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La nostra seconda vita

La nostra seconda vita

La Milanesiana a Milano ospita il medico ricercatore e immunologo con un testo su armonia e longevità. Che anticipiamo

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Siamo tutti in qualche modo rassegnati all’idea dell’invecchiamento come un processo inevitabile accompagnato al declino delle nostre capacità fisiche e intellettive. Ma è veramente così? Vediamo cosa ci dice la scienza.

Storicamente gli studi sulla longevità si sono sviluppati nei modelli preclinici (cellule e piccoli animali), partendo dai lieviti, organismi unicellulari sofisticatissimi, poi i vermi, le mosche, i topi e, infine, i primati. Sono state proposte numerose teorie ma una su tutte ha avuto dimostrazioni sperimentali di efficacia in tutti i modelli sperimentali: la restrizione calorica. Ridurre l’apporto calorico relativamente al dispendio energetico può allungare la vita e, soprattutto, ridurre l’incidenza di molte malattie.

Il medico ricercatore e immunologo Alberto Beretta
Il medico ricercatore e immunologo Alberto Beretta 

Nell’essere umano ancora non sappiamo se la restrizione calorica può allungare la vita. E’ un esperimento quasi impossibile da fare se non con estrapolazioni teoriche. Ma sappiamo che tenendo sotto controllo l'equilibrio energetico possiamo ridurre significativamente il rischio di numerose patologie.Dopo tutto è solo una questione di “armonia”. Il sinonimo scientifico della parola armonia è “omeostasi”. La parola omeostasi indica l’equilibrio fra le varie componenti dei sistemi fisiologici che regolano la vita delle cellule e dei tessuti. Quando intervengono alterazioni dell’armonia/omeostasi si rompono gli equilibri fra molecole, cellule e tessuti.

E’ l’inizio dell’invecchiamento. La perdita di armonia/omeostasi a sua volta può essere accelerata da fattori ambientali e dal modo in cui viviamo. Quando ciò avviene, l’invecchiamento si manifesta nelle sue forme più patologiche, quelle che noi ricercatori vogliamo e oggi possiamo, prevenire.

Perché se come scienziati possiamo sfidarci sulle tecnologie di allungamento della vita, come medici il nostro primo dovere è allungare gli anni di vita passati in salute, l’healthspan. Ridurre anche solo parzialmente l’incidenza delle malattie croniche associate all’invecchiamento e il loro impatto sulla vita della persona e dei suoi familiari creerebbe le condizioni per affrontare la nostra seconda vita, quella che inizia quando lasciamo ufficialmente il mondo del lavoro, in condizioni ottimali permettendoci di ritrovare un nuovo modo di vivere e, perché no, di lavorare mettendo al servizio dei giovani la nostra esperienza.Il completamento del primo grande progetto sul genoma umano, avvenuto all’inizio di questo secolo, e l’avvento delle tecnologie “omiche” (genomica, proteomica, metabolomica ecc…) hanno portato all’identificazione dei meccanismi molecolari e cellulari che causano la perdita di armonia/omoestasi dei tessuti, i cosiddetti “hallmarks” dell’invecchiamento.

Oggi, con combinazioni intelligenti di tecnologie omiche, possiamo analizzare questi meccanismi uno per uno e individuare con grande anticipo gli squilibri nell’armonia/omeostasi dei nostri sistemi che, anche dopo molti anni, porterà alla comparsa dei primi sintomi di invecchiamento patologico.Possiamo per esempio sapere se una persona ha delle debolezze particolari nei sistemi biologici che regolano la funzione dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. O se non riesce a rifornire i tessuti di un numero sufficiente di cellule staminali necessarie al loro rinnovamento.

Abbiamo identificato i geni che permettono a certe persone di raggiungere e superare in piena salute il traguardo dei 100 anni e sappiamo come sfruttare queste conoscenze per permettere a chi non ha ereditato questi geni di raggiungere traguardi molto simili. Sappiamo come intercettare e correggere i fenomeni infiammatori asintomatici che contribuiscono alla degenerazione dei tessuti. Conosciamo molecole naturali che possono eliminare le cellule senescenti.

Siamo in grado di profilare con grande precisione la composizione del microbioma intestinale che ha un'enorme influenza su come invecchiano i nostri tessuti, in primis il cervello. E, non ultimo, possiamo avvalerci dell’intelligenza artificiale per analizzare l’enorme mole di dati disponibili e utilizzarli per ricostruire virtualmente l’armonia dei sistemi.

E’ una vera e propria rivoluzione tecnologica che potrebbe avere impatti futuri su tutti gli aspetti legati alla demografia attuale del nostro paese. Un paese che ha perso quell’armonia generazionale che gli permetteva di crescere e sembra oggi inevitabilmente destinato al declino demografico. Un paese che, se non si interviene subito, potrebbe assistere al collasso del sistema sanitario causato dall’aumento delle patologie legate all’invecchiamento di una popolazione che vive più a lungo ma vive malata.

La parola armonia ritorna in forza anche quando pensiamo all’armonia fra generazioni. L’associazione automatica fra la parola invecchiamento e la parola declino sta già generando un vero e proprio conflitto generazionale dove il giovane è percepito automaticamente come superiore e più performante, parliamo di ageismo. Ma oggi sappiamo che mantenendo la corretta armonia fra i sistemi fisiologici possiamo essere performanti fisicamente e mentalmente anche quando il sistema ci considera come persi.La scienza che studia l’armonia dei sistemi ci aiuterà a trovare l’armonia fra le generazioni? È questa la nostra sfida.

Il tema chiave della Milanesiana di quest’anno è la timidezza e i suoi contrari. Bene, il messaggio che ci arriva dal mondo della scienza della longevità è che non dobbiamo essere timidi di fronte al desiderio di salute. Che la nostra richiesta di invecchiare in salute è legittima. La legittimazione arriva anche, niente meno, che dalle nazioni Unite, che hanno dichiarato questo che stiamo vivendo “il decennio dell’healthy ageing”: una call to action mondiale. I sistemi sociali hanno la responsabilità di sostenere l’invecchiamento in salute.

L’appuntamento

Giovedì 27 giugno La Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, arriva al Palazzo Lca di Milano per l'appuntamento “Armonia e longevità”, ovvero un viaggio attraverso le profondità della vita e dell'arte che esplora l'armonia che si nasconde nei dettagli più semplici. Interverranno con delle letture Giulia Caminito, Camillo Ricordi, Alberto Beretta, Giorgio Vallortigara. Saluti Istituzionali Angela Petrosillo, introduce Elisabetta Sgarbi. Conclude l’appuntamento il concerto al pianoforte di Antonio Ballista.

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