morti e infortuni sul lavoro va in prescrizione; l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, perché le norme attuali evidentemente non bastano a garantire giustizia, e che l’educazione alla sicurezza sul lavoro venga insegnata a scuola come materia autonoma».
Tutti i partiti votano a favore ma non sono mancate alcune puntualizzazioni, come quella esposta dal deputato M5S Dario Carotenuto: «In questi anni abbiamo visto coniare nuovi reati. Ma chi mette a rischio la vita dei suoi lavoratori se la cava con patteggiamenti, sconti di pena e risarcimenti pagati dalle assicurazioni». E Devis Dori di Avs lancia un allarme: «Se i pagamenti vengono rallentati, gli avvocati potrebbero rinunciare a svolgere questo importante incarico».
Il deputato di FdI Marcello Coppo ringrazia «i ministri Carlo Nordio e Marina Calderone per il loro impegno che è stato determinante». Gribaudo infine a nome della commissione prende l’impegno di lavorare affinché vengano allargate le maglie economiche del provvedimento, forse con la prossima legge di bilancio.