Ecco la cinquina finalista del Premio Campiello: Fabio Bacà (Nova, Adelphi, 8 voti); Antonio Pascale (La foglia di fico, Einaudi, 7 voti); Daniela Ranieri (Stradario aggiornato di tutti i miei baci, Ponte alle Grazie, 7 voti); ; Elena Stancanelli (Il tuffatore, La nave di Teseo, 7 voti); Bernardo Zannoni (I miei stupidi intenti, Sellerio, 7 voti).
La votazione per la scelta dei cinque finalisti da parte della Giuria dei letterati, presieduta per il secondo anno consecutivo da Walter Veltroni, si è svolta all'università di Padova. Come sempre al Campiello i voti dei giurati sono palesi. In apertura Veltroni facendo riferimento alla difficile fase storica che stiamo attraversando ha voluto restituire alla letteratura un valore sociale: " E' un momento difficile per tutti noi, perché aleggia sul nostro mondo un senso di cupezza: prima la pandemia, poi la crisi economica, poi la guerra in Ucraina, un fardello pesante, soprattutto per i giovani, che sentono ciò che accade come una sorta di furto del loro futuro. In questo scenario la letteratura può offrire una speranza e restituire il valore del rispetto verso gli altri, oggi quanto mai necessario da recuperare".
E' invece Francesca Valente, con il romanzo Altro nulla da segnalare (Einaudi), la vincitrice del Campiello Opera Prima per la sua capacità di reinventare "letterariamente - a partire da un'esperienza reale degli anni Ottanta - il mondo dei pazienti psichiatrici, portando nella vita quotidiana di un reparto ospedaliero uno sguardo straniante e sdoppiato: quello della voce narrante e quello dei rapporti stesi dagli infermieri, presentati come veri referti documentari". Il riconoscimento "Opera prima" viene attribuito dal 2004 a un autore al suo esordio letterario.
Non è la prima volta che un autore escluso dal Premio Strega entra in gara al Campiello. La foglia di fico di Antonio Pascale quest'anno era stato escluso dai dodici candidati selezionati dal comitato direttivo dello Strega ma ora ha la possibilità di giocarsi un'altra partita: il romanzo, un memoir di formazione sentimentale sulla giovinezza a Caserta dell'autore, sarà ora letto e giudicato dalla Giuria dei trecento lettori chiamati a scegliere il vincitore, questa volta con voto anonimo. Così come sarà curioso vedere se Daniela Ranieri e Fabio Bacà ce la faranno a rientrare anche nella cinquina del Premio Strega per poi giocare parallelamente una doppia partita. Bacà in Nova racconta con humor ed esattezza di un neurochirurgo e alle prese con il suo cervello, la rabbia e le emozioni difficili da controllare. Nello Stradario aggiornato di tutti i miei baci di Ranieri protagonista e l'amore in tutte le sue possibili variazioni: leggero, ipocondriaco, nevrotico... Il romanzo di Elena Stancanelli, Il tuffatore, racconta la parabola di Raul Gardini, uno dei più importanti industriali italiani, intrecciandola a quella del nostro Paese, evocando un mondo scomparso, fascinoso e arrogante. Bernardo Zannoni dà invece la parola agli animali, precisamente a una faina: I miei stupidi intenti è la sua immaginifica storia raccontata di suo pugno. Inutile dire che alla fine è di noi umani che indaghiamo i segreti.
La finale del Premio Campiello, promosso da Confindustria veneta, sarà il 3 settembre.