Booker Prize, cinque donne nella sestina dei finalisti
a cura della redazione CulturaUn Booker Prize tutto al femminile. O quasi. Lo scrittore americano Percival Everett con James (La nave di Teseo) è infatti l’unico uomo nella shortlist del principale premio letterario in lingua inglese. Accanto a lui, le altre cinque finaliste della sestina sono tutte donne: il numero più alto di scrittrici nella lista dei candidati nei 55 anni di storia del premio. Non era mai successo. Vediamo chi sono.
L'autrice americana Rachel Kushner è entrata nella sestina per Creation Lake, che segue una spia incaricata di infiltrarsi in una comune eco-attivista. Charlotte Wood, la prima scrittrice australiana a figurare nella shortlist negli ultimi dieci anni, è stata scelta per Stone Yard Devotional, in cui racconta di una donna che lascia Sydney per una comunità religiosa nell'entroterra australiano. Mentre Samantha Harvey, l'unica britannica nella rosa dei candidati, è stata selezionata per Orbital, che segue sei astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel corso di 24 ore. The Safekeep di Yael Van der Wouden – la prima autrice olandese a essere inserita nella shortlist del Booker Prize e l'unica esordiente nella lista di quest'anno – analizza il trattamento degli ebrei nell'Olanda del dopoguerra attraverso un dramma familiare. Infine, la poetessa e scrittrice canadese Anne Michaels è stata selezionata per il suo terzo romanzo, Held, che racconta il ritorno a casa del soldato John dopo la Grande guerra, tra fantasmi che riemergono e il tentativo di costruirsi una nuova vita.
James di Percival Everett – che era già stato finalista del premio nel 2022 con Gli alberi (La nave di Teseo) – rivisita invece il capolavoro di Mark Twain Le avventure di Huckleberry Finn dal punto di vista dello schiavo nero Jim, compagno di viaggio di Huck nella sua traversata del Mississippi.
Molti dei libri in sestina presentano forti elementi storici e, come ha sottolineato il presidente della giuria Edmund De Waal, artista e autore, non sono «libri che parlano di problemi attuali». Ma soprattutto per i giurati è stata una vera sorpresa – hanno dichiarato – scoprire che la loro lista comprendeva cinque donne.
«Abbiamo stilato una rosa, ci siamo seduti e abbiamo guardato la pila e qualcuno ha detto: ci sono cinque donne», ha raccontato la scrittrice Sara Collins, in giuria insieme a Yiyun Li, la giornalista del Guardian Justine Jordan e il musicista Nitin Sawhney. «È stato un momento così gratificante, sorprendente ed emozionante. L'editoria è dominata a certi livelli dalle donne, ma i riconoscimenti letterari sembrano ancora riservati agli uomini. Soprattutto dopo l'anno dei tre Paul è il momento delle Paulettes e delle Paulinas», ha aggiunto Collins, riferendosi alla lista dell'anno scorso, che comprendeva Paul Murray, Paul Harding e Paul Lynch.
Lo scorso anno il Booker Prize è stato vinto infatti da Paul Lynch con Il canto del profeta (66thand2nd). La premiazione avrà luogo il 12 novembre all’Old Billingsgate di Londra: ciascuno degli autori selezionati riceverà 2.500 sterline mentre al vincitore andranno 50 mila sterline. I sei libri sono stati scelti da una longlist di 13, che comprendeva anche Hisham Matar, Colin Barrett, Rita Bullwinkel, Claire Messud, Tommy Orange, Sarah Perry e Richard Powers. Il riconoscimento, istituito nel 1968, viene assegnato alla miglior opera di narrativa scritta in lingua inglese pubblicata nel Regno Unito e in Irlanda.