Cultura

La collana su Primo Levi fa tappa al Binario 21 di Milano

La collana su Primo Levi fa tappa al Binario 21 di Milano
Le opere del grande scrittore ogni sabato in edicola con il giornale a partire dalla trilogia sulla Shoah. La presentazione con il direttore di Repubblica Maurizio Molinari e de La Stampa Andrea Malaguti
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Milano

Al di sotto dei binari della Stazione Centrale ogni treno in partenza innesca istanti di tremore, che rimangono impressi alle decine di scolaresche che ogni giorno visitano lo spazio. «Riproporre le parole dei classici, indispensabili per interpretare il presente, significa farle incontrare con i nuovi interlocutori e i nuovi contesti attraverso cui quelle stesse parole dovranno trovare nuovi significati» riflette mentre passano le classi in visita Fabio Levi.

Che ieri al Memoriale della Shoah, monito e museo scavato sotto il Binario 21 dello scalo milanese per ricordare le migliaia di deportati che da qui partirono trovando la morte nei campi di sterminio nazisti, è tra gli ospiti della presentazione di Primo Levi: un’anima di grande capienza. Ovvero la collana da quindici uscite che da sabato scorso e ogni sabato fino al 27 aprile porterà in edicola, in allegato con Repubblica e La Stampa, l’intera opera del grande scrittore torinese (euro 8,90 più il prezzo del giornale).

Presidente del Centro studi Primo Levi, Fabio Levi annuncia che entro il 2024 usciranno per la prima volta le corrispondenze tedesche del grande scrittore. E poi che l’istituzione che guida è in cerca di una sede a Torino. «Vorremmo trovarla presto per offrire un luogo aperto alla consultazione pubblica, assolvendo alla funzione mediatrice tra l’opera di Levi e il pubblico che questa collana incarna in modo tanto efficace. Fa emergere la forza di uno scrittore che alimenta il pensiero in modo accessibile senza semplificazioni, e che affronta la complessità facendosi domande, non imponendo risposte».

Al suo fianco anche Domenico Scarpa, critico e studioso del Centro, tra i curatori dell’iniziativa (che ovviamente ha coinvolto Einaudi, casa editrice di Levi) e autore del testo che ha accompagnato la prima uscita sabato 20. «Siamo partiti con I sommersi e i salvati del 1986, l’ultimo libro scritto da Levi. Tutt’altro che un testamento, piuttosto una scommessa sul futuro. In occasione del Giorno della Memoria sabato 27 uscirà Se questo è un uomo, il 3 febbraio La tregua con cui terminerà quella che ormai è conosciuta ovunque come la trilogia di Auschwitz. Le altre opere che seguiranno restituiranno l’idea di una personalità senza suture, in cui le vocazioni per la chimica, l’etologia, la scienza, la poesia erano un tutt’uno senza contraddizioni».

Grava sul Giorno della Memoria e non solo il peso della situazione in Medio Oriente, e per questo sono almeno tre le ragioni secondo Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, per riscoprire Levi. «La prima è che come insegnava Elie Wiesel il ricordo cristallino della Shoah è l’unico antidoto che abbiamo perché non si ripeta. E sebbene in Italia la situazione non sia drammatica come nel resto d’Europa e negli Stati Uniti, anche a Milano, Genova e Roma si segnalano aggressioni a chi indossa la kippah. La seconda è ricordarsi di combattere la zona grigia di chi di fronte alle aggressioni si volta dall’altra parte. La terza è capire come conservare e raccontare la storia oggi e in futuro, quando non resterà più nessuno dei sopravvissuti alla Shoah».

Andrea Malaguti, direttore de La Stampa, arrivando in treno da Torino ha riletto Se questo è un uomo. «Lo incontrai come molti al liceo, mi sono accorto per la lucidità e la sublime precisione della scrittura che andrebbe letto una volta l’anno. E penso in particolare al nostro Paese dove da almeno dieci anni vincono le forze antisistema promettendo ribellioni distruttive».

La collana. Primo Levi: un’anima di grande capienza

In edicola ogni sabato fino al 27 aprile con Repubblica e La Stampa l’intera opera di Primo Levi (a euro 8,90 più il prezzo del giornale). La prima uscita, I sommersi e i salvati, è ora in edicola. In occasione del Giorno della Memoria, sabato 27 gennaio, uscirà Se questo è un uomo; il 3 febbraio La tregua con cui termina quella che ormai è conosciuta come la trilogia di Auschwitz.

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