Chiara Valerio ricorda Michela Murgia: “Le tante lei che mi porto nel cuore”
di Chiara Valerio«Solenne e sfacciato come era lei. Lo voleva intitolare Il mio primo libro postumo, ma è il secondo. Gli autori di questo libro sono almeno tre. Michela Murgia che lo firma, Beppe Cottafavi che ha trascritto e editato l’intervista fatta a Michela Murgia poche settimane prima della morte, e Alessandro Giammei, curatore dell’opera di Michela Murgia, che ha rivisto e intersecato le parole dette ad alcune già scritte su altri media. Così, in Ricordatemi come vi pare (Mondadori, 2024), ci sono molte Michela Murgia. Michela Murgia non è mai stata una.
Giocavamo spesso, anzi direi sempre, sull’esistenza di molte Michela Murgia. Marcella, la mia compagna, aveva proposto che, tutti insieme, un gruppone di amici, le regalassimo per i cinquant’anni le bamboline di Murgia.…
«Solenne e sfacciato come era lei. Lo voleva intitolare Il mio primo libro postumo, ma è il secondo. Gli autori di questo libro sono almeno tre. Michela Murgia che lo firma, Beppe Cottafavi che ha trascritto e editato l’intervista fatta a Michela Murgia poche settimane prima della morte, e Alessandro Giammei, curatore dell’opera di Michela Murgia, che ha rivisto e intersecato le parole dette ad alcune già scritte su altri media. Così, in Ricordatemi come vi pare (Mondadori, 2024), ci sono molte Michela Murgia. Michela Murgia non è mai stata una.
Giocavamo spesso, anzi direi sempre, sull’esistenza di molte Michela Murgia. Marcella, la mia compagna, aveva proposto che, tutti insieme, un gruppone di amici, le regalassimo per i cinquant’anni le bamboline di Murgia. Murgia scrittrice, Murgia cuoca, Murgia attivista, Murgia al mare, Murgia al lago, Murgia a Trastevere, Murgia in radio, Murgia cantante, Murgia ballerina, Murgia azione cattolica, Murgia indipendentista, Murgia saggista, Murgia futuro interiore, Murgia portiere di notte, Murgia Campiello, Murgia Corea, Murgia che suona al citofono e si presenta con un altro nome, e così via.
Bamboline tridimensionali simili a quelle dei BTS, il gruppo coreano del quale, come di tutto, Michela Murgia ha fatto esegesi, traendo da canzoni e coreografie istanze politiche che andavano bel oltre gli idol coreani (anche se Michela Murgia non apprezzerebbe io dica che esiste qualcosa oltre gli idol coreani), e riguardavano tutti e tutte noi (Michela Murgia fino a un certo punto avrebbe utilizzato l’asterisco, poi la schwa).
Pensando che avremmo avuto tempo — perché questo significa, o così mi pare, essere in vita, avere tempo — abbiamo rimandato il regalo delle bamboline e ora che Michela Murgia è morta non ha più senso perché non c’è Michela Murgia per riderne. Questo fa la morte, puoi continuare a pensare a ciò che persone come Michela Murgia hanno detto e scritto, puoi raccogliere il gomitolo che Michela Murgia ha lasciato e srotolarlo, puoi ridere di ciò che Michela Murgia ha detto e scritto, — e in questa biografia collettiva si ride molto — ma non puoi più ridere con Michela Murgia e allora niente bamboline.
L’idea le era piaciuta tanto. Siamo stati così giovani fino allo scorso dieci agosto che ci bastavano l’intenzione di fare per ridere, discutere, ballare, protestare. Ci bastava l’immaginazione. Poi, il dieci agosto arde e cade e stop.
“Finita la commedia”, dicevano in italiano, di solito ubriachi, con tono stentoreo ma allappato, certi miei colleghi di studio a Cambridge, tanti anni fa.
Questa biografia contiene, riprendo, tante Michela Murgia. Michela Murgia bambina, Michela Murgia che cambia lavoro, Michela Murgia il cui apprendistato politico è stato testato, prima che nelle piazze, nei festival letterari, nei saloni, negli studi televisivi, sui social, in un gioco di ruolo, una comunità chiamata Lot — maghi, stregoni, e Alessandro Giammei medesimo — Michela Murgia blogger di denuncia e Michela Murgia come abbiamo potuta conoscerla, finalmente, quasi tutti, la scrittrice. Michela Murgia Accabadora, la bambolina che brilla nella letteratura italiana contemporanea e dalle quale gemmano altre Michela Murgia, oggi per esempio “Michela Murgia Ricordatemi come vi pare”.
Michela Murgia, come ci si aspetta, non finisce e non comincia, Michela Murgia continua, d’altronde ciò che è comparso in questo nostro mondo in una qualche forma non svanisce più, svanisce il “con”, ma rimangono “in su per tra fra”. Dunque, Michela Murgia che corre per la presidenza della regione Sardegna — ricordata da Alessandra Todde nella sera della sua elezione — Michela Murgia instagrammer, Michela Murgia sposa, Michela Murgia queer, Michela Murgia che mi prende un braccio, nel giorno del suo ultimo cinquantunesimo compleanno — il terrazzo di un albergo a Trastevere, il sole che riflette il suo cranio rasato e i miei occhiali da sole, il cameriere che ci sorride, mangiamo uova strapazzate — e mi dice: «Lasciamo perdere TikTok siamo troppo vecchie, non c’entra che ho poco tempo, proprio non è il nostro».
Michela Murgia antifascista. Michela Murgia antifascista. Michela Murgia antifascista. Tutte le Michela Murgia in questa biografia sono antifasciste. E sono certa Michela Murgia sia antifascista anche in questa forma attuale. No, non è una recensione, è un invito all’avventura di vivere da Michela Murgia che, rimanga scritto, amava molto il cosplaying.