Cultura

L’anima di Primo Levi. Al Memoriale della Shoah la collana di Repubblica

L’anima di Primo Levi. Al Memoriale della Shoah la collana di Repubblica

Oggi a Milano viene presentata l’opera dal direttore di Repubblica Maurizio Molinari, il direttore de la Stampa Andrea Malaguti, il professore Fabio Levi, presidente del Centro studi Primo Levi, e Domenico Scarpa, critico e studioso del Centro
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La tregua, romanzo capolavoro, inizia con il racconto, scarno e quindi feroce, di quella che sarebbe diventata la Giornata della memoria, ovvero quel 27 gennaio del 1945, quando l’Armata Rossa entra nel lager di Auschwitz e si mostrano ai soldati russi e al mondo intero l’orrore di quel male assoluto che è stato il nazismo e dell’Olocausto da esso scientemente, barbaramente e burocraticamente perpetrato. Primo Levi ha raccontato al mondo quel male del cui possibile ritorno purtroppo si continua a dibattere oggi alla luce di episodi inquietanti che vanno dalle varie forme di negazionismo agli atti vandalici contro le pietre d’inciampo e non solo. Ecco perché è necessario leggere e rileggere l’opera di questo grande autore, uno dei più importanti del 900. Ed ecco perché Repubblica ne propone in edicola la collana monografica curata dal Centro internazionale di studi Primo Levi di Torino in collaborazione con Einaudi che verrà presentata oggi al Memoriale della Shoah di Milano, uno dei luoghi simbolo della città antifascista, presso la piazza Edmond Jacob Safra 1, Stazione Centrale.

Dalle 15,30 ci saranno il direttore di Repubblica Maurizio Molinari, il direttore della Stampa Andrea Malaguti, il professore Fabio Levi, presidente del Centro studi Primo Levi, e Domenico Scarpa, critico e studioso del Centro. A moderare l’incontro, Marco Vigevani, agente letterario e direttore della programmazione culturale del Memoriale. Racconteranno l’importanza dei libri che troverete in allegato con Repubblica (a 8,90 euro più il prezzo del quotidiano): I sommersi e i salvati (già in edicola), Se questo è un uomo (dal 27 gennaio) e appunto La tregua (dal 3 febbraio). Seguiranno altri 12 volumi, a partire da Storie naturali, a completare una collana da collezione.

Il Memoriale della Shoah sorge nella zona sottostante il piano dei binari della Stazione Centrale di Milano, al Binario 21, dove furono caricati su carri bestiame i prigionieri in partenza dalle carceri di San Vittore verso i campi di concentramento e di sterminio. È dunque un luogo altamente simbolico per perpetuare il ricordo dell’Olocausto. Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla: ecco il senso dell’iniziativa di Repubblica: illustrare il significato più profondo dell’opera di Primo Levi, un’opera ampia e complessa che, proprio per questo si è scelto di intitolare “Primo Levi: un’anima di grande capienza”, un’espressione che venne coniata da un altro grande autore, Philip Roth, nella celebre intervista che fece a Levi per la New York Review of Books.

Così Roth coglieva la personalità di Levi, scrivendo di lui che «c’è un’unica anima, di invidiabile capienza e priva di saldature; direi che non solo il sopravvissuto e lo scienziato sono inscindibili, ma lo sono anche lo scrittore e lo scienziato».

Primo Levi è stato molte cose: partigiano deciso a combattere quel fascismo che oggi si esita a condannare, ebreo internato ad Auschwitz ma anche sopravvissuto allo sterminio che tenta di ritornare alla vita “normale”, alla professione di chimico nell’azienda Siva di Torino. Ma poi, naturalmente c’è anche lo scrittore e, ancora, l’appassionato e curioso cultore di etologia, linguistica, cosmologia. Ma per cominciare bisogna partire dal trittico dedicato all’esperienza del lager e poi al ritorno al mondo dei sopravvissuti a cui però l’esperienza attraversata non permetterà più di appartenere. Imparare la storia appunto. Per non ripeterla mai più.

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