Cultura

Piccoli editori nascono ai tempi del covid

Si chiamano Utopia e Polidoro, una a nord l’altra a sud: due giovanissime realtà animate da under 30 che puntano a riportare in libreria titoli introvabili e scoprire nuove voci. Di qualità
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Il nome è il messaggio. E nel nome scelto da questa piccolissima casa editrice milanese, arrivata sul mercato appena un mese fa, c’è già tutto il programma. Sì perché Utopia è una nuovissima, minuscola ma molto ambiziosa realtà editoriale nata in piena pandemia. La anima una squadra di sette under 30 che condividono la passione per la letteratura di qualità. A tale categoria appartengono a tutti gli effetti le prime quattro uscite (l’ultima il 26 novembre), che alternano grandi recuperi, italiani e internazionali, a importanti voci contemporanee: è il caso di Anne Carson, tra i favoriti all’ultimo Nobel, di cui esce ora il suggestivo Economia dell’imperduto, ma della quale verranno tradotti da Utopia tutti i saggi, finora mai pubblicati in Italia.
 
“Siamo arrivati in libreria poco più di un mese fa, ma l’idea è nata in piena emergenza coronavirus, tra febbraio e aprile scorso”, racconta il giovanissimo editor Gerardo Masuccio. “E il nome che abbiamo scelto riassume bene la nostra scommessa”. Nessuno di questi sette ragazzi era nato infatti quando, nel 1989, Camilo José Cela vinse il premio Nobel per la letteratura: è lui, insieme a Massimo Bontempelli, uno dei due protagonisti intorno a cui l’avventura di Utopia ha mosso i primi passi. Cominciando proprio con l’andare a chiedere a figli e nipoti dei due scrittori, che da anni in Italia non venivano più ristampati, i diritti per ripubblicarli: sono Gente nel tempo di Bontempelli e La famiglia di Pascual Duarte di Cela i primi due titoli portati, insieme, in libreria. Due autori legati da un filo sottile, continua Masuccio, “perché se Bontempelli ha teorizzato il realismo magico è in Cela che questo si realizza”. Ed è a questa continuità in termini di poetica, a una sorta di coerenza tra le opere pubblicate, che si vuole ispirare il catalogo di Utopia, che “nel giro di un paio d’anni porterà in Italia una trentina di grandi voci della letteratura internazionale”. Come se i titoli in esso contenuti fossero i capitoli di un libro ancora più grande che è il catalogo stesso.
 
Sul sito di Utopia è anche possibile scoprire i retroscena dell’attività editoriale e venire a sapere, per esempio, che è stata la vedova di Piero Scanziani – scrittore oggi trascurato, ma negli anni Ottanta a un passo, più volte, dal Nobel, candidato da Mircea Eliade, suo amico e ammiratore – a concedere il diritto di riportare i titoli del marito in libreria, uno dopo l’altro. A cominciare da quell’Avventura dell’uomo, bellissimo saggio che si interroga sul mistero della vita, ripercorrendone con forza poetica tutte le stagioni.
 
E per l’anno prossimo Utopia ha in cantiere una decina di titoli, tra nuove traduzioni (dal francese, dall’arabo, dal russo, dal danese, persino dal tamil) e recuperi. Tra i primi, le scrittrici Sigrid Undset, premio Nobel scandinavo nel 1928, e la mauriziana Ananda Devi. Un bel programma ambizioso, dunque, supportato dal fatto che l’esordio in libreria con il romanzo di Bontempelli ha venduto oltre duemila copie in poche settimane ed è già in ristampa.
 
Piccoli editori nascono dunque, anche ai tempi del Covid. Oppure crescono, si consolidano e vivono una nuova e stimolante stagione. Dal nord al sud, è questo il caso della Polidoro Editore: altra piccola casa editrice indipendente che ruota intorno, anche qui, a una squadra di under 30, con base a Napoli. Nata qualche anno fa da un’idea di Alessandro Polidoro con lo scopo di concentrarsi sulla città e le sue tradizioni, ha ben presto cambiato pelle ritagliandosi un posto interessante nel panorama non solo locale. In catalogo figurano importanti recuperi di classici presentati però attraverso opere minori mai edite in Italia o non più edite da parecchi decenni. Non solo. Da un paio d’anni, l’attenzione e l’entusiasmo di questi giovani si sono rivolti alla narrativa straniera, in particolare di lingua ispanica o, ancor più, ispano-americana, portando nel nostro Paese voci autorevoli ma ancora poco conosciute.
 
Per esempio la cilena Diamela Eltit, di cui Polidoro ha tradotto ora, per la prima volta in Italia, il suo Manodopera, un romanzo in cui l’autrice – che si è affermata in patria, in piena dittatura, come una delle voci più impegnate nella resistenza al regime di Pinochet – affronta da una interessante prospettiva i temi attualissimi del lavoro, lo sfruttamento, il controllo sui corpi, la discriminazione e le questioni di genere, offrendoci una lettura critica quanto cinica della società contemporanea.
 
Ma la seconda vita della Polidoro Editore si è sviluppata anche in piena pandemia. Non senza difficoltà dunque, trasformate però in nuove occasioni. “Da marzo non ci siamo mai fermati”, racconta Cecilia Laringe, “anzi ci siamo reinventati, con un palinsesto online, attivo ancora oggi, fatto di dirette, reading e incontri con gli autori sui nostri canali social e in collaborazione con librerie e gruppi di lettura”. Tra gli ultimi, la diretta proprio con Diamela Eltit e la sua traduttrice italiana e, a proposito di riscoperte e grandi classici, la lettura dalla raccolta di poesie di Herman Melville, pubblicata in tarda età e rimasta troppo a lungo inedita in Italia, John Marr e altri marinai che Polidoro Editore ha da poco riportato in libreria.