Con scrittura diamantina e mente nitida, il filosofo tedesco di origini sud-coreane Byung-Chul Han torna a riflettere sul contemporaneo, pescando nel passato, nel saggio Vita contemplativa (nottetempo) un chiaro richiamo ad un confronto con la Vita activa di Hannah Arendt. Senza l’inazione siamo solo macchine. Perché l’inazione è il fine ultimo dell’umanità, sostiene Han con quella scrittura che …