Mentre l'acqua e il fango stanno sommergendo e devastando la regione di Kherson dopo l'esplosione della diga di Nova Kakhovka nel sud dell'Ucraina, anche Repubblica delle Idee - che l'8 giugno prende il via a Bologna con una anteprima dedicata al turismo e all'intelligenza artificiale - si occupa della guerra facendo parlare, nei due spazi della festa, piazza Maggiore e il teatro Arena del Sole, gli invitati del nostro giornale, gli analisti, ma anche le voci dissidenti che si alzano dal fronte russo.
È l'autore ucraino Andrei Kurkov, poliglotta che scrive in russo, in libreria con Diario di un'invasione, a raccontare "I mille volti della Russia" nel dialogo in collegamento con Vera Politkovskaja, figlia della giornalista d'inchiesta Anna, assassinata a Mosca nel 2006; con loro ci sarà Wlodek Goldkorn (domani sera, piazza Maggiore). "L'Ucraina vista da vicino" è il titolo dell'appuntamento che vedrà dibattere Lucio Caracciolo, Ezio Mauro e la direttrice dell'Istituto affari internazionali di Roma, Nathalie Tocci. A moderare è Fabio Tonacci (il 10, piazza Maggiore).
Sempre lui, col fotografo Fabio Bucciarelli, sarà la voce dello spettacolo "La guerra che non si vede. Le storie che i governi non vogliono raccontare. Parole e immagini dall'Ucraina". C'è anche il punto di vista di un militare, quello del generale Claudio Graziano, a confronto con gli inviati Paolo Brera e Corrado Zunino: quest'ultimo potrà raccontare dell'agguato a Kherson dove lui è rimasto ferito e dove è morto il collega Bogdan Bitik: in "Cronache di trincea" con Gianluca Di Feo (sabato, Arena del Sole).
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Sarà emozionante ascoltare dalla loro voce le testimonianze di due donne che si oppongono a Putin nella doppia conversazione "Fuga da Mosca. L'opposizione russa in esilio" con Rosalba Castelletti: Olga Misik è la giovane il cui gesto, nel 2019, ha fatto il giro del mondo quando con coraggio lesse la Costituzione durante una manifestazione contro il Cremlino. Anche Marina Ovsjannikova è oggi conosciuta ovunque per il suo gesto: la giornalista della tv di Stato venne arrestata per aver protestato con un cartello contro la guerra durante il telegiornale della sera (domenica mattina, Arena del Sole).