Cultura

Il grande gioco del Barnum forzaitaliota

Dall'archivio: articolo pubblicato il 5 settembre 2003 .. A Milano c' è un tribunale montagnardo; condannando elude la questione del come mai avvenissero tante baratterie...
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C' era un oratore da banchetto, pronto e infallibile anche sull' argomento più ostico che i commensali scegliessero a sorpresa: a esempio, «femore»; e lui volava. «Il femore, o signori, è un osso d' armoniose proporzioni». Loquela innocua, spendibile nelle cerimonie nuziali, funebri, accademiche. Fioriscono anche elocutori meno dediti all' arte pura. Eccone uno nelle cui ballate spesso figura Berlusco felix (così i contemporanei chiamano Lucio Cornelio Silla, al quale riesce ogni impresa). L' anno scorso avevo raccolto due detti memorabili: una similitudine (l' affarista barzellettiere paragonato a De Gaulle) e l' articolo dove, a proposito del conflitto d' interessi, enumerava tre effetti negativi. Primo: finché sia malvista dall' Europa, Mediaset non acquisirà mai i "gioielli televisivi" continentali; Deo gratias, direi. Secondo, la Rai è succuba della sinistra. Infine (salto acrobatico), i pubblici ministeri sono strapotenti e impuniti. Stavolta, fulmineo, risponde ai motivi della sentenza Imi-Sir e Lodo Mondadori stroncandola (Corriere della Sera, 8 agosto). Hanno cinque colpe gli autori: predicano valori morali; dipingono l' imputato; rievocano le polemiche esplose durante il processo; rivendicano l' imparzialità; scrivono storia. Roba da "giustizia militante", "tribunali speciali", "Stato etico" (i modelli novecenteschi sono corti moscovite 1936-38, il Volksgerichthof nazista, i nove scherani in divisa nera che condannano i "traditori" fascisti a Verona, 10 gennaio 1943). Poi spiega come motivino le sentenze i "buoni sistemi giuridici".

 

Indi declama punti interrogativi: cosa legittima gli ayatollah togati al mestiere storiografico? (lui compone historiettes divulgative); può un giudice dolersi degli attacchi subiti?; non è "conflitto d' interessi" pari al berlusconiano? Ormai nei circoli neutrali è mala physiognomìa avere riflessi morali e una testa che pensa. Irriconoscibile. Ha cambiato stile, dalla prosa notarile al canto impetuoso e ventila l' idea d' una falsa giustizia milanese. Forse qualche credulo beve ma ogni lettore sveglio fiuta il trucco, svelato nell' intervista al presidente del collegio (p. 10). Perché due atipiche pagine introduttive? Risposta: "uno scatto d' orgoglio"; avevano taciuto anni interi sotto infami contumelie. Risposta limpida, noncurante dei commenti obliqui. L' ex-ambasciatore pilucca nelle due pagine, ignorandone 535. Se cerca una macchina critica d' ottima fattura, legga quelle sui reperti, dalle minute d' atti giurisdizionali sequestrate negli archivi d' avvocati-ombra ai conti bancari esteri: Corte d' appello e Cassazione diranno se resti qualche dubbio; spacciarle come fiction politicante è gesto falsario. Lo lasci agl' interessati o al personale del Barnum forzaitaliota.

 

Gli argomenti della seconda metà tagliano il fiato: a Milano c' è un tribunale montagnardo; condannando elude la questione del come mai avvenissero tante baratterie. Qui pesca nel Foglio 7 agosto, fonte quasi biblica: delinquevano tutti, politici, imprenditori, finanzieri, "persino alcuni magistrati" (infatti, sedevano alla sbarra nelle aule milanesi); correva una "contabilità perversa" tra economia e politica; burocrati corrotti; imprenditori d' avventura perseguivano impunemente disegni impensabili nel mercato. Ha descritto benissimo l' impero televisivo fondato sul privilegio. Allora è una fandonia la ghigliottina con cui "i comunisti", manovratori della magistratura eversiva, decapitano l' Italia liberal-cattolica affossando una virtuosa classe politica: nei primi anni Novanta il malaffare pullula dovunque un pubblico ministero scavi; anzi, basta grattare col dito; e ripullula nel terzo millennio sotto l' ala liberista (perciò gli homines novi vogliono procure ministeriali, affinché nessuno disturbi gl' integrati). Resta l' ultimo quarto, sbalorditivo. Che la malattia richiedesse terapie politiche, l' aveva detto Craxi (eponimo del sistema). Oggi l' ascolteremmo. Se vuol essere fedele alla sua missione storica, B. rilanci l' idea: ha tutti i titoli; "vecchio imprenditore", conosceva a menadito i giri. Non è perfida ironia. Gli consiglia mosse clamorose: promuovere un bagno collettivo; esca "dal pantano in cui rischiamo" d' affogare; "vol