MONACO DI BAVIERA - E' morto nella sua casa di Monaco di Baviera, a 81 anni, Cornelius Gurlitt, il collezionista tedesco del cosiddetto "tesoro nazi", e cioè le oltre mille opere d'arte considerate perdute e ritrovate nel 2012 (ma la notizia è stata diffusa solo lo scorso novembre) dalla polizia bavarese. Uomo misterioso e molto schivo, Gurlitt custodiva nel suo appartamento di Monaco (ma anche in un'altra sua casa a Salisburgo, in Austria, come si è scoperto successivamente) un patrimonio inestimabile, veri e propri capolavori di cui si ignorava l'esistenza. Molti di questi erano stati trafugati dai nazisti agli ebrei, durante la dittatura di Hitler.
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La scoperta. Parte delle opere ritrovate a casa Gurlitt furono infatti sequestrate dai nazisti a famiglie ebree o ai musei dei paesi europei occupati dalla Wehrmacht e dalle WaffenSS. Dopo tanti anni d'indagini gli investigatori nel 2012 (ma la notizia era stata data dal settimanale tedesco Focus solo a fine 2013, per quello che fu un sensazionale scoop) erano riusciti a trovare una pista calda. Dunque, avevano fatto irruzione nell'appartamento dell'ottantenne collezionista. Dove, dimenticati tra armadi, sgabuzzini e stanze ripostiglio, erano appunto conservati gli oltre mille capolavori.
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I capolavori. Tra le opere ritrovate a casa Gurlitt, c'erano capolavori di Chagall, Renoir, Matisse, Picasso, Toulouse-Lautrec, Nolde, Courbet, Beckmann, Liebermann, Dix. Gurlitt le aveva ereditate dal padre Hildebrand, celebre curatore e collezionista d'arte durante il nazismo, che a sua volta ne aveva preso possesso dopo i sequestri del regime di Hitler agli ebrei nell'ambito di una vera e propria guerra alla cosiddetta "arte degenerata".
La trattativa. Subito dopo il ritrovamento, Cornelius Gurlitt aveva rivendicato con forza il legittimo possesso delle opere. Qualche settimana fa, però, aveva aperto agli eredi degli ebrei cui erano state trafugate, non escludendone la cessione, almeno di una parte di esse. La magistratura tedesca ha sinora stabilito che 458 opere custodite da Gurlitt sono state trafugate dai nazisti agli ebrei.
[[ge:rep-locali:repubblica:70185000]]
Salute cagionevole. "Cornelius Gurlitt è morto ieri nel suo appartamento a Schwabing, con lui c'era un dottore", ha confermato il suo portavoce, Stephan Holzinger, in un comunicato, riferendosi a un lussuoso quartiere di Monaco. Da tempo le condizioni di salute di Gurlitt erano molto fragili. Qualche settimana fa aveva subito un complesso intervento al cuore e, poco dopo, aveva chiesto di ritornare a casa.
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La scoperta. Parte delle opere ritrovate a casa Gurlitt furono infatti sequestrate dai nazisti a famiglie ebree o ai musei dei paesi europei occupati dalla Wehrmacht e dalle WaffenSS. Dopo tanti anni d'indagini gli investigatori nel 2012 (ma la notizia era stata data dal settimanale tedesco Focus solo a fine 2013, per quello che fu un sensazionale scoop) erano riusciti a trovare una pista calda. Dunque, avevano fatto irruzione nell'appartamento dell'ottantenne collezionista. Dove, dimenticati tra armadi, sgabuzzini e stanze ripostiglio, erano appunto conservati gli oltre mille capolavori.
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I capolavori. Tra le opere ritrovate a casa Gurlitt, c'erano capolavori di Chagall, Renoir, Matisse, Picasso, Toulouse-Lautrec, Nolde, Courbet, Beckmann, Liebermann, Dix. Gurlitt le aveva ereditate dal padre Hildebrand, celebre curatore e collezionista d'arte durante il nazismo, che a sua volta ne aveva preso possesso dopo i sequestri del regime di Hitler agli ebrei nell'ambito di una vera e propria guerra alla cosiddetta "arte degenerata".
La trattativa. Subito dopo il ritrovamento, Cornelius Gurlitt aveva rivendicato con forza il legittimo possesso delle opere. Qualche settimana fa, però, aveva aperto agli eredi degli ebrei cui erano state trafugate, non escludendone la cessione, almeno di una parte di esse. La magistratura tedesca ha sinora stabilito che 458 opere custodite da Gurlitt sono state trafugate dai nazisti agli ebrei.
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Salute cagionevole. "Cornelius Gurlitt è morto ieri nel suo appartamento a Schwabing, con lui c'era un dottore", ha confermato il suo portavoce, Stephan Holzinger, in un comunicato, riferendosi a un lussuoso quartiere di Monaco. Da tempo le condizioni di salute di Gurlitt erano molto fragili. Qualche settimana fa aveva subito un complesso intervento al cuore e, poco dopo, aveva chiesto di ritornare a casa.