Cultura

Aspettando Robinson, gli incipit di alcuni dei tesori dell'inserto di Repubblica

Domani con il quotidiano. Una mappa per questi tempi e per trovare i tesori nascosti nei libri, nelle storie, nelle persone, nei luoghi

1 minuti di lettura
Domani esce il primo numero di Robinson, il nuovo inserto culturale di Repubblica. Un nome da esploratore e un progetto ambizioso: raccontare i luoghi della cultura, reali o immaginari, dove incontrare persone e idee. Una guida che aiuta a scegliere cosa leggere, guardare e ascoltare ma anche a interpretare ciò che ci circonda. L'inserto ha 40 pagine, una veste grafica speciale e sarà in edicola ogni domenica, all'interno di Repubblica. È estraibile ed è incluso nel prezzo del giornale.

Ecco gli incipit di alcuni degli articoli del primo numero.

TONI MORRISON
Questo è un progetto serio. Tutti gli immigrati negli Stati Uniti sanno (e sapevano) che se vogliono diventare dei veri, autentici americani, devono ridimensionare la loro fedeltà al Paese di origine e considerarla come qualcosa di secondario...

HARUKI MURAKAMI
In ogni caso, avevamo fame Anzi, per l’esattezza, ci sembrava di aver inghiottito il vuoto cosmico, quella era la sensazione. All'inizio era un vuoto piccolo, delle dimensioni del buco di una ciambella.

MARCO BELPOLITI
Si può fare filosofia con forbici e colla? Si può scrivere un libro importante di citazioni e brani tratti da settecento autori antichi e moderni? La risposta è sì C'è un uomo che ha fatto tutto questo, e altro ancora...

ANTONIO GNOLI
Il mistero di Maurizio Pollini è il mistero della musica. Entrambi si esprimono come se fosse l’invisibile a dover essere portato alla luce. L'uomo è proverbialmente schivo. Penso alla sua ritrosia e al contempo alla sua...

ROBERTO SAVIANO
La fortuna dei poeti nell'era digitale non è più legata alla loro opera, nemmeno a una loro poesia. È legata a un verso. Uno solo. Il verso può trasformarsi, a volte, persino in aforisma, diventando un ente a sé stante, scollegato dal corpo dove è nato.

ALESSANDRO BARICCO
Non è che la passione per le mappe si possa tanto spiegare, a meno di non ricorrere a imbarazzanti excursus sul proprio personale modo di sconfiggere mostri. Tuttavia si può in qualche modo ricostruire, capire com'è fatta.

MELANIA MAZZUCCO
Vincent van Gogh ha venduto un solo quadro nel corso della sua vita, La vigna rossa: Anna Boch lo comprò nel 1890 per quattrocento franchi dopo l’Expo di Bruxelles. Cento anni dopo, il Ritratto del dottor Gachet è stato acquistato per 82,5 milioni di dollari.