Morto Max Gallo, lo storico con la passione per la Francia
Romanziere e accademico, è stato uno degli intellettuali più importanti e popolari francesi. Si è spento all'età di 85 anni, da anni era affetto dal Parkinson
2 minuti di lettura
PARIGI - È morto lo storico francese Max Gallo: è quanto scrive Le Figaro.fr. Aveva 85 anni e una vera passione per la storia della Francia che ha contribuito a rendere alla portata di tutti, così come sognava di fare da quando era bambino. Da anni era affetto dalla sindrome di Parkinson.
Tra gli intellettuali più importanti e popolari di Francia, Gallo ha pubblicato un centinaio di libri e partecipao costantemente e attivamente alla vita politica del suo Paese. Membro del Parlamento Europeo e del Parlamento francese nelle file del Partito Socialista, il 31 maggio 2007 è stato eletto al seggio 24 dell'Académie française, precedentemente occupato da Jean-François Revel. È stato editorialista di L'Express e direttore de Le Matin de Paris. In politica si impegnò con il presidente socialista, Francois Mitterrand. Portavoce del terzo governo di Pierre Mauroy, fu tra i fondatori del Mouvement des citoyens con Jean-Pierre Chevènement, prima di annunciare, nel 2007, il suo sostegno a Nicolas Sarkozy.
Figlio di emigranti italiani, nasce a Nizza il 7 gennaio del 1932. Il padre, piemontese, aveva lasciato la scuola dopo il diploma di scuola a undici anni, la madre era originaria dell'Emilia-Romagna. Quando si trasferiscono a Nizza, Max guarda passargli accanto la seconda guerra mondiale, vive l'occupazione, sfiora la liberazione di Nizza e s'innamora della storia. Più pratico, il padre lo indirizza a studi tecnici e poi alla carriera militare perché diventi ufficiale. Il governo Mitterrand in una foto del 23 marzo 1983 (afp)
Ma Gallo sceglie l'insegnamento. Con un dottorato in storia conseguito nel 1960, diventa professore all'università di Nizza. Nel 1968, rifiuta un posto alla Vincennes University per continuare a insegnare all'Istituto di Studi Politici di Parigi. Il suo scopo: tramandare l'amore per la Francia ai più giovani. Così scrive storie, vere, bellissime vite che riporta con precisione. Vita di Mussolini (Laterza), La notte dei lunghi coltelli (Mondadori), Garibaldi. La forza di un destino (Bompiani), e anche Lettera a Robespierre (Collana L'alingua).
Raggiunge il successo con i suoi "romanzi storici". Il corteo dei vincitori. (Rizzoli), Caino e Abele (San Paolo ed.), Re Sole (Mondadori), Era Dio (Mondadori), il libro-testimonianza Martin Gray, In nome dei miei (Rizzoli), Il giudice e il condottiero (Longanesi), Caesar. L'italiano che dominò il mondo (Mondadori) e sua è anche la collana di libri su Napoleone Bonaparte, dalla quale fu tratto il film per la tv Napoléon di Yves Simoneau (Napoleone, la voce del destino. Napoleone, il sole di Austerlitz. Napoleone, i cieli dell'impero. Napoleone, l'ultimo immortale). 31 gennaio 2008, Max Gallo con Alain Decaux all'Academie Francaise di Parigi (afp)
Sposa Marielle Gallo-Boullier, anche lei scrittrice, con il nome Marielle Gallet, ma anche avvocatessa e madre di tre figli, candidata del Movimento dei Cittadini di Parigi nel quindicesimo arrondissement alle elezioni parlamentari del 1993, membro del consiglio nazionale della Sinistra moderna, eletta il 7 giugno 2009 deputato al Parlamento europeo nella lista europea della maggioranza presidenziale in Île-de-France. Che del marito, e delle sua malattia, scrive nel libro Bella Ciao. "È facile amare quando si uno è giovane, bello, ricco e intelligente". Nel libro ripercorre i suoi anni felici con lo scrittore per arrivare alla loro lotta quotidiana contro il Parkinson.
Max Gallo si trasferisce a Parigi negli anni Settanta. Di quella che diventa la sua città diceva: "Non riesco a immaginarmi in un'altra città e, a Parigi, non mi vedo in un arrondissement diverso dal quinto. Vi ho abitato in posti diversi: in place de la Sorbonne, in place Maubert, centro della vita medievale, e adesso in place du Panthéon. Vivo qui dal 1970 e in questo appartamento da trent'anni, non posso far cento metri senza salutare qualcuno. La gente è qui da sempre. Per me il boulevard Saint-Michel è quasi una frontiera. E anche la collina è diversa se la si abborda da una parte o dall'altra: quando scendo, non vado mai verso rue Mouffetard, il mio percorso passa da Saint-Jacques. Cardo della città romana".