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Più libri più liberi, Nafisi e Lahiri ad Arena Robinson: "Letteratura è libertà"

Le due grandi scrittrici parlano della grande battaglia delle donne iraniane: "Combattono contro la confisca della loro identità"
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Azar Nafisi e Jhumpa Lahiri, portano la grande letteratura femminile ad Arena Robinson. Una letteratura ancorata al presente che con Nafisi sul palco, nei giorni della rivolta delle donne iraniane, diventa un inno alla libertà.

"Questa non è solo una rivolta contro un governo, questo è un movimento esistenziale - risponde Nafisi intervistata da Gabriella Colarusso - le donne combattono contro la confisca della loro identità, nazionale e individuale. Togliersi il velo è una questiona politica".

"Io non sono ottimista sono speranzosa come dice il poeta iraniano Václav Havel - dice Nafisi - spero che tutto questo abbia un senso. Pensate a un governo che in un attimo spazzi via tutta la vita che avete costruito? Come reagireste? Per la libertà biosgna sempre combattere". 

Lahiri in questi tempi bui sta traducendo Ovidio: "Vi chiederete cosa c'entrano Le Metamorfosi con quello che succede. C'entrano molto. Ovidio ha uno sguardo così inteso, ricco e intelligente, soprattutto sulla condizione delle donne: racconta donne che perdono la voce. Per affermare il desidero femminile, le donne devono usare intelligenza e scrittura".

Cosa leggerebbe l'autrice di Leggere Lolita a Teharan alle giovani donne della Teheran di oggi? "Voglio raccontarvi la storia di una mia studentessa che amava i romanzi di James - dice Nafisi - era musulmana praticante, non aveva mai lasciato l'Iran ma nonostante questo si era innamorata di uno scrittore di cui non parla la lingua: è questo quello che fa la letteratura, crea empatia. Letteratura è entrare nell'altro, capire l'altro".

Nafisi, molto tempo dopo averla persa di vista, ha scoperto che la sua studentessa era stata impiccata. "Me lo ha raccontato un'altra studentessa, dicendomi che avevano diviso la cella e che in una delle prigioni più dure di Teheran si divertivano parlando una di James e l'altra di Fitzgerald. I libri non l'hanno salvata, mi direte. Ma in un mondo di tiranni, la letteratura è un modo per opporsi ai totalitarismi".


"Lo slogan donna vita libertà ridefinisce donna, vita e libertà" dice Nafisi. "Cosa vuol dire essere donna? - si chiede Lahiri - significa domandarsi cosa vuol dire avere un corpo e un'anima femminile. Pensiamo ai capelli sciolti di queste ragazze che ondeggiano perché urlano. Ma i capelli delle donne ondeggiano anche quando ridono: sono una metafora di libertà". Riappropriarsi della propria voce, del proprio corpo, anche grazie ai libri: ecco la libertà.