Cultura

Segni e sintomi. Per un nuovo immaginario Adriatico

Segni e sintomi. Per un nuovo immaginario Adriatico

Tra portolani contemporanei, sguardi socio-antropologici e l’avvicendarsi delle stagioni

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“Camere con Vista”, a cura di Cristiana Colli e Carlo Birrozzi, visitabile alla Rocca di Senigallia fino al 1 ottobre, racconta e interroga l’immaginario adriatico. In mostra Paola De Pietri, Luca Capuano e Pierluigi Giorgi.

Di recente, l’idea di una imminente nuova “via della seta” ha motivato una rinnovata attenzione nei confronti dell’Adriatico, passaggio ad Oriente del nostro Paese. Possibile oggetto di interventi infrastrutturali per l’intensificazione degli scambi e del traffico, l’Adriatico è tornato a suscitare un vivo interesse che permette da un lato il recupero di un immaginario denso e stratificato, dall’altro la messa a verifica dello stesso.  

La rapida urbanizzazione della fascia litoranea nel periodo del boom economico dovuta a una congiuntura di fattori quali un tessuto produttivo diffuso, le numerose realtà portuali, l’intensificarsi del turismo di massa, ha dato vita alla “città Adriatica”: un susseguirsi di insediamenti senza soluzione di continuità. Una città diffusa caratterizzata dallo scorrere parallelo alla linea di costa di ferrovia, viabilità stradale, insediamenti a uso temporaneo: strutture private, villini, colonie, pensioni, piccoli hotel, condomini. 

Distribuzione urbana e vocazione turistica hanno creato le condizioni per un ecosistema di cui il sociologo Bonomi ha parlato nei termini di “divertimentificio” e hanno fatto sognare una Los Angeles tutta italiana. 

Pier Vittorio Tondelli, nel suo Adriatico Kitsch, ancora nel 1982, descrive la costa adriatica come “una cosmogonia estiva e ferragostana della libido nazionalpopolare che, a dispetto dei decenni, delle mode e delle recessioni, persiste, più o meno intatta, nel costume e nelle manie della nostra gente […]”.

È proprio dal tema delle invarianze che prende avvio l’indagine di “Camere Con Vista. San Benedetto/Pesaro. Andata e ritorno” a cura di Cristiana Colli e Carlo Birrozzi; un progetto di committenza di opere fotografiche da destinare al patrimonio pubblico promosso dall’Associazione Demanio Marittimo km-278, dal Gabinetto Fotografico Nazionale dell’ICCD e da ISIA Urbino, selezionato nell’ambito di Strategia Fotografia 2022 e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Come dichiarano i curatori del progetto, e della relativa mostra, “Ancora oggi l’Adriatico è la vacanza, il mare, il viaggio con i suoi immaginari, il mito del loisir e dell’avventura, la cultura e gli eventi, la residenza temporanea che custodisce accoglienza e relazione”.

È questa identità forte e transitoria, al tempo stesso attuale e appena trascorsa che gli autori indagano seguendo strade diverse, scandagliando ecosistemi di segni che affiorano dai luoghi, le architetture, gli oggetti, i manufatti. 

In Scritto col Sole, Paola De Pietri racconta per mezzo di un uso sapiente della luce, la luce stessa e il modo in cui essa trasforma i luoghi attraverso le stagioni. Fotografie silenti e quasi disabitate, realizzate all’inizio della primavera, sono affiancate a immagini di un lungomare che va popolandosi, ordinato dal lavoro di riorganizzazione in vista dell’estate.
Mare Lungo di Luca Capuano è il racconto di un film mai realizzato. In mostra l’archivio di produzione contenente materiali visivi organizzati meticolosamente in ambientazioni, oggetti di scena, costumi, personaggi, appunti. Un alfabeto che viene offerto all’osservatore, messo a disposizione per essere appropriato e riscritto nelle innumerevoli storie possibili.
La De Riva Italiana di Pierluigi Giorgi osserva la costa della penisola dal mare. Uno sguardo parallelo e continuo a trecento metri da quella costa che porta i segni di un’espansione continua e spesso incontrollata, “non immune” – sottolinea l’autore – “alle conseguenze dei cambiamenti climatici come il sea level rise”. 

Camere Con Vista non è una mostra, ma una piattaforma di studio e ricerca sulle iconografie adriatiche. Così ai progetti degli autori si affiancano le indagini fotografiche ed editoriali di venticinque studenti di ISIA Urbino, una sezione antologica a cura di Massimo Raffaeli, i racconti multimediali di Alessio Ballerini che danno voce e volto ai testimoni di una stagione.
L’allestimento di Andrea Tabocchini Architecture, nella splendida cornice rinascimentale della Rocca di Senigallia, integra forme pure ed elementi specchianti, immergendoci in uno stato di quiete in cui l’osservazione si fa autoriflessione. 

Il piano del “Progetto 80”, programma economico nazionale per il quinquennio 1971/75, di creare un ‘Corridoio Adriatico’ dando vita a una metropoli di milioni di abitanti non ha visto la luce. E stando alle cronache recenti il destino della nuova “via della seta” pare sempre più incerto. Tuttavia, o forse proprio per questo, è necessario confrontarsi con un modello di sviluppo la cui progettualità mostra limiti e contraddizioni. Speriamo sia l’inizio di un nuovo racconto, che recuperi i significati più antichi e stabili dell’Adriatico, luogo fecondo di incontri e contaminazioni, rileggendoli a fronte degli sconvolgimenti di scenario provocati da crisi economiche, intensità e complessità dei nuovi fenomeni migratori, emergenze climatiche.


Testi e crediti immagini

Camere Con Vista. San Benedetto/Pesaro. Andata e ritorno, Rocca Roveresca di Senigallia. Viste dell’allestimento. Progetto di allestimento a cura di Andrea Tabocchini Architecture. Foto di Martina Simonato
 

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