Jerry Siegel e Joe Shuster come Proust, Primo Levi, Tomasi di Lampedusa, la Rowling di Harry Potter: anche loro hanno subito tanti rifiuti prima di ottenere un successo che li ha fatti conoscere in tutto il mondo. Anche l’idea di un Superman che a fumetti difendeva l’umanità, proposta dai due ventenni (entrambi del 1914) agli editori fin dal 1934, è stata rifiutata per quattro anni. Solo nel 18 aprile del 1938 avrebbero visto uscire il celebre Action Comics n.1, con in copertina un essere dalla forza sovrumana che solleva un’automobile con la stessa facilità con cui si alza un foglio di polistirolo. Intorno a lui un’umanità attonita. E così da 85 anni l’immaginario collettivo ha un eroe in più, un personaggio che è cambiato nel corso dei decenni e che è stato interpretato da decine e decine di sceneggiatori, disegnatori (e inchiostratori, e coloristi) diversi.
Com’era magnificamente ingenuo il primo Superman che partiva in volo quando Clark Kent (il timido giornalista che gli faceva da alter-ego) riusciva a trovare un nascondiglio (di solito la famosa cabina telefonica) per cambiarsi d’abito e poter apparire nel suo magico costume con la "S" sul petto e il mantello sulle spalle. Com’è diverso e consapevole, ora. In 85 anni Superman è volato dal fumetto nei cartoni animati, negli sceneggiati radiofonici e televisivi, è diventato videogioco, spettacolo teatrale, romanzo. E poi naturalmente film con attori ed effetti speciali che rendano sempre più verosimili le sue azioni e il suo mondo, perché Superman possa trasportarci in un mondo parallelo credibile ed empatico in cui le sue storie vengono continuamente aggiornate.
In occasione di questo 85mo anniversario Panini Comics propone molti volumi con Superman assai diversi. Per esempio: quante volte è stata raccontata la sua nascita, ovvero il viaggio spaziale compiuto dal piccolo Kal-El da Krypton fino a Metropolis, due luoghi immaginari, uno nello spazio, l’altro sul pianeta terra? L’ultima è la versione scritta da Frank Miller e disegnata da John Romita jr (due fuoriclasse del fumetto) in “Superman Anno Uno”.
Ciò che inizialmente veniva raccontato come un semplice antefatto, qui diventa una lunga, profonda tragedia. Superman non è solo l’essere che stupisce i terrestri volando, ma un immigrato straniero che il padre spedisce lontano, dove non ci sia guerra e distruzione che rendono invivibile l’esistenza. La formula milleriana del racconto frammentato in tante didascalie acuisce il senso tragico di questo lavoro fin dalle prime vignette in cui si vede Krypton bruciare: “L’aria sembra ribollire. Il fulmine sfolgora. Il tuono romba. Una tempesta planetaria. Non c’è pioggia né sollievo alcuno. La crosta ruggisce e si strappa. Tutto cade e strepita e si frantuma. Tutto grida”. Quando il bambino inviato nello spazio atterra in un campo del Kansas è avvolto in un enorme mantello rosso con la S che sembra un marchio commerciale. Allora colui che diventerà il padre adottivo di Superman (Jonathan Kent) accogliendolo lo vedrà e, rompendo per un momento l’epica con una nota di quotidianità, esclama: “Bè, questa le batte tutte…”.
Invece nel volume “Superman: Stagioni”, Tim Sale e Jeph Loeb, raccontano con realismo la trasformazione di Superman da ragazzo di campagna a più grande difensore della Terra. Sono stati tanti i problemi etici e filosofici che Superman (e i loro autori) hanno dovuto affrontare soprattutto nel corso degli ultimi decenni. Per esempio: di fronte all’impossibilità di salvare tutti gli umani in pericolo di vita, in che maniera scegliere? E ancora: fin dove può spingersi l’Uomo d’Acciaio pur di salvare una singola vita? La risposta in un fumetto che vive (alla maniera del Kubrick di 2001) nelle profondità dello spazio, dove ha luogo un lungo viaggio interiore scritto da Tom King e disegnato da Andy Kubert.
E per chi volesse ripercorrere alcune delle tante facce di Superman nel corso del tempo c’è anche un volume antologico: “Il grande libro di Superman” raccoglie molte avventure che hanno segnato l’evoluzione dell’Uomo d’Acciaio nel corso degli anni. Dall’esordio del 1938 alla rinascita del 2016 (dopo la popolarissima avventura che ne decretava la morte), senza dimenticare le apparizioni in radio e sugli schermi di TV e cinema. Un grande volume che celebra i creatori originali e ricorda tutti gli autori e i disegnatori più famosi che hanno lavorato sulle storie dell’Uomo del Domani, da John Byrne a Grant Morrison, da Alex Ross a David Goyer.