Milano, le vedute di Canaletto e Bellotto alle Gallerie d'Italia
Un viaggio tra le opere Canaletto e del nipote Bellotto nella grande mostra allestita alle Gallerie d'Italia, in piazza Scala a Milano. In mostra 100 opere tra cui 72 dipinti, 14 disegni e 14 incisioni che illustrano il vedutismo veneziano attraverso l'opera di questi due artisti che seppero trasformare questo genere nella corrente d'avanguardia che caratterizzò il Settecento. In passato i due artisti erano stati riconosciuti come i precursori della fotografia, in questa mostra invece emerge la loro affinità con la cinematografia: l'uso combinato di schizzi a mano e disegni preparatori, tracciati utilizzando la camera oscura, anticipano lo sviluppo del fotogramma. Molte le differenze fra i due artisti, che dialogano in un percorso di mostra articolato in dieci sezioni e caratterizzato da un'impostazione non non tematica ma cronologica, con l'obiettivo di mettere in rilievo gli interessi più importanti di Bellotto a confronto con quelli di Canaletto. "Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce" sarà aperta al pubblico fino al 5 marzo 2017
Ma quali sono le reali differenza tra i due artisti? “Canaletto, il nostro Canaletto – sottolinea la curatrice - ha inventato il vedutismo grazie a particolari procedimenti espositivi che sfruttavano le teorie razionaliste e gli studi di ottica, costruendo le sue vedute in una gabbia prospettica. Il Bellotto, quando arriva nello studio dello zio, si trova già il lavoro fatto, ne intuisce la portata, capisce come far diventare monumentale e magnifico ogni paesaggio dipinto». Quindi, se il Canaletto si impose per la sua tecnica, conseguenza dell’Illuminismo, Bellotto fece tesoro delle opere dello zio per dare seguito alla corrente artistica, aggiungendo novità e personalizzando uno stile già molto apprezzato, con una "personalità forte, una visione più realistica e malinconica".
Milano, arte: "Bellotto e Canaletto", visita della mostra
"La nuova esposizione si iscrive nella continuità delle grandi mostre che abbiamo realizzato nella nostra sede museale a Milano - ha spiegato alla presentazione Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo -. Grazie ai prestiti di musei e collezionisti di tutto il mondo, abbiamo portato in citta' le opere dei massimi interpreti del vedutismo, per ripercorrere una delle stagioni più luminose della pittura italiana ed europea". Infine, la mostra dà spazio alla riscoperta dell’inventario della casa del Bellotto a Dresda, distrutta dal bombardamento prussiano del 1760. "In particolare l’inventario, esposto in mostra, ha permesso di conoscere la straordinaria e ricca biblioteca di Bellotto - ha spiegato Giovanni Morale, coordinatore di Gallerie d'Italia - svelando le passioni dell'artista che abbracciavano letteratura, teatro, musica, collezionismo e di conseguenza, la sua straordinaria cultura".