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I cardinali che restano fuori dal conclave: da Ravasi a Scola e O’Malley. Peseranno nei dibattiti

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La soglia per entrare nella Sistina è fissata a 80 anni. Per i più anziani c’è un ruolo cruciale nelle fasi preliminari
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CITTÀ DEL VATICANO – Sono 252, ma voteranno solo in 133: gli altri resteranno fuori dalla Cappella Sistina. La costituzione apostolica Universi dominici gregis, che detta le norme da seguire dal momento in cui muore il papa, prevede che possono eleggere il nuovo pontefice solo i cardinali “che, prima del giorno della morte del Sommo Pontefice o del giorno in cui la Sede Apostolica resti vacante, abbiano già compiuto l'ottantesimo anno di età”. È questa la tagliola che decreta l’ingresso in conclave. Ma anche gli ultraottantenni avranno un ruolo cruciale nei giorni in cui la sede vaticana resterà vacante.

Il consiglio delle eminenze

Tutti i porporati, a prescindere dall’età, fanno parte del collegio dei cardinali, al quale alla morte o alla rinuncia del papa è affidato il governo della Chiesa per il disbrigo degli affari ordinari e per tutte le decisioni sulla preparazione dell’elezione del nuovo pontefice. E tutti sono poi chiamati a partecipare alle congregazioni generali, le…

CITTÀ DEL VATICANO – Sono 252, ma voteranno solo in 133: gli altri resteranno fuori dalla Cappella Sistina. La costituzione apostolica Universi dominici gregis, che detta le norme da seguire dal momento in cui muore il papa, prevede che possono eleggere il nuovo pontefice solo i cardinali “che, prima del giorno della morte del Sommo Pontefice o del giorno in cui la Sede Apostolica resti vacante, abbiano già compiuto l'ottantesimo anno di età”. È questa la tagliola che decreta l’ingresso in conclave. Ma anche gli ultraottantenni avranno un ruolo cruciale nei giorni in cui la sede vaticana resterà vacante.

Il consiglio delle eminenze

Tutti i porporati, a prescindere dall’età, fanno parte del collegio dei cardinali, al quale alla morte o alla rinuncia del papa è affidato il governo della Chiesa per il disbrigo degli affari ordinari e per tutte le decisioni sulla preparazione dell’elezione del nuovo pontefice. E tutti sono poi chiamati a partecipare alle congregazioni generali, le discussioni preliminari al conclave. Per gli elettori è un obbligo, per gli ultraottantenni una facoltà, ma è chiaro che si tratta di un momento prezioso al quale difficilmente si rinuncia: negli incontri si discute dei temi fondamentali che riguardano la situazione della Chiesa, le priorità di intervento, le possibili riforme. Nel 2013, prima dell’elezione di Francesco si parlò di Ior, ruolo delle donne, attività dei dicasteri pontifici, problemi delle Chiese locali. Ci furono 161 interventi. E gli ultraottantenni, secondo quanto trapelato, parteciparono attivamente.

Il record assoluto di porpore

La Universi dominici gregis, oltre ai limiti d’età, disporrebbe anche un limite massimo di 120 elettori per il conclave, ma è facoltà dei pontefici superare la soglia con le scelte effettuate nei concistori.

In epoche recenti, sia Giovanni Paolo II che Benedetto XVI avevano consegnato porpore oltre la quota prevista, ma solo perché era imminente per diversi cardinali l’ottantesimo compleanno che avrebbe fatto perdere il diritto a entrare in conclave. Nel 2005, alla morte di Wojtyla, gli elettori erano infatti 116, uno in più di quelli che si contavano alla rinuncia di Ratzinger nel 2013. In entrambi i casi, sotto ai 120 indicati dalla Costituzione.

Il conclave attuale, invece, presenta numeri senza precedenti. Anche in virtù dell’ultimo concistoro convocato da Francesco che, nel dicembre scorso, ha fatto registrare il record di tutti i tempi di 253 cardinali, con 140 elettori. Da allora, tre hanno compiuto 80 anni: l’ultimo è stato lo spagnolo Fernando Vergez Alzaga, ex presidente del governatorato, il primo marzo.

Chi resta fuori dal conclave

Fuori dalla Sistina resteranno diverse figure di primo piano. A partire dal decano, Giovanni Battista Re, che di anni ne ha 91 e che era stato da poco confermato nel suo incarico da Bergoglio: avrà comunque un ruolo centrale nella fase preliminare. Fuori anche il sottodecano Leonardo Sandri, che di anni ne ha 81. E il potentissimo segretario di Stato dei tempi di Benedetto XVI, Tarcisio Bertone. Tra i 115 ultraottantenni ci sono anche Angelo Comastri e Gianfranco Ravasi, noti saggisti, gli ex presidenti Cei Angelo Bagnasco, Gualtiero Bassetti e Camillo Ruini, gli ex arcivescovi di Milano, Angelo Scola, di Napoli, Crescenzio Sepe, di Palermo, Paolo Romeo. E poi il cappuccino O’Malley, che ha guidato la commissione contro gli abusi sui minori, il canadese Ouellet, a lungo nel delicatissimo ruolo di prefetto del Dicastero per i vescovi.

Cardinali senza essere vescovi

Tra i cardinali non elettori ci sono anche due figure particolari, che hanno ricevuto la porpora pur essendo solo sacerdoti e ottenendo la dispensa dall’ordinazione episcopale. Uno dei due è un volto noto: si tratta del frate Raniero Cantalamessa, per anni commentatore del Vangelo in tv e fino al novembre scorso predicatore della casa pontificia. Papa Francesco l’ha creato cardinale nel 2020, quando aveva già 86 anni. Ne aveva 88 invece Ernst Simoni nel 2016, quando Bergoglio ha annunciato la sua scelta di concedergli il cardinalato: a lungo vittima delle persecuzioni comuniste in Albania, aveva trascorso 18 anni ai lavori forzati, celebrando messa in carcere con le briciole di pane e gli acini d’uva. A ottobre compirà 96 anni.

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