Florida, vietata in una scuola la poesia recitata da Amanda Gorman all'insediamento di Joe Biden
di Anna Lombardi"Oggi da noi basta un solo genitore a proibire un libro di poesie in classe. Eppure non basta un intero paese a vietare i fucili d'assalto che nelle classi fanno stragi di bambini". Amanda Gorman, 24 anni, la giovane poetessa afroamericana che nel 2021 fu chiamata da Joe Biden a comporre una poesia per il suo insediamento alla Casa Bianca , via Twitter va dritto al punto. Il libro che includeva The Hill We Climb, la collina che scaliamo. I versi, appunto, letti davanti all'America intera e scritti - lo svelò lei stessa - nelle drammatiche ore successive all'assalto a Capitol Hill che sconvolse il Paese - è stato rimosso dalla biblioteca della Bob Graham Education Center di Miami Lakes, una scuola elementare della Florida. Perché un solo genitore, che l'ha pure erroneamente attribuito a un'altra afroamericana celebre, la regina dei salotti Oprah Winfrey, ha ritenuto quella poesia "un messaggio di odio". Accusando l'autric…
"Oggi da noi basta un solo genitore a proibire un libro di poesie in classe. Eppure non basta un intero paese a vietare i fucili d'assalto che nelle classi fanno stragi di bambini". Amanda Gorman, 24 anni, la giovane poetessa afroamericana che nel 2021 fu chiamata da Joe Biden a comporre una poesia per il suo insediamento alla Casa Bianca , via Twitter va dritto al punto. Il libro che includeva The Hill We Climb, la collina che scaliamo. I versi, appunto, letti davanti all'America intera e scritti - lo svelò lei stessa - nelle drammatiche ore successive all'assalto a Capitol Hill che sconvolse il Paese - è stato rimosso dalla biblioteca della Bob Graham Education Center di Miami Lakes, una scuola elementare della Florida. Perché un solo genitore, che l'ha pure erroneamente attribuito a un'altra afroamericana celebre, la regina dei salotti Oprah Winfrey, ha ritenuto quella poesia "un messaggio di odio". Accusando l'autrice di "voler creare confusione e indottrinare gli studenti".
Forse irritato da quei versi in cui ci si interroga sul "...Dove cercare luce, nel buio senza fine? La quiete non è sempre pace. La legge non è sempre giustizia. Ma l'alba arriva prima di quanto crediamo. E non ci mostra una nazione a pezzi: ma semplicemente incompiuta". E, dove, appunto riferendosi alla rivolta, Gorman conclude: "Abbiamo visto forze capaci di distruggere anziché unire. Capaci di mettere la democrazia in sospeso. Ma se la democrazia può essere periodicamente spenta nessuno può permanentemente sconfiggerla".
E pensare che già all'indomani di quella lettura in mondo visione, il libro che conteneva i versi scritti in onore di President Biden, erano già bestseller: in cima alle classifiche dei libri più venduti prima ancora di approdare sugli scaffali. Con la scrittrice e giornalista di origine russa Masha Gessen, autrice, non a caso di un saggio pluripremiato come The Future is History a esaltarla sul presigioso settimanale New Yorker: "Quei suoi versi capaci di guardare avanti sono la risposta più diretta alla retorica di Trump, intrappolano i suoi sostenitori nell'irreale nostalgia del passato, costringendoli a vivere un eterno, drammatico presente".
Evidentemente la stessa nostalgia di un passato utopico, conservatore e bianco che nella Florida di quel Ron DeSantis appena candidatosi anche lui alla Casa Bianca - con un'intervista rivelatasi un flop su Twitter - e un po' in tutta l'America, si sta trasformando in una vera guerra alla Cultura che ha portato perfino al licenziamento di una insegnante per aver mostrato un immagine, naturalmente nuda, del David di Michelangelo. Nuove regole danno infatti una sorta di potere di veto sui testi conservati nelle biblioteche scolastiche. Tanto che in tutto il Paese, ad Aprile erano ormai già 2253 i titoli banditi. Con la triste conta - tenuta da Pen America, l'organizzazione no profit focalizzata sulla libertà d'espressione che già in Autunno ha pubblicato un rapporto intitolato "Banned in the USA: The Growing Movement to Censor Books in Schools" - da aggiornare di continuo, visto che vengono ormai aggiunti mediamente 100 nuovi titoli al mese. Già: perché se fino a poco tempo fa si vietavano 1-2 testi l'anno, oggi si parla di 5-6 al giorno.
"Censure non necessarie sono aumentate del 40 per cento rispetto a un anno fa", lamenta ora la scrittrice su Twitter. Notando che i divieti riguardano soprattutto voci queer o non bianche: ben sapendo che in testa alle triste lista di libri banditi c'è (sempre) L'occhio più blù, capolavoro della premio Nobel nera Toni Morrison. Ecco perché Gorman ha dunque annunciato che il suo editore, Penguin Randow House, ha intentato una causa contro la Contea di Escambia, Florida: per contestare le restrizioni sui libri. E ha invitato tutti a sostenere la battaglia con una donazione a Pen America.
Riferendosi poi al fatto che il libro è stato è stato "solo" spostato nell'area della biblioteca riservata ai lettori più grandi d'età, liceali cioè, ha aggiunto: "Chi afferma che il libro non è stato bandito, ma 'aged up', reso più adulto: The Hill We Climb è una poesia inaugurale per il mondo. Così si impedisce alle generazioni più giovani e altrettanto meritevoli di accedere a quel momento storico". Figlia di un'insegnante, lei lo sa bene: la poesia è stata la sua passione per tutta la vita. Un talento riconosciutole fin dal 2017: quando, a 16 anni appena, fu incoronata prima "National Youth Poet Laureate", sorta di Nobel per giovani poeti. "Sono una ragazza magra e afroamericana, cresciuta da una mamma single col sogno di diventare presidente che recita all'insediamento di un presidente", disse. Oggi è il nuovo simbolo della lotta per la libertà d'espressione. E lei ne è pienamente cosciente: "Quella che abbiamo davanti non è semplicemente una collina da scalare. Dobbiamo conquistarla".