Nel 1983 una mostra presso la Triennale di Milano dal titolo Dal cucchiaio alla città nell’itinerario di 100 designers racconta alcuni dei progettisti del celebre design Made in Italy. Il titolo della mostra riprende le note parole di Ernesto Nathan Rogers che nella Carta di Atene del 1952 così spiegava l’approccio indistinto del designer milanese alle prese con la sedia e con il grattacielo. Il manifesto per la mostra è di Heinz Waibl. Una linea diagonale definita da nomi di progettisti e studi composti in un sans serif bold, corpo ridotto e bandiera a sinistra in sfumatura di colore dal verde al rosso al blu; il titolo, stesso carattere, è in nero, corpo più grande, tutto minuscolo, rigorosamente moderno.
La grafica di Heinz Waibl (1931-2020) entra a pieno titolo nella storia della grafica italiana delle origini. Abbandonati gli studi al Politecnico, Waibl si forma presso Max Huber sviluppando una particolare sensibilità all’uso della tipografia e alla composizione. In quegli anni Milano è un laboratorio caratterizzato da un confronto aperto tra progettisti, aziende e personaggi della cultura. Waibl firma lavori per La Standa, la Rinascente, Borsalino, l’allora giovane azienda meranese FLOS. I suoi marchi sono il risultato eccellente di una ricerca di sintesi tra senso e segno, i suoi manifesti esempi di buona composizione in linea con le tendenze internazionali.
L’altra metà è la storia di Siegfried Höllrigl (1943). Compositore tipografico e correttore di bozze, Höllrigl fonda nel 1985 a Bolzano, per spostarsi due anni più tardi a Merano, il laboratorio di letteratura, tipografia e grafica Offizin S. Recuperando materiali e macchinari da stampa dismessi così come modi e tempi di una produzione artigianale, Höllrigl da vita a un’esperienza che riscopre l’importanza di un lavoro che mira a tenere insieme forma e contenuto. Offizin S è un luogo di incontri e relazioni, proprio come lo furono le tipografie di un tempo. Ed è qui che Höllrigl e Waibl, meranese di origine, si conoscono.
È l’incontro tra due mondi apparentemente molto distanti, il design e la stampa artigianale, la cui differenza sta tanto nel come quanto nel cosa. Eppure, è una distanza che sembra ridursi, almeno per un attimo, nei Passerblätter, sette “tipoesie” a colori, stampe materiche realizzate con caratteri in legno e piombo firmate da Höllrigl e Waibl. In questo frammento di storia e di progetto possiamo vedere un passatempo così come un manifesto. In ogni caso non possiamo evitare di chiederci se non ci sia ancora oggi bisogno di riscoprire forme di coesistenza tra arte, design e artigianato.